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Cosa fare con un bambino troppo remissivo

di Stefano Padoan - 30.12.2020 - Scrivici

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Spesso i genitori hanno la sensazione che il proprio figlio sia eccessivamente quieto e quindi più esposto alle prepotenze altrui: i consigli della pedagogista su cosa fare con un bambino troppo remissivo

Cosa fare con un bambino troppo remissivo

"Temo che mio figlio sia troppo remissivo": è una frase che pedagogisti e insegnanti sentono pronunciare sempre più spesso dai genitori. È il segnale che avere un figlio che non sa farsi rispettare è una paura sempre più sentita e diffusa al giorno d'oggi. Ma si può davvero riconoscere un bambino remissivo? E come si può intervenire? Lo abbiamo chiesto a Laura Formenti, psicoterapeuta e professoressa di Pedagogia generale e sociale all'Università di Milano-Bicocca.

In questo articolo

Che caratteristiche ha un bambino remissivo

Un bambino remissivo tende ad essere docile e arrendevole con gli altri, a non "farsi valere" e a mostrare una generica fragilità. Per cominciare però, avverte l'esperta, bisogna stare attenti ad inquadrare il fenomeno: «Ricordiamoci che "remissivo" non corrisponde ad alcuna diagnosi o profilo psicologico, è solo una sensazione. Questo vuol dire che l'emergere del problema potrebbe essere dovuto solo in parte all'aumento dei bambini che hanno davvero la tendenza a sottomettersi con facilità al volere altrui; parte dell'allarmismo risiede certamente nella sensibilità dei genitori che, più negli ultimi anni che in passato, sono particolarmente preoccupati che il proprio figlio sappia difendersi da solo».

Come i genitori riconoscono un figlio remissivo

Dietro questa preoccupazione, dunque, possono celarsi esperienze familiari molto diverse e che a volte possono ingannare i genitori.

  • Bambini timidi. «Spesso i genitori hanno il timore che il loro figlio sia remissivo perché notano la sua timidezza, ma le due cose non sono sempre correlate».

  • Un problema di genere. I genitori di figlie femmine sono spesso più attenti al fenomeno: «In questo caso tenete presente che le bambine molto sensibili alla relazione e a volte preferiscono accettare un piccolo torto piuttosto che mettere in pericolo, per esempio, il rapporto con l'amica. E spesso lo fanno coscientemente, non per sottomissione: tendenzialmente su questo sono più precoci dei maschi, per cui non allarmatevi già dai primi episodi».

  • La paura del bullismo. Alcuni genitori, allarmati anche da una letteratura sempre più estesa del fenomeno, sono particolarmente attenti a prevenire qualsiasi possibilità che il figlio cada vittima di bullismo.

  • Un episodio rivelatore. Altri genitori, invece, vivono l'esperienza - a volte anche scioccante - di vedere il proprio figlio che di fronte a torti o a prevaricazioni non è abbastanza attrezzato per difendersi. «Questo può avvenire di fronte ad adulti o a coetanei allo stesso modo. In questo caso non è una generica ansia preventiva dell'adulto, ma è giusto mettere a tema il problema».

Perché un bambino è remissivo

«Non si è remissivi per natura o per genetica - spiega l'esperta - Se un bambino cresce remissivo, è perché lo abbiamo educato così». Ci sono infatti delle contraddizioni insite in alcuni sistemi educativi e l'ambiente familiare contribuisce certamente: «A volte noi adulti ci comportiamo in maniera scomposta e incoerente. Da un lato pretendiamo di avere in casa un bambino bravo e sempre obbediente, e in fondo se nostro figlio è così non ci poniamo dubbi: ci va bene così e, anzi, pensiamo che sia giusto che i bambini non siano ribelli. Poi però, nello stesso tempo, vorremmo che fosse in grado di "farsi valere". Anzi, spesso gli insegniamo che il mondo là fuori è una "giungla" e che quindi devono proteggersi conla prevaricazione e non con il dialogo. Cioè, li vogliamo remissivi nei nostri confronti ma poi proviamo a costruirli assertivi, concentrati su di sé, rampanti e di successo». Tanto, dunque, dipende da come i genitori impostano la relazione con il figlio e trattato il tema della disciplina:

