Salute

Polmonite nei bambini: cause, sintomi, cure e prevenzione

Di Valentina Murelli
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11 Settembre 2018 | Aggiornato il 21 Febbraio 2019
Si tratta di un'infiammazione dei polmoni dovuta a infezione virale o batterica, in alcuni casi successiva all'inalazione di un corpo estraneo (polmonite da inalazione o ab ingestis). Dai sintomi alle cure alle strategie di prevenzione: tutto quello che bisogna sapere su questa malattia nei bambini
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In questo articolo scopriremo:

  • che cos'è la polmonite;
  • le cause della polmonite;
  • la polmonite da inalazione, o polmonite ab ingestis;
  • quanto è grave la polmonite;
  • i sintomi nei bambini;
  • come si fa la diagnosi;
  • come si cura;
  • strategie di prevenzione.

 

Polmonite nei bambini, che cos'è


La polmonite è un'infiammazione che può interessare uno o entrambi i polmoni. La polmonite può colpire chiunque, ma è in genere più diffusa tra i neonati e i bambini in età prescolare, gli anziani e le persone affette da malattie croniche.

 

Poiché molte forme di polmonite dipendono da infezioni virali o batteriche che si trasmettono da persona a persona, queste forme sono più frequenti durante l'autunno, l'inverno e l'inizio della primavera, quando i bambini passano più tempo al chiuso e a stretto contatto con gli altri. Come ricorda il sito Healthy Children, curato dall'Associazione dei pediatri americani, il rischio di un bambino di andare incontro a polmonite non dipende da come è vestito o dalla temperatura ambientale.

 

Quali sono le cause?


Nella grande maggioranza dei casi il processo infiammatorio è provocato da un'infezione, che può essere di origine virale, batterica, ma anche fungina.

 

La polmonite di origine virale, più comune nei bambini sotto i tre anni, è tipicamente causata da virus respiratorio sinciziale (che è anche causa comune di bronchiolite), ma può essere provocata anche da adenovirus e virus influenzali. Tra i batteri responsabili di polmonite, invece, il più comune è Streptococcus pneumoniae (pneumococco), ma possono essere coinvolti anche Mycoplasma e Chlamydia pneumoniae, Haemophilus influenzae e Staphylococcus aureus.

Spesso, quello che succede è che un'infezione batterica si somma, a livello polmonare, a un'infezione virale magari delle vie aeree superiori ma che ha già indebolito il sistema immunitario.

 

La polmonite da inalazione o ab ingestis

Un'altra forma di polmonite può essere causata non direttamente da agenti infettivi ma in prima battuta per “aspirazione”, cioè per inalazione di corpi estranei, solidi o liquidi, come per esempio vomito o pezzetti di cibo (può succedere con la frutta secca). Il termine tecnico è polmonite ab ingestis.

 

In questi casi l'infezione c'è, ma è secondaria all'inalazione del corpo estraneo: dopo il suo arrivo nei polmoni, il tessuto circostante reagisce con la produzione di un eccesso di muco che diventa terreno fertile per la crescita di microrganismi: da qui la successiva polmonite.

 

Il rischio di andare incontro a una polmonite ab ingestis aumenta in particolari condizioni, cioè:

  • in caso di disturbi neurologici che provocano problemi di deglutizione;
  • in presenza di malattie croniche a livello di stomaco o esofago;
  • durante l'anestesia generale (è il motivo per il quale si chiede di non bere e mangiare nelle ore precedenti).

 

 

È una malattia grave?


In generale nel mondo sì, la polmonite pediatrica è ancora una malattia grave, responsabile secondo l'Unicef di circa tre milioni di decessi l'anno. Nei paesi industrializzati e ad alto reddito si tratta di una malattia ormai ampiamente curabile, ma che può comunque comportare disagi importanti, a partire dall'ospedalizzazione (quando necessaria).

