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Come trascorrere del vero tempo di qualità con i figli

di Rosy Maderloni - 07.08.2023 - Scrivici

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Tempo di qualità coi figli: come distinguerlo dall'insieme di attività che scandiscono la giornata e valorizzarlo.

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Come trascorrere del tempo di qualità coi figli

Spazi avventura, esperienze 3,4,5,6.0, laboratori interattivi al museo, emozioni da brivido nei parchi divertimenti. Attività bellissime e adrenaliniche che regalano giornate memorabili per grandi e piccini. Ma possiamo considerare queste esperienze un vero tempo di qualità coi figli? Cosa rende i momenti insieme davvero speciali e fortificanti dell'identità dei bambini quando sono in famiglia? Ne parliamo con Ne parliamo con la d.ssa Maria Valeria Napolitano, pedagogista e fondatrice del CPN, Centro Pedagogico Napolitano di Morbegno.

Cosa significa trascorrere del tempo di qualità con i propri figli?

"Per tempo di qualità intendiamo l'essere totalmente presenti e partecipi nell'attività che si sta svolgendo con il proprio bambino o nell'ascoltare attivamente quello che il proprio figlio sta raccontando alla mamma o al papà - premette la pedagogista -. In poche parole significa che bisogna lasciar stare ogni fonte di distrazione, che sia il telefono, la tv accesa, un'incombenza di lavoro per potersi dedicare completamente al rapporto genitore-figlio. Se si riflette attentamente, questo impegno giornaliero non è una cosa così impossibile: ai bambini è sufficiente poter raccontare la loro giornata ai genitori così come apprezzano moltissimo che mamma o papà raccontino loro una storia o leggano un libro prima di andare a dormire.

Anche se questi esempi richiedono poco tempo al giorno, sono considerati momenti di qualità in cui il bambino sa di poter avere l'attenzione esclusiva che l'adulto gli riserva. Questi rituali torneranno utili in adolescenza quando il ragazzo saprà di poter contare sulle figure genitoriali di riferimento e sarà al corrente di avere un solido sostegno alle spalle".

Tempo di qualità coi figli: non delegare

"Molti genitori di adolescenti ribelli e difficili da gestire non riescono a comprendere le motivazioni alla base di questi comportamenti. Bisogna sottolineare, quindi, che i genitori devono essere in grado di intuire le emozioni dei propri figli, aiutandoli a gestire i momenti di stress e frustrazione sin da quando sono piccoli, senza delegare ad altre figure esterne alla famiglia come tate, baby sitter, insegnanti, questo compito.

Dedicare tempo di qualità ai figli farà una grande differenza per il loro sviluppo caratteriale ed emotivo. Qualsiasi sia il grado di consapevolezza iniziale, quando si mette al mondo un figlio nessuno è davvero al corrente di ciò che lo aspetta. Ciascuno dà il proprio meglio per essere un buon genitore, seppur siamo chiamati a molti ruoli nella vita a "rispondere con le nostre abilità". 

Cosa fare quando si hanno orari di lavoro incompatibili con i ritmi del bambino. "Ritagliare tempo esclusivo nel weekend e quando non si è di turno - aggiunge l'esperta - innanzitutto. Lasciare un bigliettino prima di uscire al mattino sul comodino del bambino e farlo trovare al suo risveglio gli farà sicuramente piacere. Fa bene alla relazione trovare un modo per far capire ai figli che anche quando non siamo presenti, loro sono sempre nel nostro cuore e pensiamo a loro. Lo possiamo fare attraverso una videochiamata durante la giornata negli orari compatibili di entrambi oppure inviando un messaggio su una passione condivisa. Un gesto semplice ma efficace è chiedere al bambino di scegliere un gioco da lasciare a mamma e papà quando sono a lavoro così da far capire loro che si vuole avere, anche se distanti, un oggetto che ricordi quanto si tenga al proprio figlio".

Tempo di qualità con i figli: essere presente non solo con il corpo ma anche con il cuore e con la mente

"La nostra mente genera migliaia di pensieri al giorno che incidono sulla concentrazione - spiega Napolitano -. Ecco allora che i figli potrebbero rispondere alla domanda 'Tutto bene oggi a scuola?' con un sì detto in tono leggermente più basso del solito e voi, con la testa altrove sentendo solo la parola affermativa, chiudiate il discorso. Peccato che quelle due lettere, dette in modo diverso, nascondano ben altro di un sì. D'ora in poi provate a formulare la domanda in questo modo: Chiedere, diversamente, 'Qual è stato il momento più bello di oggi e quale quello più brutto?' permette di connettersi emotivamente e scoprire cosa li ha resi felici, cosa li ha turbati e da qui produrre uno scambio educativo prezioso e di qualità.

