Home Bambino Psicologia

Che cosa fare se il bambino ha paura del dottore e degli ospedali

di Rosy Maderloni - 30.09.2021 - Scrivici

che-cosa-fare-se-il-bambino-ha-paura-del-dottore-e-degli-ospedali
Fonte: Shutterstock
Che cosa fare se il bambino ha paura del dottore e degli ospedali? I consigli della psicologa Milena Rota per superare questo comprensibile timore.

Che cosa fare se il bambino ha paura del dottore e degli ospedali

C'è il pediatra, il dentista, il medico che si occupa della visita per l'idoneità sportiva e quello che fa la vaccinazione, c'è l'oculista. La figura del dottore è ben presente nella vita di un bambino già quando è sano come un pesce.

Alle visite di routine, che già rappresentano una delle più classiche paure dei bambini, possono aggiungersi i controlli, gli esami o veri e propri ricoveri in ospedale dovuti al bisogno di approfondire un quesito diagnostico o perché si è reso necessario un intervento chirurgico: in queste circostanze la figura del medico può arrivare a incutere una agitazione incontrollabile, molta preoccupazione fino anche a far insorgere comportamenti di evitamento, rifiuto e panico, con conseguenze anche nel lungo periodo per il vissuto traumatico.

Il genitore può fare molto per mitigare i timori più comuni e rendere il momento della visita medica, o del ricovero, meno traumatico. Ne parliamo con Milena Rota, psicologa al "Centro Elpis. Stare bene si può" di Ivrea (Varese).

In questo articolo

Come preparare i bambini prima della visita

"Innanzitutto bisogna sempre essere sinceri quando affrontiamo il tema con i figli, senza però aumentare la paura già insita nel piccolo – premette la psicologa -. Mai mentire omettendo o dicendo cose che non accadranno. Prendiamo ad esempio la puntura: dire che non fa male del tutto è sbagliato, più onesto è anticipare che si sentirà un po' di fastidio rassicurando che passerà in fretta e che sarà un attimo. E' importante preparare il bambino a quello che accadrà durante la visita, il controllo o l'esame cui dovrà sottoporsi: questo deve valere sempre".

Al momento opportuno.

Scegliamo anche il momento giusto per parlare ai bambini. Non anticipiamo troppo i tempi perché rischieremmo di generare ansia eccessiva lasciando molto spazio a pensieri e fantasie del bambino, che possono aumentare la paura, la preoccupazione e l'angoscia.

Meglio avvicinarsi all'argomento il giorno prima o comunque non troppo precocemente rispetto alla visita in un clima accogliente, tranquillo, in cui poter rispondere con cura ai quesiti dei piccoli, ai dubbi, alle paure e tante emozioni. Importante anche utilizzare sempre un linguaggio adeguato all'età del bambino, per non creare ulteriori timori per la mancata comprensione. Evitare termini complessi, tecnici e difficili".

In caso di esami complessi.

"Se si tratta di un esame più complesso, pensiamo a una ecografia, l'adulto può spiegare al bambino in che modo si svolgerà questa visita e quali strumenti saranno utilizzati dal medico per controllare se il cuoricino, ad esempio, lavora bene o se è un po' affaticato. Scegliamo parole ben comprensibili non indugiando anche sugli scopi per cui stiamo portando nostro figlio dallo specialista. Questo, sempre nei limiti di cosa è utile dire e no, cosa possiamo anticipare e cosa invece non sappiamo. Non inventiamo, limitiamoci a dire la verità in modo però non angosciante".

Le parole e i gesti da utilizzare con un bambino della scuola dell’infanzia

  • "Con i più piccoli è molto utile sperimentare questi temi del come e del perché dell'appuntamento dal medico attraverso il gioco – continua Rota -: il gioco del dottore fatto in coppia con mamma, papà o coi nonni, oppure coi pupazzi può aiutare. Qui il bambino si immedesima: può fare lui il medico e noi adulti potremmo cogliere l'occasione per manifestare i dubbi che si conoscono, assumendo la posizione di chi ha paura o posizione del paziente che si fa curare. Il bambino può quindi rivedersi e cercare soluzioni. O al contrario l'adulto può impersonare il medico che risponde e si occupa del piccolo paziente rassicurandolo da ogni timore inscenando quello che potrebbe potenzialmente accadere durante una vera visita. Nel gioco i bambini vivono le emozioni e le rielaborano, il gioco è palestra di vita.

  • Un altro strumento utile è il disegno: si può suggerire di provare a ritrarre il medico o di realizzare un disegno da portare nello studio del dottore. Questo aiuterà a normalizzare questa figura e renderlo più familiare.

  • Allo stesso scopo è efficace anche raccontare chi è e cosa fa il medico: lo specialista, in particolare se si tratta di una persona sconosciuta e non il pediatra che si vede ciclicamente, dev'essere sempre raccontato come figura positiva che supporta, cui possiamo fare tutte le domande del caso, che ha esperienza con molti bambini e che ha come scopo quello di fare loro del bene e aiutarli. Evitiamo anche di infondere quello scetticismo verso il professionista dicendo frasi come 'lo controllo io il medico, ci penso io a lui' o altre parole che possano indurre l'idea che il medico possa fare qualcosa di sconosciuto, di "sbagliato" e che deve essere controllato. I genitori devono mostrare il medico come colui di cui potersi fidare e affidare".

Le parole e i gesti da utilizzare con un bambino della scuola primaria

  • "Con i bambini più grandi la spiegazione può essere più approfondita ma sempre nella scelta di termini comprensibili. Evitiamo il linguaggio tecnico, che può rendere spaventosi concetti semplici. Rassicuriamo che è normale avere paura di qualcosa che non si conosce, ad esempio se non sappiamo come mai abbiamo la tosse o come mai fa male il petto, ma proprio per questo è importante che il medico approfondisca per poterci aiutare a stare meglio. L'importante è evitare che il bambino si faccia fantasie infondate e minacciose su cosa potrebbe rappresentare un consulto medico".

  • "Durante la visita il genitore dovrebbe mantenere un atteggiamento fiducioso e sereno nei confronti del medico, senza intromettersi troppo nel dialogo medico-paziente. A questa età i bambini notano sicuramente tensioni tra adulti e se il dottore ha buone competenze con i piccoli, sarà in grado di stabilire una relazione in grado di far sentire il bambino direttamente coinvolto. Ancora, il genitore può sempre cercare con lo sguardo e il sorriso (per quanto possibile con le mascherine) al fine di rassicurare il figlio mentre si sta effettuando l'esame, può tenergli la mano se la situazione lo consente. Se il bambino lo desidera, può portare con sé un oggetto, un gioco o un pupazzo che lo conforti".

  • "Se il genitore e il medico avessero necessità di confrontarsi tra adulti, meglio evitare che il bambino possa ascoltare e non fare finta che non ci sia: una parola mal compresa potrebbe spaventare molto e portare a fraintendimenti evitabili. Per questo anche l'atteggiamento del medico è importante: dovrebbe essere un professionista preparato al lavoro con i bambini, capace di fare domande che possano smorzare la tensione, rassicurare e spiegare a sua volta in cosa consisterà la visita o l'esame che si andrà a effettuare".

Come preparare i bambini al tampone naso-faringeo

"Anche in questo caso è bene spiegare con termini semplici cos'è il tampone e in cosa consisterà questo test. Si può descrivere come l'inserimento di una specie di cotton fioc nel naso, durerà pochi secondi e si sentirà un po' fastidio ma che è normale sentirlo. Normalizziamo senza sminuire l'importanza del test e anticipiamo cosa potrebbe accadere. Se i bambini sono preoccupati di sentire dolore si può dare qualche consiglio, offrire soluzioni possibili come suggerire, ad esempio, di pensare a una cosa bella mentre si fa il tampone così da sentire meno il fastidio oppure cercare con il bambino qualche cosa da fare subito dopo per scacciare il fastidio, come una sorta di piccolo "rito giocoso". Il gioco è sempre una bellissima arma potente. Siamo sereni noi per primi e diamo valore alle loro sensazioni, senza enfatizzarle troppo".

Cosa fare se il bambino ha paura degli ospedali

"Ancora una volta la spiegazione può mitigare molte paure – chiarisce la psicologa del centro Elpis -. Se il bambino dovrà effettuare una operazione programmata, ad esempio, lo si può accompagnare a vedere l'ospedale, anche soltanto da fuori, parlando di cosa accadrà quando lo si porterà dentro l'edificio. Si può spiegare che ci sono molte persone che lavorano in ospedale e che svolgono attività diverse occupandosi di fare in modo che i pazienti guariscano e stiano bene. In ospedale troverà altri bambini come lui che necessitano di cure. Anche nei reparti di ospedale spesso si trovano disegni di bambini che sono stati ricoverati: si può suggerire di preparare un bel disegno che rimarrà in ricordo alle persone che ha conosciuto in ospedale, figure che il genitore avrà presentato come positive ".

Letture e materiali per superare la paura dei medici e degli ospedali

"Esistono sussidi per diverse fasce d'età – conclude Rota -. Alcuni, solo come esempio, sono:

  • "Lupetto va dal dottore". Amico Lupo, dai 3 anni in su.

  • "Aaaah! Dal dentista no". Babalibri, dai 3 anni in su.

  • "La Dottoressa peluche", serie Tv.

  • "Siamo Fatti Così", serie TV , per bambini della scuola primaria, che mostra in modo semplice e divertente come funziona il nostro corpo e fa capire l'importanza della cura e della prevenzione

  • Carta dei diritti del bambino in ospedale (per i genitori)

L'intervistata

L'intervistata è Milena Rota, psicologa e psicologa dello sport, presso il "Centro Elpis. Stare bene si può". Rota lavora con bambini e ragazzi nell'affrontare le dinamiche e le difficoltà legate all'età dello sviluppo.

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli