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Bambini arcobaleno, chi sono?

di Zelia Pastore - 03.03.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I bambini arcobaleno, nati dopo un lutto perinatale, sono in grado di portare una nuova gioia in famiglia. Ma attenzione a non riversare su di loro sentimenti ambivalenti e a non farsi ingannare da superstizioni infondate.

Bambini arcobaleno

Dopo un temporale, a ridare nuovi colori alla terra ci pensa l'arcobaleno; dopo un'esperienza dolorosa come un lutto perinatale un'ondata di nuova speranza e di gioia nella vita delle mamma e dei papà è portata dall'arrivo di una nuova vita: "I bambini che nascono dopo un aborto spontaneo o dopo una morte perinatale vengono chiamati bambini arcobaleno proprio perché, dopo un periodo molto difficile e complesso, riescono a portare nuove emozioni e luce nella vita dei loro genitori", spiega Attà Negri, Professore presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell'Università di Bergamo.

In questo articolo

Giornata mondiale del lutto perinatale

Al lutto perinatale e infantile è anche stata dedicata una giornata internazionale, il 15 Ottobre. Si tratta di un tema molto complesso, "perché se la morte in generale è qualcosa di intollerabile e impensabile, la morte di un figlio sembra qualcosa di indicibile", proprio per il carico di dolore e sofferenza che rappresenta.  

Chi sono i bambini arcobaleno (o figli penombra)

Oltre alla definizione più lieta di bambini arcobaleno, esiste anche una variante del modo in cui vengono chiamati questi nuovi nati, figli penombra. "Spesso, sin dalla loro nascita, questi bambini vengono paragonati e confrontati dai genitori con il bambino che li ha preceduti e che non c'è più. In qualche modo è come se venissero alla luce un po' nella penombra, o nell'ombra di un figlio precedente. C'è quindi già nel modo stesso in cui vengono definiti una duplicità intrinseca. Bambini arcobaleno come portatori di nuova speranza e soggetti in grado di riattivare un percorso di vita, ma allo stesso tempo figli penombra, immagine che li associa ad un aspetto di tristezza e di comparazione con chi non c'è più".

Un'ambivalenza che rispecchia anche lo stato d'animo e le emozioni dei genitori di bambini arcobaleno: "non solo le mamme, ma anche i papà possono vivere dei sentimenti variegati e complessi, oltre che contraddittori. Entrambi i genitori, infatti, da una parte sperimentano la gioia e l'entusiasmo per il bambino in arrivo, dall'altra vivono questa esperienza con ansia e paura proprio perché hanno conosciuto in prima persona la fragilità della vita umana". 

Una gravidanza dopo il lutto perinatale: i timori e le speranze dei genitori di bambini arcobaleno

Dall'attesa alla nascita, secondo il professor Negri, in ogni fase della loro genitorialità le mamme che hanno vissuto l'esperienza della perdita e del lutto possono essere investite da sentimenti e stati d'animo contrastanti: "Durante la gravidanza possono essere preoccupate e vivere il timore che possa accadere qualcosa di negativo, un sentimento che si  traduce con un'eccessiva vigilanza sullo stato di salute del bambino".

"Nel momento della nascita prevalgono invece la gioia e l'entusiasmo, sebbene di fondo nella mente dei genitori, può esserci un velo di tristezza che non li abbandona. Una condizione che vivono di più le mamme e i papà, rispetto a familiari e amici che invece sono portati più a pensare al lato positivo, cioè all'arrivo del bimbo come un evento che colmerà in un certo grado il precedente vuoto".

Infine, quando il bambino comincia a crescere, le mamme potrebbero correre il rischio di diventare iperprotettive; avere difficoltà a lasciare il bambino da solo o a non volerlo lasciare ad altri per il timore che possa succedergli qualcosa o ancora, la paura che possa succedere qualcosa di negativo mentre sta dormendo; tutte queste sono diverse forme e diversi gradi in cui si traduce il loro timore". 

Come spiega il Professor Negri, la paura è un'emozione che le mamme vivono anche nei confronti del bambino che non c'è più: si tratta del timore di dimenticarlo insieme al senso di colpa e al rimpianto per ciò che è successo. "Il rischio – spiega il docente universitario – è quello di vivere la colpa del sopravvissuto, ovvero, di sentirsi meno degni di essere sopravvissuti rispetto al bambino che non c'è più. Oltre a ciò, ci si può sentire vittime di un'ingiustizia, di una cosa che non doveva accadere e per questo si può avere difficoltà ad elaborare il lutto. Allontanare l'idea della morte, della perdita, inizialmente può essere un atteggiamento protettivo, ma se perdura e non si riesce a trovare un senso personale a quello che è successo, questo può creare dei problemi e incidere negativamente sulla qualità della vita e sulla propria relazione coniugale". 

Bambini arcobaleno: come aiutarli

Esattamente come per le mamme, anche i bambini arcobaleno sono esposti a delle contraddizioni che possono diventare difficili da capire e da gestire allo stesso tempo.

