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Adolescenti a rischio depressione e social media

di Nostrofiglio Redazione - 12.10.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I social media possono danneggiare o aiutare la salute mentale degli adolescenti? C'è una relazione tra depressione e social media? Ne discutono gli esperti

Adolescenti a rischio depressione e social media

I media e social network sono ormai presenti in ogni casa e costituiscono una grande risorsa per tutti, compresi bambini e adolescenti. Rappresentano una parte importante della vita di molti adolescenti. Un sondaggio del Pew Research Center del 2018 su quasi 750 giovani tra i 13 e i 17 anni ha rilevato che il 45% è online quasi costantemente e il 97% utilizza una piattaforma di social media, come YouTube, Facebook, Instagram o Snapchat.

Durante il lockdown, l'accesso ad internet ha consentito la comunicazione con i pari, le attività educative come l'insegnamento scolastico nonché il contatto con parenti lontani, infatti un rapporto Istat riporta che nel 2019:

  • l'85,8% degli adolescenti italiani di età compresa tra 11 e 17 anni ha utilizzato regolarmente lo smartphone
  • oltre il 72% ha effettuato l'accesso a Internet tramite smartphone per lo più attraverso una connessione Internet a banda larga.

Nel 2021 un rapporto Censis ha rivelato un rapido incremento dell'uso dello smartphone da parte degli adolescenti, che ha raggiunto il 95% collegandosi ad internet per lo più da soli e non solo per motivi didattici.

È aumentata la consultazione di social media, principalmente Instagram (72%), TikTok (62%) e YouTube (58%).

Nel periodo post pandemia emerge il tema della salute mentale degli adolescenti e i social media possono essere un facile capro espiatorio circa il problema della depressione adolescenziale ma il panorama digitale è troppo vasto per essere considerato solo buono o cattivo. Alcuni adolescenti che vivono con la depressione potrebbero beneficiare del supporto sociale che trovano online, mentre altri potrebbero scoprire un peggioramento dei sintomi.

C'è una relazione tra la depressione adolescenziale e l'uso dei social media?

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Impatto dei social media sugli adolescenti

I social media possono essere divertenti, possono distrarre e fornire una connessione significativa con i coetanei. Gli adolescenti li usano per l'intrattenimento e l'espressione personale, per essere informati sugli eventi, per interagire senza barriere geografiche e imparare cose nuove su vari argomenti.

Essere sui social vuol dire avere un'identità online, comunicare con gli altri e costruire delle reti che possono fornire loro un supporto prezioso, in particolare aiutando coloro che soffrono di esclusione.

Secondo un'analisi del 2017, gli effetti dei social media dipendono più dalla persona che dalla piattaforma. Gli adolescenti con forti abilità sociali e autostima usano spesso i social media per migliorare la propria vita.

Tuttavia, l'uso dei social media può anche influenzare negativamente gli adolescenti, distraendoli, interrompendo il loro sonno ed esponendoli a bullismo, e ad altri pericoli della rete, ad avere opinioni non realistiche sulla vita di altre persone e subire pressioni dei coetanei.

I rischi potrebbero essere correlati alla modalità e alla quantità di utilizzo dei social media da parte degli adolescenti, infatti gli studi su queste problematiche portano a presupporre che gli effetti dei social sulla salute mentale non sono tanto legati ai social network stessi ma all'uso distorto che se ne fa.

L'uso distorto dei social può essere individuato :

  • nella tendenza dei ragazzi a confrontarsi con individui che appaiono in possesso di una più forte attrattiva, con il rischio di sminuire la propria autostima.  
  • nella propensione a comportamenti di dipendenza, compreso il timore di perdersi qualche notizia importante e aver paura di "non esserci", di venir tagliati fuori dagli eventi organizzati dagli amici se non connessi ai social,
  • nel vaguebooking, cioè scrivere sui social un messaggio intenzionalmente vago che inviti i lettori a chiedere all'autore qualche altra informazione. Questa forma espressiva può comunicare, con il suo stile allusivo e di "non detto", un'atmosfera di malinconia che spesso sottende una forma di richiesta di aiuto a fronte di pensieri di tipo depressivo.

Inoltre, la rete ha rinforzato il conformismo, perché la diffusione di un comportamento diventa rapidamente una moda che coinvolge un gran numero di persone, passando dal mondo virtuale a quello reale.

Si può parlare di "Overdose digitale"?

Uno studio del 2019 su oltre 6.500 ragazzi tra i 12 e i 15 anni negli Stati Uniti ha rilevato che coloro che trascorrono più di tre ore al giorno utilizzando i social media potrebbero essere maggiormente a rischio di problemi di salute mentale. Il 48% degli adolescenti ha trascorso una media di 5 ore al giorno sui social media e il 12% ha trascorso più di 10 ore.

Nel 2021 un sondaggio rappresentativo a livello nazionale dei Centers for Disease Control (CDC) ha evidenziato che  il 44% degli studenti delle scuole superiori  ha riferito sentimenti di tristezza o disperazione.

