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Come insegnare ai bambini il valore dell'amicizia

di Stefano Padoan - 24.12.2020 - Scrivici

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È importante che i nostri figli, sin da piccoli, imparino a stare con i coetanei e capiscano il valore di un amico: i consigli della psicologa

Come insegnare ai bambini il valore dell'amicizia

È difficile spiegare a parole cos'è, ma tutti l'abbiamo provata fin da piccoli. L'amicizia è misteriosa e affascinante, un sentimento che è bene allenare fin dalla tenera età nei nostri figli. Ecco come fare con i consigli della psicologa e psicoterapeuta Sara Luna Bruzzone.

In questo articolo

Perché l’amicizia è importante

«L'amicizia è molto importante per la salute fisica e mentale dei bambini - esordisce l'esperta - Per prima cosa perché allena le loro competenze sociali e relazionali, li abitua stare in mezzo agli altri con gli aspetti positivi e negativi che questo comporta. Aiuta a sviluppare la capacità di affrontare i conflitti e gestire le delusioni, ma essere amati e apprezzati dagli altri aumenta anche l'autostima. A uscirne rafforzata è l'empatia, ovvero la capacità di uscire dalla propria individualità provando a tenere in considerazione le esigenze altrui».

Cos’è l’amicizia per i bambini nelle diverse fasce d’età

«I bambini hanno un concetto di amicizia diversa da quella degli adulti che si evolve crescendo». Si parte da una condizione di egocentrismo, in cui faticano a mettersi nei panni altrui, e pian piano capiscono che l'altro può avere esigenze diverse dalle proprie.

  • All'asilo nido. In età di asilo nido e fino ai 3 anni i bambini instaurano rapporti instabili, basati sulla vicinanza e la somiglianza. Si tratta più di compagni di giochi con cui, abbastanza frequentemente, avvengono piccoli conflitti: «A questa età i bambini imparano le prime regole della convivenza civile come fare un po' per uno, leggere un libro insieme. Non è prioritario per loro volersi bene o essere voluti bene, percepiscono poco il piacere di stare insieme e lo fanno soprattutto se normati dagli adulti. Tuttavia è importante che comincino a interagire con gli altri, inizino un po' a "scegliersi"».

  • Alla scuola dell'infanzia. Crescendo i bambini riconoscono i primi amici come persone con cui stanno bene, che sono gentili e vogliono giocare insieme a loro. «Imparano che è più bello non stare da soli e iniziano a condividere le cose, anche se non mancano occasioni di litigio. Tuttavia a questa età i bambini capiscono che un amico rimane tale anche se a volte ti fa arrabbiare».

  • Alla scuola primaria. Alle elementari i bambini si capiscono sempre di più, perché iniziano ad abbandonare la loro visione egocentrica: «Si accorgono di volere bene e di essere voluti bene, entra la dimensione affettiva e i rapporti si fanno più duraturi. Un amico è una persona che si stima, di cui fidarsi, da consolare e proteggere, con la quale ci si aiuta reciprocamente. E la scelta degli amici non avviene solo per affinità, ma anche per differenza poiché si capisce che non bisogna essere per forza uguali in tutto».

Come spiegare il valore dell’amicizia ai bambini

«Il concetto fondamentale da passare - dice Bruzzone - è che un amico è una persona che ci fa stare bene. Tuttavia è importante soprattutto mostrare loro cos'è l'amicizia attraverso il vostro esempio e esperienze dirette».

  • Date valore alle vostre amicizie. Se i genitori si dimostrano interessati alla socializzazione al di fuori del nucleo famigliare e si circondano di amici, i bambini percepiscono fin da piccoli la bellezza di stare insieme agli altri.

  • Impostate sane relazioni in famiglia. Saranno il modello su cui i vostri figli baseranno anche le relazioni fuori di casa: «Date l'esempio perdonando e chiedendo scusa dopo un litigio, comportandovi in modo onesto, educato e gentile, generoso, tollerante; mantenete le promesse, date e siate degni di fiducia. Ascoltandolo, svilupperete indirettamente anche la sua empatia».

  • Create occasioni perché vostro figlio faccia amicizia. «Incoraggiate vostro figlio a invitare un amico a casa e parlate in anticipo delle cose che potrebbero fare insieme, di come far sentire l'ospite a suo agio: accontentarlo nella scelta dei giochi, cercare di non arrabbiarsi, non lasciarlo da solo in una stanza, offrire una merenda...».

