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Cosa fare se il bimbo non vuole mascherarsi a Carnevale

di Giorgia Fanari - 05.02.2016 - Scrivici

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Fonte: Alamy.com
Avete pensato proprio a tutto per festeggiare il Carnevale, ma a quanto pare vostro figlio o vostra figlia non ne vuol sapere di travestirsi. Che fare? Ecco un po' di consigli per gestire al meglio la situazione

Coriandoli, stelle filanti, trombette e, naturalmente, il costume. Avete pensato proprio a tutto per festeggiare il Carnevale, ma come fare se il bimbo non vuole mascherarsi?

Lo abbiamo chiesto ad ad Arianna Montagni, pedagogista clinico, pedagogista e mediatrice famigliare, e a Sabrina Bonichini, docente di psicologia della salute del bambino all’Università di Padova.

 

1. Rispettare la decisione del bambino a non mascherarsi

Se non fa i salti di gioia all’idea di mascherarsi, o addirittura si rifiuta, «

il consiglio è di non insistere e di rispettare la sua volontà

»

afferma

Bonichini.


Concorda Arianna Montagni: «Le maschere richiamano sempre una sensazione di oscuro e misterioso, di ignoto e sconosciuto. Una sensazione che, come viene percepita da noi, è recepita anche dal piccolo. Fondamentale è dunque non sforzare il bambino ma rispettarlo nella sua manifestazione di dissenso. Non obblighiamolo a fare una cosa che per noi è semplice, e soprattutto, non mortifichiamolo».



Frasi come “lo fanno tutti” o “ecco tu sei il solo che non ti diverti sei sempre il solito” non sono opportune. «In questo caso, l’esperienza del “no” serve al bambino per esercitare e sperimentare il proprio sé».

Potrà partecipare ugualmente alla festa in maschera e divertirsi, anche se si limita a lanciare i coriandoli, o al massimo accetta di indossare un cappellino colorato o di farsi disegnare su una guancia un cuore, un fiore o una ragnatela.

2. Comprendere le motivazioni del “no”

età del bambino

bambini fino ai 3 anni

  • Per i più piccoli ciò che vedono corrisponde alla realtà. L’incapacità di capire che ciò che vedono non è reale, addentrandosi quindi nel mondo della fantasia, spiega paure e pianti.
  • Il clima che accompagna lo spirito della festa è spesso un misto di agitazione, eccitazione, rumore e fervore, tutti elementi che creano un ambiente che stride con il bisogno di calma, prevedibilità e ripetitività dei bambini. Questo può creare ansia, agitazione e insicurezza.
  • Dobbiamo considerare anche la fase del no, che troviamo nei bambini tra i due e tre anni, per cui il fanciullo vive una fase di contraddizione e ribellione fisiologica che serve per iniziare a fondare il proprio sé».

3. Non mettere a disagio il bambino


«Per i bambini più grandicelli 4-5 anni, un’attenzione va data all’esperienza passata - prosegue l'esperta -. Se non vuole travestirsi è possibile che abbia fatto esperienze negative della festa. Esempio sono le forzature da parte di adulti o maestre per obbligare il bambino a socializzare e divertirsi. Dobbiamo tenere in considerazione che alcuni bambini sono molto timidi, e indossare un vestito, una maschera equivale a mettergli una luce in testa che dice “guardatemi” creando un senso di vergogna e timidezza spiccato, che va a peggiorare tali sentimenti».

4. Scegliere insieme il costume e provarlo prima a casa
Mascherarsi significa mettersi in gioco per assumere una diversa identità, per calarsi nei panni di qualcun altro. «E sicuramente indossare i propri panni è più rassicurante per un bambino piccolo» riprende Sabrina Bonichini.


Allora, «affinché anche i più piccoli o i più insicuri si divertano a travestirsi in occasione della festa di Carnevale, lasciate che siano loro a indicarvi il costume ideale: sceglietelo insieme, insomma. Così eviterete di acquistarne uno che rappresenta proprio quel personaggio che non lo affascina o lo spaventa, tanto che l’idea di travestirsi finisce col fargli paura».

Per i bambini fino a tre anni, poi, può essere utile sperimentare il travestimento nelle settimane precedenti a casa: «In quest'ottica, è utile fare giochi dove possa vestirsi, dipingersi e dipingere la mamma; sperimentare la musica a un volume più alto e suoni inaspettati come trombette botti o altro. Fategli fare delle maschere a casa, basta stamparle e ritagliarle e con lui giocate, colorate con lui i temi del carnevale, questo creerà una traccia che lo può preparare e aiutare» aggiunge la pedagogista Arianna Montagni.


5. Come comportarsi alle feste: portare piccoli gadget per il bambino

gadget

»

«

6. Salvaguardare l’esperienza del Carnevale

Carnevale

«

metafora del processo di crescita

in futuro

gioco simbolico

«

dal secondo anno di vita

Sabrina Bonichini -

»


I bambini crescendo imparano dunque a distinguere la realtà dalla finzione e come piccoli trasformisti si divertono a calarsi di volta in volta nei panni degli adulti di riferimento o dei personaggi preferiti dei cartoni animati o delle favole. Carnevale allora diventa l’occasione per condividere quel piacere di travestirsi che molti bambini sperimentano praticamente tutto l’anno nella propria cameretta.

«Mascherarsi - conclude Bonichini - è in fondo anche un modo per esprimere le proprie ambizioni e i propri sogni, come per esempio essere forti e coraggiosi come un maestro Jedi, o esorcizzare le proprie paure e insicurezze (per esempio, timidezza e goffaggine) vestendo i panni di un’intrepida principessa o di un pirata».

Revisionato da Simona Regina - Aggiornato il 18.01.2018

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