Home Bambino Psicologia

Bambini, perché i loro comportamenti sembrano a volte incomprensibili

di Sara De Giorgi - 18.12.2020 - Scrivici

bambino
Fonte: Shutterstock
I bambini hanno talvolta comportamenti che sembrano illogici o esagerati, ma che in realtà sono tipici della loro età. La scrittrice Alli Beltrame ha realizzato, insieme con Daniela Bruni, il libro intitolato Perché fai così? Capire i tuoi bambini e i loro comportamenti apparentemente illogici (Mondadori), con lo scopo di supportare i genitori nella comprensione dei comportamenti dei più piccoli. L'abbiamo intervistata per voi.

A chi non è mai capitato, magari dopo vari capricci, di dire al proprio figlio o alla propria figlia: "Perché fai così?". Ebbene sì, i bambini hanno spesso comportamenti che appaiono illogici o esagerati, ma che in realtà sono normali e caratteristici dell'età. 

A tal proposito la scrittrice Alli Beltrame ha realizzato, insieme con Daniela Bruni e con l'obiettivo di supportare i genitori, il libro intitolato Perché fai così? Capire i tuoi bambini e i loro comportamenti apparentemente illogici (Mondadori). Abbinando la sua sensibilità di mamma e counselor all'esperienza di Daniela Bruni, terapista neuropsicomotoria specializzata nello sviluppo infantile, Alli offre un testo ricco di informazioni sullo sviluppo neurologico dei bambini e altrettanti consigli per affrontare al meglio le situazioni critiche più diffuse per ogni genitore (il bambino fa i capricci, non si lava, picchia, non dorme…).

Abbiamo intervistato Alli Beltrame chiedendole qualche informazione in più e alcuni validi consigli per aiutare i più piccoli a vivere al meglio questo periodo difficile di emergenza epidemiologica.

I più comuni comportamenti illogici dei bambini

«Spesso accade che gli oggetti rotti scatenino grandi crisi nei bambini: ciò è incomprensibile a uno sguardo adulto. Crisi possono esserci, per esempio, anche quando vogliono indossare per forza sempre gli stessi vestiti. A volte si lamentano quando non possono dormire nel letto con i genitori. Alcuni bambini di 3 o 4 anni tendono a mordere o a picchiare: questo per gli adulti è inaccettabile a livello razionale. Nel libro spiego anche come attraversare "la fase delle botte" in modo costruttivo, senza arrabbiarsi o vedere il bambino come potenziale delinquente».

Perché fai così?

«Io sono una counselor genitoriale: seguo i genitori in percorsi di miglioramento della comunicazione e della relazione. Durante gli incontri una cosa che ricorre spesso è la seguente domanda, ad un certo punto, da parte dei genitori: "Mio figlio fa così: è normale?". Inoltre, proprio tutti i genitori, magari esasperati, chiedono ai figli: "Ma perché fai così?".

Era da tempo che avevo in mente di fornire una spiegazione dei comportamenti dei bambini, soprattutto da un punto di vista scientifico (le neuroscienze stanno facendo progressi incredibili sulla delucidazione di come avviene lo sviluppo del cervello umano, che guida azioni e comportamenti). E, di conseguenza, è chiaro che se noi sappiamo perché un bambino si comporta in un certo modo in una determinata fase evolutiva, possiamo anche "normalizzare" il suo comportamento e accettarlo meglio.

L'idea principale del libro è far sapere ai genitori che certi comportamenti che sembrano assurdi in realtà sono normali in determinati periodi della crescita. Proviamo a spiegare perché un bambino "fa così" e anche a esporre alcune strategie di comunicazione e di relazione efficaci per i genitori. Non c'era ancora un libro divulgativo che spiegasse i comportamenti dei bambini difficili da gestire». 

Perché a volte questi comportamenti risultano incomprensibili? Come capirli?

«I comportamenti dei bimbi apparentemente illogici sono sempre risultati incomprensibili ai genitori perché - fino ad oggi - non erano ancora stati fatti studi specifici al riguardo. Il fatto che ora la scienza confermi determinati comportamenti ci porta agli albori di un nuovo approccio educativo con i bambini. O meglio, ora sappiamo da dove arrivano quei particolari comportamenti.

  • Quello che devono fare i genitori è informarsi: occorre essere preparati e sapere esattamente come funzionano i bambini, tenendo presente che ognuno è diverso. I comportamenti dei più piccoli poi attivano anche il nostro "io interiore", che più è stato cresciuto severamente meno è empatico e meno si attiva di fronte alla "ribellione" di un bambino. 
  • Poi, invece di pretendere dai bambini una calma che noi stessi non abbiamo, è opportuno lavorare sul nostro "self control". I bambini imparano osservando, per osservazione e per ripetizione». 

Come accompagnare la crescita biologica del bambino nel migliore dei modi?

  1. «Importante è conoscere i propri figli e sapere che ogni bambino ha delle caratteristiche di personalità innate, che noi dovremmo imparare a conoscere, per aiutarli a diventare maturi senza snaturarsi. Più conosciamo i nostri figli, più riusciamo a modulare le nostre azioni educative su comportamenti accettabili e comprensibili per loro, strutturati per farli evolvere e migliorare, partendo da quello che loro già hanno (e non cercando di inculcare loro quello che non hanno). 
  2. Bisogna poi essere in ascolto delle proprie emozioni: un figlio è un "evento dirompente" con il quale ci si confronta ogni giorno. Fa leva su un vissuto di cui dobbiamo essere consapevoli, altrimenti rimandiamo loro la nostra parte peggiore».

Covid, modi per affrontare al meglio le prossime festività con i bambini

«A mio parere tanti bambini stanno pagando le conseguenze di questa situazione di emergenza, ma sono soprattutto gli adolescenti ad essere maggiormente penalizzati. Nell'adolescenza l'aspetto più importante è la socialità. I coetanei fanno da "specchio": il singolo attraverso questo specchio comincia a capire i suoi gusti e le sue preferenze. 

Adesso, con il Covid, ciò non è permesso: gli adolescenti si relazionano tra loro mediante internet. Questo confinamento dà ampio spazio ai social e i genitori sono più tolleranti sull'uso e sul tempo d'uso di Instagram o TikTok perché non possono vietare ai figli ogni forma di contatto. Ciò è abbastanza grave.

Inoltre, dietro a uno schermo una persona può costruire un'immagine non reale. Una volta fuori, i ragazzi magari si confronteranno con un'immagine di sé che non è reale e saranno meno abituati a relazionarsi. Loro purtroppo pagheranno conseguenze di cui non abbiamo ben chiara la portata. 

I più piccoli sono penalizzati soprattutto dal punto di vista motorio: la loro energia ha bisogno di sfogarsi nel movimento. Anche il fatto che i bambini siano inchiodati in classe è deleterio. Ciò in parte andrà a incidere su di loro, che stanno osservando una modalità di relazione che non è mai esistita prima. Noi, esseri umani, siamo "animali sociali" e abbiamo una serie di codici interiori sviluppati in millenni di evoluzione, che adesso però vengono vanificati da una situazione inedita. 

Ecco alcuni suggerimenti per affrontare questo periodo difficile con i più piccoli.

  1. Occorre puntare l'attenzione sulla qualità della relazione all'interno della famiglia. In qualche modo la famiglia, che era stata smantellata prima del Covid, ora si ritrova a dover fare i conti con la sua stessa essenza. E' importante, quindi, restare saldi e ricordare che essere gentili è fondamentale soprattutto con le persone che abbiamo accanto.
  2. Importante è creare una "grande vicinanza", facendo capire ai bambini che la distanza non toglie nulla alle relazioni importanti con le persone amate. Fondamentale è far sentire la presenza, la cura, far vedere i sorrisi, i volti: in questo la tecnologia viene in aiuto.
  3. Non bisogna però costringere i bambini, soprattutto se hanno 3 o 4 anni, a stare davanti ad uno schermo per salutare i parenti: occorre lasciarli liberi di andare e venire, di poter parlare se lo desiderano, dando loro spazio. E' necessario capire che vedere i parenti (magari nonni o zii) attraverso uno schermo può scatenare emozioni anche "di rifiuto" nei piccoli. In tal caso non si tratta di un rifiuto dei nonni o degli zii, ma dello schermo. Ogni bambino è fatto a modo suo: non offendiamoci se non reagisce in modo "carino". Perché fa così? Perché l'emozione è troppo forte».

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli