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Baby sitter di Modena: cos'è la catalessi e cosa ne pensano gli psicologi

di Francesca Capriati - 06.06.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Baby sitter di Modena: il caso della baby sitter che ha lanciato il bambino dal balcone. Cosa dicono gli psicologi e cosa può essere accaduto

Baby sitter di Modena: cos'è la catalessi

"Ho lanciato io il bambino dalla finestra": ha confessato pochi giorni dopo il tragico episodio la baby sitter di Modena. Monica Santi, 32 anni, ha lanciato dal balcone il piccolo di 13 mesi del quale, da qualche mese, si occupava 8 ore al giorno da qualche mese e ha spiegato che non si è trattato do un gesto premeditato. Il bambino è ricoverato in ospedale in condizioni serie ma non in pericolo di vita. Come dichiarato dal suo avvocato, la baby sitter ha detto di aver avuto un malore improvviso, come uno stato di catalessi: "Si sentiva soffocata e ha compiuto questo gesto del quale non riesca a dare alcuna spiegazione. Dopo aver compiuto questo gesto dice che si trovava in una realtà parallela e non capiva cosa gli stesse succedendo. L'unica cosa che è stata in grado di fare è stato di scendere dal piano superiore e andare dalla donna delle pulizie che era al piano inferiore e dire la frase: "Adesso il bambino è libero"».

Il gip Andrea Scarpa ha confermato l'arresto per tentato omicidio e si procede per tentato omicidio aggravato del minore a lei affidato.

Cos'è la catalessi

Viene definita catalessi una condizione comportamentale caratterizzata da inattività, ridotta reattività agli stimoli e tendenza a mantenere una postura immobile. Gli arti tendono a rimanere nella posizione in cui si trovano (flessibilità cerosa). La catalessi può essere associata a disturbi psicotici, tossicità ad alcuni farmaci ed altre condizioni. Secondo gli esperti, chiamati a commentare l'accaduto, catalessi quindi non può essere il termine corretto per definire ciò che è successo alla baby sitter.

L'opinione degli esperti

Antonio Cerasa, neuroscienziato dell'Istituto per la Ricerca e l'innovazione Biomedica del CNR, ad esempio, spiega a Vanity Fair che "al massimo nei disturbi catatonici ci possono essere delle stereotipie, il gesto può essere legato ad altro". Si può pensare, in attesa della perizia psichiatrica, ad un disturbo dissociativo, un evento che può interessare persone colpire da un trauma psicologico e che può provocare la dissociazione della coscienza. In altre parole la coscienza si separa dal corpo, "avviene una depersonalizzazione, non ci riconosciamo più in quello che stiamo facendo. Possiamo avere anche una forma di amnesia».

Domenico Berardi, professore ordinario fuori ruolo di Psichiatria dell'università di Bologna, intervistato da Repubblica ipotizza che la donna possa aver avuto un "episodio psicotico, se non pensieri deliranti, o almeno che abbia vissuto l'esperienza di un'atmosfera delirante".

L'esperto individua due fattori chiave nella vicenda: da un lato la profonda frustrazione della donna dopo un fallimento in ambito lavorativo dall'altro una solitudine ormai incancrenita. Entrambi i fattori possono contribuire, in un soggetto fragile dal punto di vista emozionale e cognitivo, a far perdere l'equilibrio.

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