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Adhd e bambini indaco, come sono collegati?

di Elena Cioppi - 19.11.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Adhd e bambini indaco, come si correla il disturbo da deficit di attenzione iperattività con la tradizione New Age dei bambini angeli?

Come si legano tra loro l'ADHD, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività con la tradizione new Age dei bambini indaco? Entriamo nel merito di una questione spesso sottovalutata per capire che connessione c'è tra ADHD e bambini indaco, cosa dicono la scienza e la psicologia dell'uno o dell'altro e in che chiave interpretare la storia dei "bambini delle stelle", come vengono definiti i piccoli con un'aura speciale, tutta da coltivare.

In questo articolo

ADHD e bambini indaco, che connessione c'è tra loro?

Chi sono i bambini indaco?

La tradizione dei bambini indaco nasce nel cuore del movimento New Age intorno agli anni Settanta e si è evoluta nei 20 anni successivi grazie agli approfondimenti e alle pubblicazioni di alcuni esperti del tema. L'idea di fondo, nata nel Dopoguerra, è che il mondo ha bisogno di un nuovo equilibrio: sono proprio i bambini nata con un'aura speciale, colorata di indaco, a trovarlo. Tra gli obiettivi dei bambini indaco c'è quello di portare pace, amore, meno guerre e inquinamento. Nancy Ann Tappe è stata la prima a citare i bambini indaco nel suo libro "Understanding your life through color"  e la letteratura di genere si è poi arricchita con la pubblicazione degli anni '90  "The Indigo Children" di Lee Carrol e Jan Tober. Proprio a questa seconda ondata di successo per i bambini indaco è corrisposta un'analisi più approfondita dei comportamenti dei bambini affetti da ADHD: in questa chiave i bambini iperattivi o con deficit d'attenzione non vengono sostenuti affinché possano superare questi comportamenti problematici con l'aiuto di professionisti, ma sono ritenuti "speciali", portatori sani di caratteristiche quasi miracolose che li accomunano agli angeli.

Cos'è l'ADHD, o disturbo da deficit di attenzione e iperattività

Studiato sin dal 1845, l'ADHD (sigla inglese di Attention Deficit Hyperactivity Disorder che in italiano si traduce correttamente in Ddai, Disturbo da deficit di attenzione e iperattività) è un disagio psichico che può manifestarsi nel bambino attraverso una serie di comportamenti problematici. Gli esperti non hanno ancora trovato delle cause effettive della comparsa di questi disturbi, ma scoperte recenti, riportate anche dal National Institute of Mental Health, affermano che la loro insorgenza possa essere causata da un mix di fattori sia genetici che ambientali:

Tra le caratteristiche dei bambini affetti da deficit di attenzione e iperattività c'è proprio l'incapacità di concentrarsi, di stare fermo. In particolare quella dei bambini iperattivi è una diagnosi difficile, perché spesso viene scambiata per normale voglia di curiosare ed esplorare dei bambini piccoli. Quando però questa impossibilità a concentrarsi si trascina anche in età scolastica, l'ADHD diventa un nodo importante da esplorare. Grazie all'Icd-10 (International Classification of Diseases) pubblicato anche dall'OMS, è possibile oggi individuare i bambini affetti da ADHD attraverso un questionario molto preciso, capace di segnalare i casi anomali. In questo modo il bambino può essere aiutato e sostenuto: il deficit di attenzione e iperattività infatti tende a minare le sue relazioni sociali, scolastiche, familiari anche a lungo termine.

Quale legame tra ADHD e bambini indaco?

Soprattutto la letteratura in merito ai bambini indaco degli anni '90 ha trovato nei bambini affetti da ADHD un modello per parlare al mondo di bambini speciali, con un'aura salvifica capace di tenere in equilibrio l'universo. Sebbene gli intenti siano positivi, questa confusione ha spesso portato a minimizzare l'ADHD, facendo credere ai genitori di non essere in presenza di un vero e proprio disturbo psichico. Non c'è nulla di male a pensare che il proprio figlio sia speciale, solo che chiudere gli occhi davanti ad eventuali difficoltà non lo aiuta nel presente e nel futuro.

Bambini indaco e bambini cristallo in psicologia

Oltre ai bambini indaco esiste anche la teoria dei bambini cristallo, che dei primi sono i figli. Anche a loro sono stati imputati poteri speciali in particolare da Doreen Virtue, fondatrice della "Terapia degli angeli", che ne ha teorizzato l'esistenza in epoca recente. Ma cosa dice la psicologia in merito? Mentre ci sono delle prove e dei questionari che possono individuare i bambini affetti ad esempio da ADHD, non esistono prove scientifiche dell'esistenza dei bambini indaco. Spesso si tratta solo di una percezione dei genitori, legata alle caratteristiche dei bambini indaco. Spesso sono i genitori con bambini molto sensibili, orientati alla giustizia sociale e con una saggezza e un'intelligenza più spiccata dei coetanei a collegarvi la teoria dei bambini indaco, ma la psicologia non li riconosce come entità da studiare appartententi alla sfera scientifica. Questo spiega anche il perché non esistano bambini indaco famosi, a parte quelli presentati e promossi dallo stesso movimento come Akiane Kramarik.

Bambini plusdotati e bambini indaco

Un'altra caratteristica che si associa ai bambini indaco è quella di essere plusdotati, ovvero quei bambini sviluppano competenze cognitive con anticipo rispetto ai coetanei e in modo più incisivo. Ancora una volta, mentre esistono delle associazioni e degli studi a supporto dei bambini plusdotati, non vi è alcuna correlazione evidente con le qualità dei bambini indaco, non in psicologia e in pedagogia, almeno.

Fonti per questo articolo: National Institute of Mental Health, Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder (ADHD)

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