Per riuscire a comprendere i bambini bisogna essere totalmente presenti. Pensare ai problemi mentre siamo con i nostri figli non li risolverà, anzi, ne creerà di ulteriori anche in famiglia. Quel tempo è per loro, va goduto perché è unico".

Tempo di qualità coi figli: fateli sentire compresi e cercate di avere un approccio empatico

"Se ascoltate con attenzione e rispetto i figli loro, anche loro impareranno a farlo con gli altri. Inoltre, impareranno a confidarsi con voi e a chiedere aiuto nei momenti di difficoltà. Ecco alcuni semplici accorgimenti:

  •  Quando vi parlano, guardateli attentamente negli occhi, cercate di mettervi alla loro altezza, in base alla loro età.

  • Non interrompeteli. Quando  si sentono ascoltati, imparano a fidarsi di voi e vi cercheranno se avranno un problema. Anche con gli altri si sentiranno liberi di esprimere le loro idee e i loro sentimenti, non avranno timore di chiedere ciò di cui avranno bisogno. Questa atmosfera si costruisce tutti i giorni con piccoli gesti.

  • Ascoltate in modo attivo, non sentite solo suoni. Questo implica cercare di mettersi nei loro panni per comprendere quello che vogliono trasmettere. Non date per scontato che i vostri figli sappiano che siete lì per ascoltarli e per aiutarli ogni volta che ne ha bisogno. Potete ricordarglielo, anche ogni giorno, con questa frase: 'Quando ne hai bisogno, sai che mamma e papà sono pronti ad ascoltarti. Puoi dirci tutto quello che vuoi, non preoccuparti'.". 

Tempo di qualità coi figli: gratificateli anche quando sbagliano

"Al Centro Pedagogico Napolitano abbiamo ideato un intero percorso sull'accettazione dell'errore. 'Non aver mai paura di sbagliare perché anche gli errori possono essere meravigliosi' diceva Montessori. Nelle nostre sedute pedagogiche insegniamo ai bambini che ogni errore è una grande opportunità per riprovarci e cercare di fare meglio. Consiglio la lettura di un albo illustrato per bambini: "Tutto è difficile prima di diventare facile", Collana Serenamento di Mazzucchelli e Telli (Edizioni Giunti).

Spesso ci vergogniamo dei nostri fallimenti ma vi invito a pensare a quali grandi lezioni avete appreso grazie agli stessi. Imparare significa acquisire nuove conoscenze ed è proprio il comportamento "senza successo" che ci consente di ottenerle! Sbagliando elaboriamo più informazioni di quante ne avevamo in precedenza su ciò che funziona o non funziona per raggiungere un obiettivo: insegnare ai nostri figli a utilizzare l'errore come esperienza di apprendimento permetterà loro di diventare adulti competenti ed equilibrati che non si arrendono mai. Gratificate i vostri figli per l'impegno e insegnate loro a trattare l'insuccesso come una sfida: 'Non sei riuscito, ma sei stato molto bravo per averci provato! A noi piacciono le sfide e ora che hai capito cosa non devi fare sarà entusiasmante riprovarci!'. Ogni errore può essere trasformato in un capolavoro con la  tenacia, l'impegno e la creatività".

Tempo di qualità con i figli: lasciatevi contagiare dai loro interessi e aiutateli a svilupparli

"Quando avete un momento libero chiedete ai vostri figli quali siano i loro giochi preferiti e fatevi insegnare a giocare. Sedetevi accanto a loro e lasciatevi contagiare dalle loro passioni che siano puzzle, costruzioni, bambole, videogiochi: dimostrate vivo interesse e provate a entrare nel loro mondo, questo arricchirà il vostro tempo di qualità e avrete nuovi argomenti o attività da condividere. Farli sentire importanti, compresi e capaci sono aspetti fondamentali per poter far emergere in loro tutto il potenziale per lo sviluppo della personalità. Sfruttate anche i momenti apparentemente "morti" come il tragitto casa/scuola, casa/attività sportiva, per trasferire i vostri valori e insegnamenti".

L'intervistata è la d.ssa Maria Valeria Napolitano, pedagogista e fondatrice del Centro Pedagogico Napolitano a Morbegno, Sondrio.

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