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Bambini durante il lockdown: vulnerabili ma resilienti

di Sara Sirtori - 07.09.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Secondo un'indagine condotta dalla Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche Lombardia in collaborazione con l'Università di Milano-Bicocca, i bambini hanno ben sostenuto il lockdown, ma secondo i genitori sono state molteplici le fonti di preoccupazione: alimentazione, sonno, attenzione, irritabilità, paure.

Com'è stata la vita dei bambini durante il lockdown?

L'indagine "Bambini e lockdown, la parola ai genitori", condotta dalla Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche (SICuPP Lombardia- Marina Picca, Presidente e coordinatrice scientifica del progetto per i pediatri) con la collaborazione di un gruppo di ricercatori dell'Università di Milano-Bicocca e della spin off dell'Università di Milano-Bicocca "Bambini Bicocca", ha messo in luce che i bambini sono diventati più irritabili, capricciosi, svogliati, ma più affettuosi con genitori e fratelli.

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La ricerca

I ricercatori hanno proposto due questionari online, differenziati a seconda delle età: bambini di età compresa tra 1- 5 anni e bambini dai 6 ai 10 anni.
La ricerca ha coinvolto più di 3.000 famiglie – di cui la quasi totalità (93 per cento) mamme con un titolo di studio medio alto - con bambini di questa fascia d'età residenti in tutte le province della Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia Covid-19, allo scopo di conoscere l'esperienza dei genitori e dei bambini durante il lockdown

Afferma Marina Picca, Presidente SICuPP Lombardia:

«Il focus della ricerca realizzata attraverso la rete di Pediatri di famiglia è rappresentato dai cambiamenti notati dai genitori nel comportamento dei bambini durante il periodo di chiusura, rilevati a due mesi di distanza, quando si erano ridotte le limitazioni alla vita quotidiana

Cosa emerge dalla ricerca

L'indagine evidenzia da un lato una "sostanziale tenuta" sia da parte dei bambini nell'accettare le limitazioni (l'80,6 per cento dei bambini più piccoli ha "accettato le limitazioni", seguito dall'83,3 per cento dei bambini più grandi) sia dei genitori (il 60,4 per cento delle madri dei piccoli e il 54,4 per cento di quelle dei bambini più grandi dice di "avercela fatta" con "alti e bassi") ma dall'altro anche molteplici fonti di forte preoccupazione: alimentazione, sonno, attenzione, irritabilità, paure.

Bambini da 1 a 5 anni

I genitori dei bambini da 1 a 5 anni hanno riscontrato maggior irritabilità e un aumento dei capricci (oltre l'81%), anche se sottolineano un miglioramento delle relazioni con i loro bambini (40,8%) e tra i fratelli (32,8%) e nello sviluppo linguistico (50%).
Due aspetti fondamentali nella crescita, come alimentazione e sonno, hanno subito rilevanti alterazioni: da un lato, si è riscontrata una riduzione di appetito (32%) spesso però accompagnata da un aumento del consumo di snack (44,5%); dall'altro, con una riduzione delle ore di sonno (37,4%) e un aumento della frequenza dei risvegli notturni (oltre il 40%).
Inoltre, a preoccupare i genitori, un incremento della fruizione della televisione, un calo dell'attenzione che sfocia in svogliatezza (54,6%) e un uso maggiore delle tecnologie digitali.

Bambini da 6 a 10 anni

Ben l'83% dei genitori dei bambinini da 6 a 10 anni afferma che il bambino ha accettato le limitazioni imposte dall'emergenza, dimostrando grande resilienza.
Altro dato positivo, un miglioramento complessivo dei rapporti in famiglia: con i fratelli (lo segnalano oltre il 30%) e con i genitori (38%).
Al contrario dei più piccoli, per quanto riguarda le abitudini alimentari, nel 46,7% dei bambini di questa fascia d'età si è riscontrato un aumento di appetito e di consumo di snack. A tutto ciò è da aggiungere la difficoltà ad addormentarsi (72,4%) e i risvegli notturni (30%).
Anche i genitori dei bambini più grandi hanno notato nei figli un comportamento più irritabile, con manifestazioni di rabbia (68,2%) e una bassa e frammentata attenzione (83%).

È proprio la riflessione sull'utilizzo delle tecnologie (4/6 ore al giorno) che si rende senz'altro necessaria secondo tutti i genitori: ma mentre i genitori dei più piccoli, sottolineano che i legami educativi a distanza (LEAD per i bambini 1-5, proposti dai Nidi e dalle Scuole dell'Infanzia), sono stati vissuti in modo positivo, per i più grandi la didattica a distanza, pur adeguata per il 42,2%, ha evidenziato diverse criticità e limiti.

Quali sono le preoccupazioni per il futuro?

Entrambi i questionari terminavano con l'unica domanda aperta: "Quali sono le preoccupazioni per il futuro?". Le prime analisi delle risposte segnalano alcune preoccupazioni "ricorrenti": tra queste, su 1688 risposte di genitori di piccoli e 1703 risposte di genitori di bambini più grandi, ne emergono due, oggi molto attuali, su "come sarà la scuola" e "sulle relazioni sociali tra pari".

Sottolinea Susanna Mantovani, pedagogista e coordinatrice scientifica dello spin off Bambini Bicocca: «questa indagine è stata un'esperienza preziosa di collaborazione tra pediatri e ricercatori in ambito educativo: è la prima fase di un percorso per monitorare se i problemi riscontrati permangono e per orientare e sostenere i genitori nel periodo della ripresa. Coinvolgeremo anche insegnanti ed educatori, oggi è essenziale fare rete. Nell'insieme i genitori ce l'hanno fatta, ma sono in ansia e hanno bisogno di supporto in questo tempo di straordinaria incertezza.»

Fonti per questo articolo:

Ufficio stampa di Milano-Bicocca

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