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Probiotici: quando sono utili

di Angela Bisceglia - 31.05.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I probiotici sono microrganismi vivi in grado di apportare un beneficio non solo all'intestino, ma all'organismo in generale

Negli ultimi anni sono stati pubblicati numerosissimi studi che dimostrano gli effetti positivi dei probiotici su molti aspetti della salute. I probiotici, infatti, hanno la funzione di mantenere in equilibrio il microbiota intestinale con importanti vantaggi per il benessere di tutto l'organismo. I probiotici supportano le difese immunitarie, aiutano a ridurre i sintomi i sintomi di tante patologie (incluse quelle a carico della pelle) e, in alcuni casi, possono essere usati anche per le coliche dei neonati. Ma i benefici non finiscono qui. Ce ne parla il Prof. Salvatore Cucchiara, Direttore del reparto di Gastroenterologia ed Epatologia Pediatrica dell'Ospedale Policlinico Umberto I di Roma.

In questo articolo

Che cosa sono i probiotici

Il nome probiotico deriva dalla fusione tra il prefisso latino "pro", cioè "a favore" e il sostantivo greco "bios", cioè vita. Probiotico significa quindi "a favore della vita". Ed è proprio vero perché i probiotici, contribuendo alla salute dell'intestino, hanno una funzione positiva per il benessere di tutto l'organismo. "Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità i probiotici sono organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell'ospite" – spiega il Prof. Cucchiara, che poi aggiunge "questi microrganismi vivono con noi e interagiscono con il nostro organismo, producendo sostanze che sono molto importanti per le nostre difese immunitarie".

Per essere ancora più precisi, i probiotici sono ceppi batterici che, dopo aver superato indenni tutti i filtri ostili del nostro apparato digerente, come gli acidi dello stomaco, gli enzimi biliari e pancreatici, riescono non solo a convivere pacificamente con i batteri già residenti nell'intestino (microbiota), ma li aiutano a svolgere al meglio le loro funzioni, come inibire i batteri nocivi ed impedirne la proliferazione, produrre enzimi buoni, stimolare il sistema immunitario intestinale.

Probiotici, prebiotici e fermenti lattici

Spesso questi termini vengono utilizzati come sinonimi, ma si tratta di cose diverse.

PROBIOTICI: Come abbiamo visto i probiotici sono microrganismi vivi  capaci di sopravvivere nel loro transito lungo il tratto intestinale e di esercitare una funzione benefica per l'intestino. Rientrano nella categoria dei fermenti lattici vivi. Non tutti i fermenti lattici però sono probiotici.

FERMENTI LATTICI: i fermenti lattici non sono tutti uguali e si distinguono in base alla capacità di apportare o meno benefici al microbiota. I fermenti lattici non probiotici, ad esempio, non hanno alcun effetto sul microbiota intestinale e spesso vengono usati dall'industria alimentare. La differenza sta proprio nel fatto che i probiotici arrivano vivi nell'intestino. la caratteristica fondamentale dei fermenti lattici è di fermentare il lattosio producendo acido lattico.

PREBIOTICI: come spiega il Prof. Cucchiara, "sono sostanze organiche non digeribili (soprattutto zuccheri complessi) che sono in grado di stimolare la crescita e/l'azione dei probiotici". Ecco perché oggi l'industria propone prodotti, chiamati simbiotici, in cui sono presenti sia i probiotici (batteri) che i prebiotici.

A che cosa servono i probiotici

Il primo beneficio dei probiotici è a livello intestinale: arrivando in forma attiva nell'intestino, riescono a mantenere il corretto equilibrio del microbiota che gioca un ruolo importante nello svolgimento delle varie funzioni dell'intestino - digestione, assorbimento, stimolazione del sistema immunitario, eliminazione delle sostanze nocive ed inutili. Mantenere in equilibrio il microbiota significa prevenire molti disturbi intestinali come gonfiori, difficoltà di digestione, stitichezza, diarree acute. Grazie ai numerosi studi effettuati negli ultimi anni, è stato dimostrato che i probiotici possono essere utili anche in altre situazioni.

Rinforzano il sistema immunitario

Non possiamo certo affermare che l'assunzione regolare di probiotici ci metta al riparo da qualunque tipo di infezione o che sia in grado di proteggere tutto il sistema immunitario, ma un microbiota ricco di batteri "buoni" è in grado di contrastare in modo efficace l'ingresso dei batteri "cattivi". Inoltre, un microbiota intestinale ben equilibrato riesce a proteggere al meglio l'intestino e lo aiuta a svolgere in modo ottimale le sue funzioni.

Durante e dopo un ciclo di antibiotici

Assumere probiotici per almeno 2-4 settimane dall'inizio della terapia antibiotica aiuta a ricostituire più in fretta il microbiota intestinale. Grazie ai probiotici è possibile anche prevenire la diarrea, un frequente effetto collaterale degli antibiotici.

Coliche del neonato

Ad oggi, non ci sono farmaci né preparati erboristici di dimostrata efficacia contro le coliche del neonato. Alcuni studi però, tra cui una metanalisi pubblicata sulla rivista Pediatrics, hanno osservato una minore durata delle coliche se si somministrano dei probiotici (in particolare lactobacillus reuteri), ma la raccomandazione è valida solo per i bambini allattati al seno. Chiaramente, se il neonato piange molto e sembra sofferente è opportuno rivolgersi al pediatra ed evitare il fai da te.

