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Bambini, consigli per guidarli durante e dopo l'emergenza Covid-19

di Sara De Giorgi - 18.06.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Quali sono state le conseguenze dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 sui bambini? Lo abbiamo chiesto a Chiara Paoli di "Synopsis", centro di Psicologia clinica e di Comunità Pisa, che ha indicato anche una serie di consigli per guidare i più piccoli in questo periodo critico.

L'improvvisa emergenza epidemiologica dei mesi scorsi e legata al Covid-19 ha cambiato la società, lasciando un forte segno in tutte le generazioni. Ma, in particolare, qual è stato l'impatto sui bambini?

Abbiamo intervistato la psicologa Chiara Paoli di Synopsis, centro di Psicologia clinica e di Comunità Pisa, per chiederle quali sono stati i risultati dell'indagine conoscitiva condotta da Synopsis sulla qualità della vita dei bambini durante l'emergenza Covid-19. La dottoressa Paoli ha indicato anche alcuni consigli per guidare i più piccoli durante e dopo la pandemia. 

Come hanno vissuto i bambini durante l’emergenza?

«Dai risultati che abbiamo ottenuto abbiamo visto che soltanto il 9 per cento dei genitori ha indicato "nessun cambiamento preoccupante nel comportamento" insieme a "sono felici di stare con i genitori a casa", quindi si deduce che solo un piccolo campione delle persone che hanno partecipato alla ricerca non ha visto modifiche nei figli. 

Invece, c'è un 80 per cento abbondante che ha notato grossi cambiamenti nei bambini e, in particolare, che ha rilevato che i figli hanno vissuto con più difficoltà il periodo di lockdown. In particolar modo, questi bambini hanno riportato cambiamenti a livello di umore: erano molto più irritabili, molto più capricciosi, avevano difficoltà ad addormentarsi e anche a livello comportamentale chiedevano continuamente le attenzioni dei genitori e di poter vedere coetanei, compagni e maestre. Soprattutto nei più piccolini (fascia materna ed elementari) la grossa difficoltà è stata il distacco dai compagni, dalla scuola: alcuni bimbi hanno espresso con il pianto la tristezza e il disagio di non poter stare con gli amici. 

L'isolamento vissuto è stato abbastanza importante: quando si tolgono i coetanei ai bambini, viene tolta anche una grossa fetta della loro crescita personale. D'altro canto i piccoli si sono ritrovati a trascorrere tempo in casa con i loro genitori per molto tempo, cosa che magari non avveniva prima della quarantena. Dunque, c'è stata questa "dissonanza" tra il non avere gli amici e l'avere la completa attenzione dei genitori. Ciò ha influito anche a livello negativo soprattutto nel caso in cui il genitore, costretto a lavorare in smartworking, non poteva dare le attenzioni al bambino». 

Conseguenze psicologiche negative della pandemia e dell’isolamento sui più piccoli

«Problemi evidenti per i bambini sono stati rilevati negli ambiti dell'umore e del comportamento. La conseguenza negativa più evidente in assoluto ha riguardato il tono dell'umore dei bambini, che si è poi riflesso sul comportamento. I bambini si sono sentiti più tristi e, quindi, sono stati anche più irascibili.

Quando un bambino è molto triste, tende ad avere comportamenti più problematici, perché non ha una conoscenza delle emozioni equiparabile a quella di un adulto e si ritrova a non riuscire a dare un nome a emozioni o sensazioni. In più, il piccolo legge nei genitori la preoccupazione.

Nell'ambiente familiare il bambino riflette e assorbe gli umori che percepisce in casa e ciò può essere avvenuto, durante la quarantena, anche se solo uno dei due genitori è stato molto preoccupato dal punto di vista medico-sanitario per la paura di contrarre il virus o per la situazione economica».

Conseguenze positive della pandemia per i più piccoli

«Esaminando i dati della ricerca è possibile ipotizzare che il risvolto positivo maggiore sia stato l'aver coltivato di più il rapporto con i genitori. Sono stati apprezzati momenti come quello del risveglio con i bambini accanto, quello della cena o del pranzo tutti insieme, ecc. Per alcuni bambini la pandemia è stata vissuta quasi come una vacanza, in cui si era tutti a casa insieme».

Come si è parlato ai bambini del virus?

«Tanti genitori hanno adoperato l'approccio "fiabesco". Alcuni hanno usato metafore ("Siamo cavalieri e dobbiamo usare le mascherine per combattere il virus", ecc.), altri si sono avvalsi di video di cartoni animati che sono su YouTube, ecc. È stata utilizzata davvero molto la fantasia da tanti genitori».

Asilo nido e scuole chiusi, le conseguenze

«È molto presto per poter capire le conseguenze della chiusura delle scuole e della didattica a distanza sui bambini. Dallo studio è emerso che il 45 per cento del nostro campione ha avuto un'esperienza negativa con la didattica a distanza. Sicuramente, durante la quarantena, da un punto di vista tecnico, in un primo momento, ci sono stati problemi soprattutto con Internet.

I bambini, poi, si sono trovati a dover svolgere a casa compiti che avrebbero dovuto fare a scuola e, quindi, a doverli fare con i genitori. Ciò ha portato, in alcuni casi, a vivere una dimensione conflittuale con i genitori, che si sono dovuti trasformare in insegnanti».

Consigli per guidare i bambini prima e dopo la pandemia

«Ecco alcuni suggerimenti per genitori di bambini della fascia 0-5 e 6-12. 

  1. La cosa più importante è rassicurare sempre il bambino, abbracciarlo e consolarlo, dirgli che comunque papà e la mamma ci sono per lui sempre.
  2. Fare attenzione a cosa viene detto e in che modo lo si dice: i bambini ascoltano e intuiscono tutto immediatamente e interpretano la paura degli adulti a modo loro. È meglio usare un tono di voce calmo e pacato e spiegare le cose "a misura di bambino".
  3. Dire sempre la verità, ma trovare le parole adatte in base all'età del bambino, usando ad esempio la fantasia. 
  4. È importante far sentire la presenza dei genitori nei momenti più intimi, ad esempio prima di andare a nanna, rassicurandoli. 
  5. È importante non fare ascoltare i notiziari ai bambini, perché loro non hanno una percezione corretta di ciò che avviene nel mondo e si spaventano molto di più.
  6. Mantere sempre un dialogo con loro, spingendoli a esprimere e a raccontare quello che provano. 
  7. Fare attività divertenti insieme, magari disegnare le emozioni, ciò che è successo, ecc.
  8. Importante è preservare anche una sorta di routine e, quindi, di normalità: ciò aiuta i bambini a sentirsi più al sicuro. 
  9. Pensare al futuro in modo positivo e mostrare loro che ci sono speranze è fondamentale oltre ad ascoltarli, supportarli e farli sentire al sicuro». 

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