Salute

Pronto soccorso, i 16 casi in cui DEVI portare il bambino

Di Luisa Perego
ospedalebambino
13 Maggio 2015 | Aggiornato il 13 Luglio 2016
Quando andare o quando non andare al pronto soccorso con un bambino?  Ogni anno 5 milioni di bimbi vengono visitati nei Pronto Soccorso italiani. Ma solo nel 10% dei casi si tratta di codici gialli e rossi, ovvero reale emergenza e urgenza. Simeup, Società Italiana di Emergenza e Urgenza Pediatrica, ha stilato un elenco per capire quando ricorrervi.
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Un bimbo ammalato è sempre fonte di preoccupazione e ansia per il genitore. Nelle situazioni di urgenza o nell'impossibilità di contattare il proprio pediatra, il Pronto Soccorso rappresenta la struttura di riferimento, aperta 24 ore su 24, in grado di offrire una completa assistenza. 

 

Il Pronto Soccorso non va confuso con un ambulatorio pediatrico e non sostituisce il Pediatra di famiglia che sarebbe bene consultare, se possibile e almeno telefonicamente, prima di recarsi in Pronto Soccorso. Simeup, Società Italiana di Emergenza e Urgenza Pediatrica, ha stilato una guida con 16 situazioni che richiedono una visita al Pronto Soccorso in caso di febbre, vomito, diarrea, dolore addominale, trauma cranico, cefalea o difficoltà respiratoria.

 

In caso di febbre:

 

1 nel lattante con età inferiore a tre mesi se non è stato possibile farlo visitare dal pediatra

2 nei bambini più grandi se la febbre è elevata, persistente, risponde poco alla terapia antipiretica e si associa a stato di sofferenza e condizioni generali compromesse

3 se in presenza di febbre il bambino presenta crisi convulsive, soprattutto se di età inferiore ad un anno.

 

In caso di vomito:

4 il bambino ha bisogno di cure urgenti se presenta vomito ripetuto e non riesce ad assumere liquidi soprattutto se di età inferiore a 1 anno

5 se presenta altri sintomi che possono portare alla disidratazione come la febbre e numerose scariche di diarrea

6 se oltre al vomito presenta: secchezza della cute e della mucosa orale, occhi cerchiati, mancanza di lacrime, ridotta emissione di urine;

7 se vomita e non evacua da 24 ore soprattutto se di età inferiore a 1 anno

8 se il vomito è francamente ematico o di colore verde scuro o simile al caffè

 

In caso di diarrea:

9 se presenta diarrea ripetuta e non riesce ad assumere liquidi (vomito) soprattutto se di eta' inferiore a 1 anno

10 se presenta diarrea da oltre 24 ore con più di 5-6 scariche al giorno e non assume liquidi  oppure presenta segni di disidratazione

11 diarrea francamente ematica o la sola emissione di sangue tipo "gelatina"

 

In caso di dolore addominale (cioè mal di pancia):

12 se non evacua da oltre 24 ore, presenta vomito, febbricola e se il dolore viene localizzato nelle regioni inferiori destra dell'addome (regione appendicolare)

13 se presenta dolore addominale nelle ore successive ad un trauma della regione interessata

 

In caso di trauma cranico:

14 se il bambino ha perso conoscenza al momento dell'impatto (trauma cranico commotivo), o presenta vomito, qualche ora dopo il trauma, con tendenza all'addormentamento, con pianto inconsolabile, strabismo, difficoltà alla deambulazione, cefalea

In caso di cefalea, cioè mal di testa:

15 se accompagnata da febbre e/o da vomito e non regredisce con la somministrazione di comuni antifebbrili e/o antidolorifici

In caso di difficoltà respiratoria:

16 i bambini, soprattutto se di età inferiore all'anno, con difficoltà respiratoria vanno tutti portati con urgenza in Pronto Soccorso se non è nota la causa e non si dispone di prescrizioni del proprio medico (esempio asma conosciuta).

 

In Italia, cinque milioni di bambini vengono ogni anno visitati al Pronto Soccorso

 
Ogni anno cinque milioni di bimbi vengono portati in Pronto Soccorso. Nel 10% dei casi si tratta di codici gialli e rossi, (casi di reale emergenza e urgenza, mentre i codici verdi (le urgenze considerate minori in fase di triage) rappresentano invece il 60-70% degli accessi.
 
"Tra questi ultimi circa la metà può essere considerato un accesso appropriato per la necessità di escludere gravi complicanze o evoluzioni della malattia - afferma Antonio Urbino, Presidente della Società Italiana di Emergenza e Urgenza Pediatrica (SIMEUP) -, mentre la restante metà di questi accessi è inappropriato e può creare disservizi che possono ostacolare l'assistenza a chi ne ha veramente bisogno". Ecco perché è importante capire quando occorre andarci e quando invece no. (Lo speciale sul primo soccorso pediatrico)

 

Fonte: Ospedale Bambino Gesù,  quando portare il bambino in Pronto Soccorso e Simeup