  • Non intervenite nelle loro amicizie. I genitori devono resistere alla tentazione di intromettersi nelle relazioni che sta costruendo il figlio: «Anche se un'amicizia vi piace meno di un'altra, fateli scegliere liberamente e non fate commenti: è importante che sperimentino autonomia in questa fase e di non percepiscano di essere giudicati incapaci di scegliersi le amicizie».

  • Lasciateli autonomi nella gestione dei conflitti. Permettete ai bambini di risolvere tra loro eventuali conflitti: «Il confronto può essere utile per rafforzare un'amicizia ed è formativo che ci provino da soli. Spiegate loro che l'amicizia non è sempre facile, ma richiede anche impegno perché le persone sono tutte diverse tra loro: e questo è bello perché un amico il più delle volte stimola e diverte, ma a volte può deludere. E insegnate loro a chiedere scusa in modo sincero e non scherzoso o falso».

  • Aiutateli a distinguere tra un amico e un bullo. Lasciarli agire da soli non vuol dire disinteressarsi a ciò che accade loro: «È importante fornire loro strumenti per capire autonomamente la natura delle loro relazioni, perché stanno imparando giorno dopo giorno. In particolare vigilate su possibili casi di bullismo o prepotenze: spesso i bambini non reagiscono perché pensano che il conflitto non debba esistere tra amici, e invece ne fa parte ma talvolta può anche diventare insanabile. Per capirlo, devono ascoltare le proprie emozioni. Chiedete loro se quell'episodio li ha fatti sentire a disagio. La prima cosa da suggerire è sempre perdonare, ma essere sempre tolleranti e minimizzare i gesti non corretti altrui danneggia l'autostima».

Attività e giochi sull'amicizia per bambini

  • Giochi di cooperazione. Stimolateli a condividere e collaborare a partire dai fratelli, per far loro capire che l'unione fa la forza: «Fate loro costruire un castello a quattro mani, suggeritegli di riordinare insieme perché così ci mettono meno tempo, stimolateli a cooperare per spostare una cosa pesante, fare un grande disegno insieme o preparare una torta dividendosi i compiti. Sono molto educativi in questo senso anche gli sport di squadra».

  • Giochi di empatia. «Metteteli a coppie a specchio, uno di fronte all'altro, per imitare i gesti altrui. Oppure fateli creare una storia insieme. O ancora, giocate a "Chi sono?" dove ognuno deve indovinare tramite domande chi è il personaggio scritto sul bigliettino che ha posto in fronte: allena a mettersi nei panni di qualcun altro».

  • Leggete insieme. Le storie, anche quelle non a lieto fine, sono uno stimolo di discussione: «Parlare di sentimenti, anche di quelli difficili da gestire, è un modo perfetto per insegnare le emozioni e empatizzare con i personaggi».

  • Parlate delle amicizie della vostra famiglia. Chi è la migliore amica della mamma? Papà ha degli amici? E cosa faceva da piccolo con i suoi amici? Ci sono stati degli episodi divertenti o spiacevoli?

  • Gli "ingredienti" dell'amicizia. Provate a elencare con loro quali sono le cose importanti: «Essere disponibili e fare complimenti, condividere interessi e giochi e aspettare il proprio turno, essere educati e gentili, sorridere, salutare, ascoltare, guardare in faccia. E ci sono anche dei comportamenti che allontanano gli altri: mostrarsi introversi, litigare, essere prepotenti o aggressivi, vantarsi, dire bugie e imbrogliare al gioco, non accettare le sconfitte».

Libri sull’amicizia

Dai 3 anni

Dai 5 anni

Dai 6 ai 10 anni

  • Trilogia dell'amicizia di Luis Sepúlveda (ed. Guanda, 2014) che racchiude le tre favole 'Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare', 'Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico', 'Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza'

  • Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno (ed. Mondadori, 1991)

Per gli adulti

In questo articolo

Sara Luna Bruzzone è psicologa e psicoterapeuta e autrice, insieme alla pedagogista Marta Stella Bruzzone, del sito mammechefatica. Sulla pagina Facebook del sito si trovano dei videotutorial di consigli per i genitori.

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