Salute

Primo soccorso per i più comuni incidenti dei bambini

Di Valentina Murelli
primo_soccorso_bambini
13 Dicembre 2018
Prevenire è meglio che curare. Dunque se ci sono bambini bisognerebbe prestare molta attenzione a mettere in sicurezza la propria abitazione, per evitare incidenti. E' vero però che gli incidenti possono sempre capitare, anche ai genitori più attenti. Ecco alcuni consigli per reagire prontamente a quelli più comuni.
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Lo sappiamo bene: prevenire è meglio che curare. Dunque se ci sono bambini bisognerebbe prestare molta attenzione a mettere in sicurezza la propria abitazione, per evitare incidenti. E' vero però che gli incidenti possono sempre capitare, anche ai genitori più attenti. Ecco alcuni consigli per reagire prontamente a quelli più comuni.

 

 

Il bimbo fatica a respirare per la tosse da laringite


Un'improvvisa sensazione di soffocamento, che insorge dal nulla soprattutto di notte; un particolare rumore durante l'inspirazione; una tosse molto caratteristica simile al verso di una foca (si dice tosse “abbaiante”): sono i sintomi tipici della laringite acuta o croup. Accompagnati a volte da afonia (mancanza della voce), difficoltà a piangere, febbre comunque non molto elevata.

 

Il bimbo si spaventa, i genitori anche di più: “Per fortuna va detto che in questi casi è molto raro che la difficoltà respiratoria diventi davvero pericolosa e così grave da richiedere il ricovero in terapia intensiva” spiega Antonino Reale, responsabile del Dipartimento di pediatria dell'emergenza dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Ecco cosa fare durante un attacco di croup:

 

- anzitutto mantenere la calma e cercare di tranquillizzare il bambino. Lo sappiamo, non è facile, ma l'agitazione tende a peggiorare i sintomi;


- mettere il bambino seduto o in posizione eretta, perché la posizione coricata aggrava la sensazione di soffocamento;


- mettere il bambino vicino a una fonte di aria umida e calda, come un umidificatore, un rubinetto dell'acqua calda aperto, una pentola d'acqua calda. Si tratta di un consiglio tradizionale, che oggi molti studi scientifici ritengono superato: “I risultati di molti studi in effetti indicano che la cosiddetta terapia umidificante serva a poco. Però è vero che l'aria troppo secca peggiora l'infiammazione e di sicuro umidificare un po' l'ambiente non fa male” sottolinea Reale;


- se è la prima volta che il croup compare, è bene portare il bimbo al pronto soccorso o consultare il proprio medico, anche per venire tranquillizzati e imparare come comportarsi;

 

- se non si va al pronto soccorso, somministrare la terapia medica indicata dal pediatra: in genere si tratta di farmaci cortisonici proposti per aerosol o per bocca.

 

Il bimbo ha ingerito un corpo estraneo


Una monetina, un componente di un giocattolo, ma anche un pezzetto di mela o di carota andati di traverso... Quando le vie respiratorie sono bloccate da un corpo estraneo il rischio è grave, ed è quello di soffocamento. In molti casi la situazione si risolve da sola e il corpo estraneo viene espulso grazie ai colpi di tosse del bambino. Altre volte, invece, occorre mettere in atto le manovre di disostruzione delle vie aeree. Ecco dunque cosa fare, secondo le indicazioni della Società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica e dell'Italian Resuscitation Council.

 

- se il bambino riesce a piangere, tossire o parlare significa che l'ostruzione delle vie aeree è solo parziale. In questo caso non bisogna fare nulla salvo incoraggiare il bambino a tossire e a mantenere la posizione che preferisce (nella quale trova più facile respirare). Se tuttavia la difficoltà respiratoria persiste e la tosse non risolve la situazione occorre allertare il 118 o portare il bambino al pronto soccorso;

 

- se il bambino non solo non riesce a respirare bene ma non riesce a tossire, parlare o emettere altri suoni significa che l'ostruzione delle vie aeree è completa. In questi casi il piccolo può anche sbarrare gli occhi e portare le mani alla gola o al petto. Occorre procedere il prima possibile con le manovre di disostruzione delle vie aree, distinte in base all'età del bambino.

 

Bimbo piccolo, sotto l'anno di età.

  • Chiamare aiuto e far allertare il 118;
  • posizionare il piccolo faccia in giù sull’avambraccio con una mano sotto la faccia per tenerlo in equilibrio, oppure sulle vostre cosce e dargli con il palmo della mano cinque pacche a breve distanza una dall’altra sulla schiena tra le scapole. La vibrazione generata in questo modo può far espellere il corpo estraneo;
  • se questo non accade, girare il bambino bambino a pancia in su, sostenendogli il capo e il busto con la vostra mano e il braccio. Appoggiategli due dita al centro del torace, sotto la linea dei capezzoli, ed esercitate cinque compressioni forti: anche questo dovrebbe facilitare l'uscita del corpo estraneo;
  • continuare ad alternare pacche e compressioni fino a quando il lattante riprende a tossire o respirare o arrivano i soccorsi.

 

Bimbo sopra l'anno di età o adulto

  • Chiamare aiuto e far allertare il 118;
  • posizionate il bambino davanti a voi, leggermente piegato in avanti e dategli cinque colpi tra le scapole con il palmo della mano;
  • se il corpo estraneo non esce, praticate la cosiddetta manovra di Heimlich: posizionatevi dietro il bambino, circondandolo con le braccia in un’area compresa tra l’ombelico e lo sterno; ponete una mano a pugno un po' sopra l'ombelico, afferrate il pugno con l'altra mano e comprimete forte verso l'interno e verso l'alto per cinque volte;
  • ripetete la manovra alternando i cinque colpi sulla schiena e le cinque compressioni addominali fino a quando il lattante riprende a tossire o respirare o arrivano i soccorsi.

In tutti i casi citati, colpi e compressioni devono essere “decisi” ma non troppo forti per non provocare danni a loro volta.

 

Il bambino è caduto e ha picchiato la testa


Dal seggiolone, dal fasciatoio, dal letto: non dovrebbe mai succedere, ma nonostante tanta attenzione qualche volta capita. Soprattutto quando il bimbo, crescendo, diventa più attivo e vorrebbe arrampicarsi dappertutto. Per fortuna, la maggior parte delle cadute non ha conseguenze gravi: basta mettere un po’ di ghiaccio sul bernoccolo e tenere sotto controllo il bambino e tutto si risolve.

D’altra parte, però, il trauma cranico nei bambini può essere molto serio. Ecco quindi come comportarsi.

 

- Medicare eventuali ferite: per una ferita con perdita di sangue basta passare una garza imbevuta di un comune disinfettante, comprimendo la zona per qualche minuto e poi mettere un cerotto. Se la ferita appare piuttosto profonda o la perdita di sangue non si arresta è bene recarsi in ospedale, dove potrebbero mettere qualche punto di sutura. Per attenuare il bernoccolo il rimedio migliore è applicare del ghiaccio o una pezzuola fredda;


- valutare la situazione, tenendo d'occhio il bambino nelle 24 ore successive la caduta e, al minimo dubbio che c'è qualcosa che non va, contattare subito il medico o recarsi direttamente al pronto soccorso. Tra i campanelli d'allarme che dovrebbero spingere a portare il piccolo in ospedale figurano:

  • vomito,
  • perdita di sangue dall'orecchio o dal naso,
  • perdita di conoscenza o stato confuzionale,
  • convulsioni,
  • comportamento anomalo,
  • mal di testa,
  • stanchezza e indolenzimento a un braccio o a una gamba,
  • forte dolore al collo,
  • estremo pallore,
  • stato di sofferenza generale,
  • ingrandimento di una pupilla (il “pallino” nero al centro dell’occhio) rispetto all’altra,
  • difficoltà a parlare.

Svegliarlo o no?


Dopo una caduta importante con colpo alla testa, alcuni medici consigliano di svegliarlo ogni 2/3 ore anche durante la notte per verificare che si svegli senza troppa difficoltà e reagisca normalmente al segnale della mamma.