  • La paura del conflitto. «Se siamo autoritari e ci imponiamo con urla, minacce e punizioni, se crescono con la paura delle reazioni altrui sgradevoli, saranno certamente remissivi nella loro vita. Perché avranno capito che dire di sì anche quando non vorrebbero, in fondo, è una strategia che li mette al riparo dal conflitto».

  • La continua mediazione degli adulti. Viceversa, un bambino può aver paura del conflitto perché non lo ha mai vissuto: «Tanti bambini hanno poche esperienze di relazione rispetto al passato, stanno meno con i coetanei e le relazioni tra loro sono sempre più spesso mediate da adulti: questo rallenta la loro capacità di autoprotezione e di trovare soluzioni autonomamente. È giusto che, ad esempio, la maestra a scuola sia per loro una referente, ma non va bene che, anche di fronte al più piccolo problema, tendano a rivolgersi sempre a un adulto per risolverlo».

Come aiutare un bambino remissivo

È importante dunque sviluppare relazioni sane con vostro figlio, per farlo crescere non prepotente ma sicuro di sé e consapevole: «In generale, l'insegnamento fondamentale da passare ai vostri figli è come adattarsi a varie relazioni diverse, senza subirle».

  • Sviluppate le sue competenze relazionali. Un bambino si protegge dal bullismo innanzitutto se sa riflettere, analizzare le sue relazioni e parlare anche di piccoli torti subiti. «Fate loro domande su come si trovano con questo o quell'amichetto, abituateli a parlare delle loro emozioni».

  • Sviluppate la sua autostima. Se li trattate come degli inetti e non date mai peso ai loro pensieri, non potranno crescere sicuri di sé. «Si tratta solo di ascoltarli e farli esprimere, non di dare loro ragione. E non è detto che un loro no sia sempre e comunque sbagliato, anzi incoraggiateli se vi rendete conto che hanno fatto bene. Costringerli, ad esempio, a dare un bacio alla zia se non vogliono è una forma di prevaricazione che reitera per loro una forma di remissività».

  • Fate loro sperimentare le conseguenze di un sì e di un no. Un bambino non può e non deve fare ciò che vuole, ma è giusto iniziare a negoziare qualche regola e fargli fare qualche piccola scelta autonoma. «Deve sperimentare le esperienze negative di quando si oppone a qualcosa, ma anche quelle positive. Insomma si può dire di no, sia piccolo che grande, sia con i genitori ma soprattutto con i suoi pari».

  • Se il vostro partner è autoritario. Se il papà o la mamma ha un'impostazione autoritaria, il problema non è solo suo ma della coppia: «Mantenete l'alleanza all'interno della coppia, un po' di complementarietà tra voi fa bene. Però se l'atteggiamento del vostro partner diventa la regola fategli notare che questo è un problema: se le cose si fanno "perché lo dico io", il bambino non verrà mai responsabilizzato, subirà sempre le scelte altrui e farà fatica a decidere autonomamente. E invece deve sperimentarsi e sentirsi forte e capace».

  • Se assistete a un episodio con un coetaneo. Quando vedete un atteggiamento remissivo da parte di vostro figlio, se non c'è pericolo non intervenite: «Aspettate il momento giusto e parlatene con lui. "Ho visto che è successa questa cosa, cosa è successo dal tuo punto di vista? Cosa sarebbe potuto accadere se avessi reagito? Fateli parlare, alcuni saranno in difficoltà e altri meno ma è già abbastanza perché riflettono e capiscono cosa fare la volta dopo».

L'intervistata

Laura Formenti è psicoterapeuta e professoressa di Pedagogia generale e sociale all'Università di Milano-Bicocca.

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