Allergie

Secondo le linee guida per la prevenzione delle allergie nei bambini dell'Organizzazione Mondiale per le Allergie (WAO), l'assunzione di probiotici in gravidanza, durante l'allattamento e nel primo anno di vita del bambino può ridurre il rischio di sviluppare allergie, anche se in una percentuale non molto elevata.

Dermatite atopica: alcuni studi hanno evidenziato che i bambini con predisposizione allergica presentano sin dalla nascita un microbiota intestinale diverso rispetto ai bambini che non svilupperanno allergie. "In questo contesto alcuni probiotici potrebbero agire positivamente sul microbiota intestinale e prevenire le manifestazioni atopiche" spiega il Prof. Cucchiara. Ma va sottolineato che al momento i dati sulla prevenzione delle allergie non sono ancora sufficienti.

Ciò che invece sembra ormai dimostrato è che l'assunzione di probiotici, come indicato in una ricerca pubblicata recentemente sulla rivista Experimental and Therapeutic Medicine, ha effetti benefici sui sintomi della dermatite atopica.

Rinite allergica: secondo una revisione sistematica della letteratura scientifica, pubblicata sulla Wiley Online Library, i probiotici possono essere utili nel migliorare i sintomi e la qualità della vita nei pazienti con rinite allergica, ma le prove sono limitate e saranno necessari ulteriori studi per stabilirne delle raccomandazioni. Arriva all stesse conclusioni anche un altro studio pubblicato recentemente in cui gli autori hanno osservato un miglioramento dei sintomi e della qualità di vita dei pazienti che hanno utilizzato i probiotici. Anche qui, però, i dati sono ancora insufficienti per una raccomandazione generale.

Disturbi dello spettro autistico

Alcuni studi scientifici, tra cui uno pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Psychiatry da un team tutto italiano, hanno evidenziato come in bambini con autismo non affetti da sintomatologia gastrointestinale, la somministrazione di probiotici abbia agito positivamente sui sintomi relativi alla compromissione sociocomunicativa. Inoltre, nei bambini con autismo affetti da sintomatologia gastrointestinale, l'utilizzo di probiotici è risultato efficace nel migliorare non solo i sintomi gastrointestinali, ma anche le difficoltà di elaborazione sensoriale.

Probiotici in gravidanza

I probiotici potrebbero essere utili durante la gravidanza? Secondo l'American Pregnancy Association l'utilizzo di probiotici durante la gravidanza è sicuro e potrebbe anche aiutare a prevenire alcune infezioni del tratto uro-genitale che sono più frequenti durante la dolce attesa, come cistiti e vaginosi. Di certo si sa che il microbiota intestinale è strettamente legato a quella della vescica e che numerose forme di vaginosi possono essere causate da un'alterazione della flora batterica residente.

Come scegliere il prodotto giusto?

Di probiotici ce ne sono vari tipi, ognuno caratterizzato da una determinata famiglia, specie e ceppo. Ogni tipo di probiotico può essere più utile in particolare situazioni. Ad esempio:

  •  il Lactobacillus Reuteri, è utile per le dissenterie di origine virale, ma secondo alcuni recenti studi potrebbe essere d'aiuto per alleviare le coliche gassose nel neonato;
  •  il Lactobaillus Casei infantis oppure il Johnsonii, possono essere utili in particolare se il bambino soffre di stipsi.

In ogni caso, come precisa il Prof. Cucchiara, "i probiotici vanno scelti sulla base delle evidenze scientifiche – afferma il Prof. Cucchiara. - Oggi abbiamo a disposizione una buona quantità di dati che permettono ai medici di suggerire ai propri pazienti cosa sia meglio acquistare". Ecco perché è meglio che l'integrazione di probiotici venga valutata accuratamente da un esperto.

Dove si comprano i probiotici

I probiotici si possono acquistare facilmente in farmacia, ma possono essere reperibili anche al supermercato. In entrambi i canali di vendita si possono trovare prodotti di qualità, solo che in farmacia vengono veicolati in forma più "medicale", in boccette o fialette, mentre al supermercato si presentano come un alimento.

Troviamo i probiotici negli alimenti fermentati come:

  • yogurt addizionato. Lo yogurt tradizionale contiene Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus che non sono in grado di sopravvivere in numero adeguato all'acidità del nostro stomaco;
  • kefir;
  • tempeh;
  • crauti.

Non solo probiotici

Per garantirsi un intestino in buona salute, fin dalla tenera età, è importante far seguire al bambino un'alimentazione sana, varia ed equilibrata, che preveda un apporto di fibre adeguato e ben distribuito nell'arco della giornata. Le fibre infatti, oltre a svolgere un importante ruolo di 'spazzini' di scorie nell'intestino, hanno un'azione prebiotica, cioè sono come i mattoni di cui il nostro microbiota ha bisogno per crescere bene. Cerchiamo allora di abituare i nostri bambini all'uso di alimenti non raffinati, rispettando inoltre le indicazioni sul consumo giornaliero di frutta e verdura.

Revisionato da Francesca De Ruvo

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