Altri non ritengono necessario svegliarlo per forza, ma consigliano di vedere comunque come sta, sempre ogni due/tre ore. Si può valutare se sta dormendo “come al solito”, e magari provare a toccarlo o spostarlo per vedere se reagisce appunto come al solito (in genere, i bimbi “disturbati” nel sonno cambiano posizione). Se sembra che ci sia qualche anomalia, effettivamente vale la pena svegliarlo e vedere come reagisce e se riconosce mamma e papà.

 

Il bambino si è scottato o ustionato


Un bambino (giustamente) curioso, una tazza di caffè bollente troppo vicina al bordo del tavolo e purtroppo il danno è fatto: il piccolo si rovescia addosso il liquido bollente, scottandosi. Vediamo i consigli della Guida per le famiglie della Società italiana di pediatria preventiva e sociale su come intervenire in caso di ustioni e scottature.

 

- Allontanate il bambino dal pericolo e dell'agente ustionante;

 

- raffreddate subito l’area ustionata con acqua fredda del rubinetto o con impacchi freddi (ma non con il ghiaccio) per almeno 20 -30 minuti; se la lesione è estesa non superate i 5 minuti;


- dopo l'irrigazione, disinfettate la lesione con benzalconio cloruro o Amuchina Med (0,05%). Attenzione: non applicare mai olio di oliva, burro, dentifricio o altri rimedi della nonna, che mettono a rischio di infezioni;


- applicate una pomata antisettica o lenitiva;


- non bucate le eventuali vesciche piene di liquido che possono a volte formarsi: mantengono la lesione idratata e sterile e seccheranno da sole, garantendo una migliore guarigione;


- applicate una garza medicata non aderente per evitare che la garza di cotone si attacchi alla cute e chiudete la lesione con garza sterile di cotone tenuta in sede con cerotti o rete elastica;


- se l'ustione è estesa, profonda o interessa zone delicate come viso o genitali chiamare subito il 118/112. Potrebbe venire indicato di portare il bambino al pronto soccorso: in questo caso, le aree interessate dalla lesione vanno protette mediante garze sterili oppure utilizzando biancheria pulita, come una federa in cui infilare il bambino come in una tasca o un lenzuolo in cui avvolgerlo.

 

Il bambino ha ingerito sostanze tossiche o potenzialmente pericolose


I piccoli trovano un sacco di cose interessanti ovunque, e purtroppo tendono spesso a infilarsi in bocca di tutto, che si tratti di pastiglie, foglie di piante o detersivi. Vediamo ancora i consigli della  Società italiana di pediatria preventiva e sociale.

 

- quando avviene un contatto con una sostanza pericolosa telefonare immediatamente a un Centro Antiveleni per chiedere indicazioni. Utile riferire, se possibile: che cosa è stato ingerito, in quale quantità (anche presunta), per quanto tempo il bambino è rimasto solo, se ha sintomi e di cosa si tratta;

 

- cosa non fare:

  • non indurre il vomito (potrebbe essere molto pericoloso in caso di ingestione di sostanze caustiche, schiumogene o volatili);
  • non somministrare latte (è inutile e in un qualche caso può favorire l'assorbimento del tossico o ritardare l'esecuzione di esami diagnostici);
  • non improvvisare rimedi casalinghi.

Numeri utili di (alcuni) Centri antiveleni



Azienda Ospedaliera Niguarda Cà Granda Milano: 02 66101029
Fondazione Salvatore Maugeri Pavia: 0382 24444
Ospedali Riuniti di Bergamo: 800 883300
Ospedale San Martino Genova: 010 352808
Azienda Ospedaliera Careggi Firenze: 055 4277238
Policlinico Universitario Gemelli Roma: 06 3054343
Ospedale Cardarelli Napoli: 081 5453333 oppure 081 7472870
Ospedale Maggiore Bologna: 051 333333
Ospedale Civile Pordenone: 0434 399698
Ospedale infantile Burlo Garofolo Trieste: 040 3785373
Ospedale Garibaldi Catania: 0957594120