Home Bambino Psicologia

Come gestire le tempeste emotive dei bambini: consigli pratici

di Giulia Foschi - 01.12.2022 - Scrivici

come-gestire-le-tempeste-emotive-dei-bambini-consigli-pratici
Fonte: Shutterstock
Le tempeste emotive dei bambini sono reazioni talvolta incomprensibili agli occhi di noi adulti: ecco come imparare ad attraversarle senza farsi travolgere

In questo articolo

Come gestire le tempeste emotive dei bambini: consigli pratici

Qualche volta i comportamenti dei nostri bambini possono sembrarci insensati, spropositati e insostenibili. È tutto normale: mentre noi viviamo secondo numerose regole, i bambini fanno in sostanza ciò che vogliono per imparare a conoscere il mondo un passo dopo l'altro. Non è facile accettarlo, ma le tempeste emotive dei bambini non sono altro che l'esito dei loro esperimenti di crescita. Qual è dunque il modo giusto di reagire? Ne parliamo con Alli Beltrame, counsellor professionista, autrice del libro "Perché fai così?" (Mondadori) e mamma di Tomaso, Leonardo e Gregorio.

Tempeste emotive dei bambini: che cosa sono

Che cosa intendiamo quando parliamo di tempeste emotive?

"Quelle che chiamiamo tempeste emotive rappresentano il modo normale e fisiologico che i bambini hanno di esprimersi in determinate circostanze. Intanto non bisogna fare di tutta un'erba un fascio, perché ogni bambino ha il suo modo di reagire alle situazioni, ma in ogni caso partiamo dall'assunto che è inevitabile che i bambini facciano i capricci. I bambini sono dei cuccioli: non possiamo pretendere che sappiano trattenersi o avere sempre una condotta comportamentale adeguata alle mille regole che noi adulti dobbiamo seguire e alle aspettative che abbiamo. Nei nostri comportamenti, noi mettiamo il pilota automatico. Il bambino no, e addirittura spesso non capisce affatto le nostre reazioni. I piccoli sono molto stimolati perché il loro obiettivo evolutivo è quello di imparare e di apprendere il più possibile, sperimentando. Noi esseri umani siamo legati più all'esperienza che alla parola, quindi se il bambino non ci ascolta o mette in atto un comportamento diverso dalle nostre richieste non dobbiamo abbatterci o risentirci".

Tempeste emotive dei bambini: come affrontarle con i piccoli dai 2 ai 3 anni

Come possiamo reagire alle cosiddette tempeste emotive nei bambini più piccoli?

"Le reazioni emotive dei bambini possono solo essere attraversate. Se abbiamo in mente un percorso prestabilito, se vogliamo che il bambino segua una direzione che è nella nostra mente, la gestione sarà destinata a fallire, perché il bambino è portato a fare esperienze libere.

Come reagire, quindi, se ad esempio il bimbo si rifiuta di tornare a casa dai giardinetti, strilla e si butta a terra? Occorre fare lo sforzo di evitare di arrabbiarsi. C'è già il piccolo che pensa ad urlare e a dimenarsi: se lo facciamo anche noi non otterremo nulla. L'unica cosa da fare è cercare di mantenere la calma, affermare che ora si torna a casa, perché purtroppo non è possibile restare, prenderlo e portarlo via, agendo in modo sano e controllato. Evitando assolutamente frasi come "fai sempre così, non sei mai contento, non ti va mai bene niente" e altre espressioni simili che mostrano distanza e la nostra incapacità di vedere il suo bisogno".

Tempeste emotive dei bambini: come affrontarle con i più grandicelli che vanno già a scuola

E cosa fare, invece, in queste situazioni, quando il bimbo è un pochino più grande?

"Vale lo stesso discorso fatto in precedenza, indipendentemente dall'età, con la sola differenza che ad un bimbo di 5 o 6 anni possiamo anche fornire una spiegazione, sempre restando fermi sulla nostra posizione.

Se ad esempio siamo in edicola e vuole a tutti i costi un pacchetto di figurine che siamo decisi a non acquistare, magari perché glielo abbiamo concesso il giorno prima, possiamo appunto fargli sapere che, in questo momento, non può averlo. È legittimo che abbia dei desideri, ma che questi vengano esauditi è un altro discorso: qualche volta è possibile, altre volte no. Dev'essere chiaro che comprendiamo il suo desiderio, ma la decisione finale è la nostra.

Possiamo dire ad esempio: "Ieri te l'ho preso perché mi faceva piacere farti un regalino ma oggi non è l'occasione giusta". L'importante è cercare di mantenere sempre la calma e un atteggiamento amorevole nei suoi confronti. Fare scenate non serve a nulla e spesso ciò che le fa scattare, in noi adulti, è la sensazione di disagio che proviamo in presenza di altri adulti, perché non siamo più abituati ad esprimere liberamente emozioni come la rabbia.

Il bambino invece lo fa: a lui non importa che qualcuno lo guardi. Questo non possiamo fare altro che accettarlo".

Tempeste emotive: come gestirle con un adolescente

Com'è giusto comportarsi, infine, quando le tempeste emotive scattano in un adolescente?

"Anche, e soprattutto, con gli adolescenti, vale sempre il discorso che ogni situazione è diversa dalle altre. Premesso ciò, in una situazione complicata, come quella in cui il ragazzo si chiude in camera e non ne vuole sapere di dialogare, dobbiamo prima di tutto chiederci se abbiamo investito, negli anni precedenti, sul dialogo e sulla costruzione di una relazione aperta e di fiducia. Se così non fosse, possiamo provare a recuperare. Non c'è una chiave per risolvere una situazione del genere nell'immediato. Occorre lavorare nel tempo sul rapporto, mettendo la relazione con il figlio prima di tutto: prima dei buoni voti a scuola, prima della buona condotta. È dura, ma è l'unica strada percorribile".

Accogliere senza giudizio.

"Spesso tendiamo a credere che gli adolescenti vogliano solo farsi i fatti loro, sballarsi e ignorarci. Non è proprio così. O meglio, non è soltanto così: gli adolescenti sono persone alla ricerca di valori e di punti fermi, dunque il genitore deve riuscire ad essere presente, ma non invadente. Dev'essere pronto ad accogliere ciò che suo figlio desidera fargli sapere senza giudicarlo. Il ragazzo che percepisce apertura e assenza di giudizio un po' per volta si aprirà".

L'intervistata

Alli Beltrame, counsellor professionista, autrice del libro "Perché fai così?" (Mondadori) e mamma di Tomaso, Leonardo e Gregorio.

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli