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Scuole chiuse e bambini a casa, consigli pratici per gestire le giornate

di Sara De Giorgi - 16.03.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
A causa della diffusione del Coronavirus, in questo momento storico le scuole sono chiuse e i bambini italiani sono a casa con i genitori. Come aiutare i nostri figli piccoli a gestire al meglio questo tempo "non strutturato"? Abbiamo chiesto informazioni e consigli ad Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva.

Queste sono giornate difficili a casa della diffusione del contagio legato al Coronavirus. Le scuole sono chiuse e tutti i bambini italiani sono a casa con i genitori. Come aiutare i più piccoli a gestire al meglio questo tempo "non strutturato"?

Abbiamo chiesto informazioni e consigli ad Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva, che ci ha spiegato dettagliatamente come i genitori possono gestire con i bambini più piccoli il tempo trascorso a casa.

In questo articolo

Come gestire al meglio le giornate "destrutturate" con i bambini

«È fondamentale l'organizzazione all'interno della coppia genitoriale. Se stiamo facendo smartworking e intanto dobbiamo gestire i figli a tempo pieno in casa, occorre trovare una conciliazione all'interno della coppia. L'ideale potrebbe essere organizzarsi per fasce orarie: ciò permette di non dover sovrapporre le varie funzioni e di non ritrovarsi all'ultimo momento a fare tante cose insieme, essendo molto nervosi o incapaci di seguire bene le cose.

Un altro suggerimento è quello di dare una sorta di struttura ai bimbi, i quali, avendo una giornata completamente destrutturata e che si presenta coma un lungo spazio vuoto, ne hanno bisogno. E spetta proprio ai genitori offrire loro una struttura, perché altrimenti i bambini si trascineranno tutto il giorno in un vuoto che non sanno gestire.

A tale fine, può essere utile che per i bambini in età scolare venga ripetuta la struttura della mattina scolastica, cioè che i piccoli svolgano attività che magari la scuola stessa invia come attività di supporto. Si possono usare i loro libri di lettura e i sussidiari: ciò non significa per i genitori fare gli insegnanti, ma solo sostenere il bisogno formativo dei bambini, poiché in questo momento la scuola non è in grado di farlo». 

Le attività da proporre a casa ai piccolissimi

«È sicuramente possibile fare tante attività insieme: tra queste la lettura animata, che ai bimbi piace tanto. Tiriamo fuori dagli scaffali i libri e diventiamo i loro lettori. Ciò è d'intrattenimento per i piccoli ed è piacevole e divertente per gli adulti. Inoltre, quest'attività è anche molto "nutriente" dal punto di vista biologico poiché struttura molto le reti neuronali dei bambini, e, inoltre, rinforza tantissimo la relazione genitori-figli. 

Inoltre è possibile coinvolgere i bambini in molte attività domestiche quotidiane: il momento della preparazione del pasto può diventare un momento condiviso, così come la pulizia della casa. Ai bambini piace tantissimo avere una spugna in mano e pulire proprio come fanno gli adulti. Importante è mettergli a disposizione, in piccolo, le attività quotidiane dei grandi. E noi ora, che abbiamo tempo, possiamo scoprire quanto è divertente fare le cose insieme».

Come abituare i bambini alla noia

«Gestire la noia e farla essere non più uno spazio vuoto, ma uno spazio che va riempiendosi non è una competenza che il bimbo ha automaticamente. Già dalle prime giornate di chiusura delle scuole dobbiamo dedicare del tempo ad aiutare il bimbo a scoprire attività e cose che non ha mai fatto prima e che lo possono appassionare.

I piccoli tra 3 e 6 anni vivono l'età in cui il loro cervello è quello del "bambino artista": è possibile, perciò, costruitre un angolo dove ci sono grandi fogli di carta da pacco, pastelli a cera, matite, ecc., mettere un po' di musica di sottofondo e realizzare assieme un progetto artistico. Scopriremo che più lo facciamo con lui, più lui attiva una competenza specifica e che tutto ciò lo diverte davvero molto. Dopo un po' potremmo lasciarlo in autonomia: scopriremo che a lui "l'angolo creativo" piace tantissimo e che può anche continuare da solo.

Un'altra attività che può piacere ai più grandicelli è fare un puzzle: all'inizio ne possiamo fare due o tre insieme, e  poi lui può continuare da solo. Ai bimbi in età scolare noi genitori possiamo cominciare a leggere un libro, magari poi fermarci e dirgli di continuare da solo: se lui si è appassionato, proseguirà in autonomia.

I bambini non sono automaticamente capaci di uscire dalla noia, soprattutto perché vengono da esperienze in cui hanno ricevuto numerosi stimoli. Ma è possibile aiutarli a scoprire da soli, piano piano, cosa piace fare loro».

Consigli pratici perché i genitori aiutino i piccoli a gestire le giornate senza asilo o scuola dell’infanzia

  1. «Trasformiamo le attività della quotidianità in piccoli laboratori da gestire insieme: parlo di apparecchiare la tavola, rifare il letto, pulire il bagno, ecc. Ci accorgeremo che queste attività possono già essere un modo per intrattenere i piccoli per un tempo significativo facendogli imparare tante cose».
  2. «Facciamo, come già detto, la lettura animata e proviamo i giochi in scatola, in base ovviamente all'età del bambino: proviamo, ad esempio, Monopolino, Memory, Tombola degli Animali, il gioco della dama o anche delle carte. Questo è il momento di giocare con i nostri figli: scopriremo che è molto divertente e rilassante anche per noi».
  3. «Guardiamo un film per bambini o un cartone animato: scegliamo quelli più lunghi, magari della Disney, che si vedono al cinema. Possiamo anche guardare una serie tv educativa». 
  4. «Possiamo anche riprendere i libri cui si sono ispirati i film o le serie tv che abbiamo visto e mostrarli e leggerli ai nostri figli».

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