Altri studi hanno osservato collegamenti tra alti livelli di utilizzo dei social media e sintomi di depressione o ansia. L'uso eccessivo di smartphone, dispositivi elettronici e social network, rischiano una vera e propria "overdose digitale" connessa ai pericoli presenti in rete correlati all'utilizzo dei social media da parte dei minori.

Esiste la depressione da social?

Non è ancora chiaro se l'uso dei social media porti a una maggiore depressione o se i sintomi depressivi inducano le persone a passare più tempo sui social media, il che potrebbe alimentare un circolo vizioso.

Un recente studio pubblicato su "Italian Journal of Pediatrics" ha evidenziato come in epoca pandemica, gli accessi totali degli under 18  al Pronto Soccorso  siano cresciuti dell'84% per patologie di tipo neuropsichiatrico. In particolare, sono aumentati addirittura del 147% gli accessi per ideazione suicidaria, seguiti da depressione (+115%) e disturbi della condotta alimentare (+78,4%). 

Diversi studi internazionali hanno messo in luce l'esistenza di una correlazione tra i sintomi interiorizzanti, come depressione e ansia, e l'uso dei social media. La comunicazione digitale e l'utilizzo di spazi virtuali sostituiscono il contatto faccia a faccia e il confronto empatico tra pari. Più tempo gli adolescenti trascorrono sui dispositivi sociali, più alti livelli di depressione vengono segnalati.

Una ricerca del 2019 ha evidenziato che gli adolescenti hanno maggiore possibilità di avere un umore depresso se trascorrono molto tempo sui social media perchè le immagini filtrate possono ridurre l'autostima degli adolescenti facendoli sentire brutti e noiosi rispetto ai loro coetanei.

D'altra parte dalla ricerca emerge anche che i social media possono aumentare il benessere della salute mentale, ad esempio adolescenti che si sentono depressi potrebbero collegarsi online per contattare amici con lo stesso stato mentale formando gruppi di supporto digitale, offrendo consigli e confronto.

Cosa si può fare?

Assodato che i social media costituiscono una parte fondamentale del mondo adolescenziale, non possiamo escludere internet dalle loto vite. Il ruolo importante dei genitori e degli educatori in genere è quello di insegnare ai ragazzi l'uso responsabile dei mezzi che hanno a disposizione. E' importante stabilire con loro un dialogo inserendo domande inerente all'uso dei social  tipo" cosa stai guardando, con chi stai parlando?" in una conversazione durante le loro attività quotidiane, piuttosto che lanciarle una dopo l'altra cercando di curiosare. E' un'età in cui cominciano a sperimentare il concetto di privacy.

Gli esperti notano che i genitori che cercano di estorcere informazioni ai loro figli spesso sanno meno delle loro abitudini sui social media. Molti adolescenti imparano a nascondere i problemi ai genitori per evitare di essere "puniti" con l'isolamento o la sorveglianza.

Alcuni adolescenti potrebbero essere cosi presi dal mondo digitale da cambiare l'umore, da agitarsi se costretti ad essere offline, dal non prendersi cura di sé stessi, dimenticando per esempio di mangiare, di dormire, di fare attività fisica e questo potrebbe avere un forte impatto sulla loro salute mentale.

Ci sono misure che possono essere intraprese per incoraggiare un uso responsabile dei social media e limitare alcuni dei suoi effetti negativi.

  • Sarebbe utile stabilire dei limiti ragionevoli dei dispositivi elettronici soprattutto alla sera prima di dormire, invitando a lasciare fuori dalle stanze tablet e cellulari, incoraggiando una nuova routine della buonanotte. Sarebbe bello che queste abitudini fossero condivise dai genitori, dando il buon esempio. 
  • Sarebbe fondamentale parlare con i ragazzi scoraggiando il pettegolezzo, la diffusione di voci, il bullismo o il danneggiare la reputazione di qualcuno, online o in altro modo ed evitare che i social media interferiscano con le sue attività, il sonno, i pasti o i compiti.
  • Sarebbe utile monitorare gli account del proprio figlio facendogli sapere che il suo account verrà controllato regolarmente spiegandogli ciò che è appropriato e sicuro condividere sui social media.
  • Andrebbe incoraggiare il contatto faccia a faccia con gli amici.Ciò è particolarmente importante per gli adolescenti vulnerabili al disturbo d'ansia sociale.
  • Bisognerebbe chiedere al proprio figlio come sta usando i social media e come lo fa sentire, ricordandogli che i social media sono pieni di immagini non realistiche.
  • Una relazione di fiducia genitore-figlio crea spesso il contesto ideale per un adolescente per aprirsi, chiedere supporto ed esplorare abitudini digitali più sane.

Fonti: 

https://www.

ipsico.it/news/social-network-la-salute-mentale-degli-adolescenti-e-in-pericolo/

https://www.mayoclinic.org/healthy-lifestyle/tween-and-teen-health/in-depth/teens-and-social-media-use/art-20474437

https://www.healthline.com/health/depression/social-media-depression-in-teens

https://sip.it/2022/09/27/depressione-e-social-media-negli-adolescenti/

 

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