 

 

Polmonite nei bambini, i sintomi


La malattia si manifesta in genere con febbre, tosse, alterazioni del respiro (più frequente, più difficoltoso o sibilante), dolore toracico. Possono essere presenti anche sintomi aspecifici come sonnolenza, inappetenza, vomito, diarrea, dolori addominali, irritabilità.

 

I sintomi sono gli stessi anche nel caso di polmonite ab ingestis: febbre, tosse, respiro difficoltoso, affannato o rumoroso, labbra o pelle che diventano bluastre. Con i colpi di tosse può anche esserci l'emissione di un muco di colore giallo-verde o maleodorante o con striature di sangue.

 

 

Come si fa la diagnosi


Come ricorda il sito dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, “la diagnosi si basa prevalentemente sulla storia e sull'esame clinico”.

 

Esami strumentali come i raggi del torace o la TAC non vanno eseguiti di routine, ma riservati “ai casi dubbi, o in cui si sospettano delle complicanze, oppure nei casi che non rispondono alla terapia prescritta”.

 

 

Come si cura


Se la polmonite è di origine virale, la terapia consiste semplicemente in riposo, una buona alimentazione con tutti nutrienti e abbondanti liquidi per fluidificare il muco e compensare le perdite dovute alla sudorazione prodotta dalla febbre. Se l'origine è batterica si interviene con degli antibiotici.

 

Spesso, però, è molto difficile (anche per il medico) distinguere una polmonite di origine virale da una di tipo batterico, per cui il pediatra generalmente prescrive da subito una terapia antibiotica, di solito orale, da seguire per tutto il tempo e con i dosaggi indicati dal medico.

 

Per maggiore sicurezza, la cura antibiotica è sempre indicata nei neonati e nei bambini di pochi mesi.

 

Nelle forme più gravi o complicate, oltre agli antibiotici saranno utilizzate anche terapie di supporto come ossigenoterapia, fluidoterapia, fisioterapia.

 

Nel caso di polmonite ab ingestis, oltre al trattamento con antibiotici può essere necessaria la rimozione del corpo estraneo con una broncoscopia (un intervento piuttosto delicato, sia perché le vie aree dei bambini sono veramente minuscole, sia perché c'è il rischio di frantumazione del corpo estraneo, con possibili rischi collegati a questo evento).

 

A cosa bisogna stare attenti


Sempre dal sito dell'Ospedale Bambino Gesù, i segnali ai quali i genitori debbono prestare attenzione, chiedendo subito il parere del medico, sono:

  • persistenza di febbre elevata oltre le 72 ore dall'inizio della terapia antibiotica;
  • comparsa di difficoltà respiratoria;
  • presenza di rientramenti (infossamento della gabbia toracica e al giugulo);
  • estrema stanchezza del bambino o aumentata sonnolenza.

 

È possibile prevenire la polmonite?


È possibile prevenire le forme causate dallo pneumococco attraverso un'apposita vaccinazione, mentre la vaccinazione esavalente, proteggendo da Hamophilus influenzae, protegge anche dalle polmoniti causate da questo batterio. Inoltre, le persone a elevato rischio di polmonite dovrebbero considerare l'opportunità della vaccinazione antinfluenzale.

 

Altri accorgimenti per ridurre il rischio di infezione hanno semplicemente a che fare con buone pratiche igieniche. Per esempio:

  • lavarsi spesso le mani;
  • coprirsi la bocca con l'avambraccio quando si starnutisce o si tossisce.

Le persone con anomale della deglutizione possono ridurre il rischio di polmonite da inalazione con alcuni accorgimenti per migliorare cioè che mangiano e bevono e come lo fanno.

 

Altre fonti per questo articolo: Sito dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù; sito Healthy Children curato dall'Associazione americana dei pediatri; sito Medscape.com; materiale informativo del Servizio sanitario inglese; approfondimento sulla polmonite ab ingestis dal servizio di informazioni per specialistici Up to Date.