SCUOLA

Prove Invalsi: cosa sono e come funzionano

Di Alice Dutto
esamescuola
08 Aprile 2019
Un test che valuta il livello di competenze raggiunte da ogni singolo studente, in grado di offrire uno spaccato a livello nazionale ed europeo sul livello di preparazione degli alunni
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Dopo un triennio sperimentale (2004-2007), dall'anno scolastico 2007-2008 le prove Invalsi sono diventate abituali per gli alunni italiani. «L'obiettivo è quello di comprendere il livello di preparazione dei nostri studenti a livello nazionale e, nel caso dell'inglese, addirittura europeo. Una valutazione che si affianca e completa quella delle singole scuole» spiega Roberto Ricci, responsabile delle prove nazionali Invalsi (Istituto nazionale di valutazione del sistema scolastico e formativo).
 


Come funzionano le prove Invalsi


«Le prove Invalsi servono a misurare i livelli di competenza raggiunti dagli studenti in alcune discipline – italiano, matematica e, in alcune classi, l'inglese – in base ai traguardi stabiliti dalle indicazioni nazionali, cioè quelli che una volta si chiamavano programmi didattici».

 

Gli alunni coinvolti sono quelli che frequentano:

  • il secondo anno della scuola primaria di primo grado (seconda elementare);

  • il terzo anno di scuola primaria di secondo grado (terza media);

  • il secondo anno di scuola superiore;

  • il quinto anno di scuola superiore (novità 2019).

Alle elementari, le prove vengono svolte su carta, mentre negli anni successivi si effettuano online tramite computer.

 

Prove Invalsi: cosa valutano

«Non si tratta di quiz nozionistici: non si chiede cioè “quando è stata scoperta l'America” o “come si calcola l'area del triangolo”. I quesiti sono realizzati in modo che i ragazzi debbano mettere in pratica le competenze acquisite fino a quel momento: si tratta quindi di prove di ragionamento e applicazione, che misurano le capacità di argomentazione e sviluppo critico del pensiero».

(Leggi anche: a che cosa servono davvero le prove Invalsi)
 

Esercitazioni prove Invalsi


«Sebbene online si trovino molti esempi di prove Invalsi, noi sconsigliamo di fare delle esercitazioni: non sono necessarie, perché per farle bene basta impegnarsi quotidianamente a scuola».

 

Valutazione prove Invalsi


Le prove sono valutate secondo livelli di risultato che esprimono le competenze dello studente: «È importante sapere che queste prove hanno solo una funzione informativa e non valutativa: non succede nulla se lo studente non ottiene un buon risultato. È però un segnale importante, che serve a docenti e genitori per verificare che c'è un problema e mettere in campo le risorse per risolverlo».
 


I risultati delle prove Invalsi

Alla luce dei dati raccolti in questi anni, qual è il livello di preparazione degli studenti italiani? «Ci sono luci e ombre: da una parte, abbiamo larghe quote di popolazione in linea con gli obiettivi richiesti per il loro livello di preparazione; dall'altra, soprattutto nei gradi scolastici più alti, ci sono quote non trascurabili di studenti che non raggiungono i traguardi di competenza che avrebbero dovuto raggiungere. È una situazione a macchia di leopardo, su tutto il territorio italiano».

 

Un buon dato è quello che riguarda l'inglese: «Le prime rilevazioni che abbiamo fatto l'anno scorso con gli studenti di quinta elementare e terza media dicono che i nostri ragazzi hanno raggiunto livelli paragonabili ai coetanei europei in questa materia».

Da quando sono state introdotte le prove Invalsi, comunque, si nota un generale miglioramento in tutto il Paese. «È sicuramente un dato importante: come sempre, quando si parla di scuola ed educazione, c'è sempre da migliorare; ma noi speriamo che le prove Invalsi servano proprio a focalizzare meglio i punti di debolezza su cui è necessario intervenire per ottenere risultati sempre più positivi».