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Salute

Polmonite nei bambini: cause, sintomi, cure e prevenzione

Di Irma Levanti
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11 Settembre 2018
Mentre a Brescia è in corso (negli adulti) un'epidemia di polmonite dalle cause ancora da accertare, facciamo il punto su questa condizione nei bambini.

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L'epidemia di Brescia
In questi giorni si parla molto di polmonite per via di un'epidemia di casi che si sta verificando in provincia di Brescia, e in particolare nella bassa bresciana orientale, tra i comuni di Montichiari e Calvisano. Secondo quanto riferito dall'Ansa, sono più di 150 i casi finora accertati, con due decessi: un uomo di 84 anni e una donna di 69 anni.

 

Le cause dell'epidemia restano ancora da accertare e in particolare non è noto quale sia l'agente responsabile. Come precisa il virologo Giovanni Maga in una nota dell'Agi, i sospetti per ora si concentrano su una possibile contaminazione batterica da parte di una fonte idrica, per esempio l'acqua degli impianti di condizionamento o quella usata per innaffiare i giardini. L'attenzione è rivolta in particolare sul batterio Legionella, che nelle scorse settimane aveva provocato alcuni casi di malattia in provincia di Milano: i primi esami sembrerebbero in realtà escludere la presenza di questo batterio, ma per avere certezza occorre attendere l'esito di esami più approfonditi.

 

L'epidemia del bresciano non riguarda in particolare i bambini, ma in queste circostanze è opportuno fare il punto su una malattia, la polmonite appunto, che in età pediatrica è comunque piuttosto frequente. Vediamo allora di che cosa si tratta esattamente, quali possono essere in generale le cause, come si interviene e come è possibile prevenirla.

 

Polmonite nei bambini, che cos'è
La polmonite è un'infiammazione che può interessare uno o entrambi i polmoni. La polmonite può colpire chiunque, ma è in genere più diffusa tra i neonati e i bambini in età prescolare, gli anziani e le persone affette da malattie croniche.

 

Poiché molte forme di polmonite dipendono da infezioni virali o batteriche che si trasmettono da persona a persona, anche queste forme sono più frequenti durante l'autunno, l'inverno e l'inizio della primavera, quando i bambini passano più tempo al chiuso e a stretto contatto con gli altri. Come ricorda il sito Healthy Children, curato dall'Associazione dei pediatri americani, il rischio di un bambino di andare incontro a polmonite non dipende da come è vestito o dalla temperatura ambientale.

 

Quali sono le cause?
Nella stragrande maggioranza dei casi il processo infiammatorio è provocato da un'infezione, che può essere di origine virale, batterica, ma anche fungina.

 

La polmonite di origine virale, più comune nei bambini sotto i tre anni, è tipicamente causata da virus respiratorio sinciziale, ma può essere provocata anche da adenovirus e virus influenzali. Tra i batteri responsabili di polmonite, invece, il più comune è Streptococcus pneumoniae (pneumococco), ma possono essere coinvolti anche Mycoplasma e Chlamydia pneumoniae, Haemophilus influenzae e Staphylococcus aureus.

Spesso, quello che succede è che un'infezione batterica si somma, a livello polmonare, a un'infezione virale magari delle vie aeree superiori ma che ha già indebolito il sistema immunitario.

 

Un'altra forma di polmonite può essere causata non da agenti infettivi ma per “aspirazione”, cioè per inalazione di corpi estranei, solidi o liquidi, come per esempio vomito o pezzetti di cibo (può succedere con la frutta secca).

 

È una malattia grave?
In generale nel mondo sì, la polmonite pediatrica è ancora una malattia grave, responsabile secondo l'Unicef di circa tre milioni di decessi l'anno. Nei paesi industrializzati e ad alto reddito si tratta di una malattia ormai curabilissima, ma che può comunque comportare disagi importanti, a partire dall'ospedalizzazione (quando necessaria).

 

Polmonite nei bambini, i sintomi
La malattia si manifesta in genere con febbre, tosse, alterazioni del respiro (più frequente, più difficoltoso o sibilante), dolore toracico. Possono essere presenti anche sintomi aspecifici come sonnolenza, inappetenza, vomito, diarrea, dolori addominali, irritabilità.

 

Come si fa la diagnosi
Come ricorda il sito dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, “la diagnosi si basa prevalentemente sulla storia e sull'esame clinico”. I raggi del torace non vanno eseguiti di routine, ma riservati “ai casi dubbi, o in cui si sospettano delle complicanze, oppure nei casi che non rispondono alla terapia prescritta”.

 

Come si cura
Se la polmonite è di origine virale, la terapia consiste semplicemente in riposo, una buona alimentazione con tutti nutrienti e abbondanti liquidi per fluidificare il muco e compensare le perdite dovute alla sudorazione prodotta dalla febbre.

 

Spesso, però, è molto difficile (anche per il medico) distinguere una polmonite di origine virale da una di tipo batterico, per cui il pediatra generalmente prescrive da subito una terapia antibiotica, di solito orale, da seguire per tutto il tempo e con i dosaggi indicati dal medico. La cura antibiotica è sempre indicata nei neonati e nei bambini di pochi mesi.

 

Nelle forme più gravi o complicate, oltre agli antibiotici saranno utilizzate anche terapie di supporto come ossigenoterapia, fluidoterapia, fisioterapia.

 

A cosa bisogna stare attenti
Sempre dal sito dell'Ospedale Bambino Gesù: “I segnali ai quali i genitori debbono prestare attenzione sono: persistenza di febbre elevata oltre le 72 ore dall'inizio della terapia antibiotica, comparsa di difficoltà respiratoria, presenza di rientramenti (infossamento della gabbia toracica e al giugulo), estrema stanchezza del bambino o aumentata sonnolenza”.

 

È possibile prevenire la polmonite?
È possibile prevenire le forme causate dallo pneumococco attraverso un'apposita vaccinazione. Inoltre, le persone a elevato rischio di polmonite dovrebbero considerare l'opportunità della vaccinazione antinfluenzale.

 

Altri accorgimenti per ridurre il rischio di infezione hanno semplicemente a che fare con buone pratiche igieniche. Per esempio:

  • lavarsi spesso le mani;
  • coprirsi la bocca con l'avambraccio quando si starnutisce o si tossisce.

 

Altre fonti per questo articolo: Sito dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù; sito Healthy Children curato dall'Associazione americana dei pediatri; sito Medscape.com; materiale informativo del Servizio sanitario inglese.