"È necessario fare attenzione alla comprensione che hanno i bambini arcobaleno della complessità dei sentimenti dei genitori. Gioia ed entusiasmo accompagnati da preoccupazione e anche da un velo di tristezza e di colpa sono segnali contraddittori che il bambino percepisce e con difficoltà riesce a gestire. A maggior ragione, quando la madre è ancora avvolta nel lutto e difficilmente aiuta il bambino a dare senso ai segnali emotivi contrastanti che percepisce, il bambino è lasciato solo in questa difficoltà emotiva. Implicitamente questo può portarlo a credere che la sua missione sia quella di aiutare i genitori a superare il lutto e quindi di essere un consolatore. Bisogna far comprendere questa complessità emotiva al bambino, in modo che possa essere in grado di dare un senso alla situazione e quindi di gestirla. Se tutto rimane a livello del non-detto e del non dicibile, allora per il bambino che cresce sarà molto più difficile affrontare tale complessità di sentimenti".

Bambini arcobaleno: parlare è la miglior risorsa

Così come per il bambino, anche per i genitori "parlare" e condividere i propri pensieri possono rivelarsi le condizioni migliori per imparare a gestire il proprio dolore: "La famiglia, gli amici e i conoscenti possono essere la migliore risorsa che si può attivare in questa situazione. È importante riuscire a creare una rete di persone con cui poter parlare dell'esperienza, dei sentimenti, dei pensieri legati a quel particolare contesto, una condizione che li aiuterà a sentirsi meno soli".

"I genitori devono saper differenziare le storie dei loro figli ed essere in grado di dare il giusto spazio mentale ed emotivo al nuovo venuto che ha appunto una nuova prospettiva e un destino diverso da quello precedente. Il sovrapporre le due dimensioni del passato e del presente è qualcosa che blocca, mentre il poter creare delle relazioni specifiche con le due situazioni, con i due figli, uno presente e l'altro che non c'è più, dà la possibilità di dare affetto e specificità a ciascuno dei due".

Bambini arcobaleno, Bambini indaco e bambini cristallo: facciamo chiarezza

Sul web circolano tante teorie infondate sui bambini arcobaleno ed è bene chiarire che ipotesi su particolari caratteristiche attribuibili a questi bambini sono assolutamente inverosimili e prive di qualsiasi valido fondamento: "L'esistenza dei bambini arcobaleno, indaco e cristallo nell'accezione di bambini con le specifiche caratteristiche di cui si parla non ha nessuna prova reale, ma è semplicemente il frutto di racconti di fantasia", spiega il Professor Lorenzo Montali, docente di Psicologia Sociale, esperto di leggende metropolitane e rappresentazione della scienza e della tecnologia dell'Università Milano-Bicocca

I bambini indaco

Nata negli Stati Uniti negli anni '60, nell'ambito di una subcultura New Age, la teoria sui bambini indaco come soggetti particolarmente empatici e con la missione di portare l'umanità ad un livello superiore di evoluzione, si baserebbe su delle pseudo prove come il rilevamento della loro aura attraverso la macchina Kirlian, ma come spiega il Professore Montali "ormai da decine di anni sappiamo che quello che fotografa la macchina Kirlian non è la presunta aura che ci sarebbe intorno al corpo delle persone, ma è semplicemente l'insieme dei gas, dell'umidità e della temperatura che viene ripresa quando si utilizza questo tipo di camera. Per essere chiari: con questo procedimento anche la foto di un sasso mostrerebbe la sua presunta aura vitale. Quindi l'ipotesi dell'esistenza dei bambini indaco si basa su delle prove inesistenti e semplicemente su un desiderio in chi crede a queste teorie di immaginare e fantasticare sull'esistenza di esseri speciali".

"L'idea che ci sia qualcosa che vada al di là di ciò che noi viviamo nella vita di ogni giorno è un'idea che ha un suo fascino, un suo motivo di interesse, quindi, da questo punto di vista non è sorprendente capire come si siano potute diffondere queste teorie, tanto quanto non è sorprendente il fatto che a noi piaccia fantasticare", prosegue il professor Montali.

Caratteristiche dei bambini indaco e arcobaleno: non facciamoci ingannare

Empatia, vivacità, curiosità, forza di volontà, insofferenza nei confronti delle autorità, le caratteristiche attribuite a questi "super bambini" sono talmente tanto generiche e vaghe che potrebbero in effetti essere riferibili a qualsiasi bambino, ma in alcuni contesti particolari questa associazione sarebbe da evitare: "Per alcuni genitori i cui figli hanno dei comportamenti socialmente ritenuti disfunzionali, la scoperta dei bambini indaco può costituire un sollievo e cioè l'idea che la criticità che viene riscontrata nel figlio in realtà non sia una criticità di ordine patologico, ma sia piuttosto un'incapacità della società di leggere l'eccezionalità in positivo del figlio e quindi per questo ristretto gruppo di genitori incontrare una storia del genere può rappresentare un'alternativa positiva rispetto all'etichetta diagnostica che ha invece delle caratteristiche socialmente negative". 

Come spiega il Professor Montal, "quella dei bambini indaco è un'illusione straordinaria, potenzialmente di grande interesse per un genitore in difficoltà, ma è solo una grande illusione. Affidarsi o affidare i propri figli ad un'illusione può essere anche molto pericoloso, nel senso che appunto non li aiuta ad uscire da una logica di eccezionalità, positiva o negativa che sia, e non facilita le loro interazioni con il mondo". 

Storie di bambini arcobaleno

Abbiamo raccolto le vostre storie di mamme di bimbi arcobaleno, su mammenellarete.nostrofiglio.it.

Ecco le più toccanti.

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