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Covid-19 e ripartenza, cosa hanno imparato i genitori dal lockdown

di Sara De Giorgi - 09.09.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Quali sono stati gli insegnamenti che hanno potuto trarre i genitori dal periodo del lockdown? Lo abbiamo chiesto al professore Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva, autore del libro "Mentre la tempesta colpiva forte. Quello che noi genitori abbiamo imparato in tempo di emergenza" (DeAgostini).

La pandemia ha sconvolto le vite di tutti. Ma la crisi globale ha prodotto anche resilienza e capacità di adattamento: molti di noi, nell'emergenza che la pandemia da Covid-19 ha messo nelle nostre vite, sono diventati più forti. E forse anche un po' migliori.

Perché è successo? Come è successo? Cosa è successo realmente? E soprattutto cosa abbiamo appreso e cosa dobbiamo imparare a tenere con noi anche nei tempi di quiete, perché ci rende migliori? 

Il professore Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva, nel libro Mentre la tempesta colpiva forte. Quello che noi genitori abbiamo imparato in tempo di emergenza (DeAgostini, pp. 224, prezzo 15,90€), acquistabile dall'8 settembre 2020, ha provato a rispondere a queste domande.

Alberto Pellai lavora come ricercatore presso il Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Università degli Studi di Milano, dove è docente di Educazione Sanitaria e Prevenzione. 

Nel suo ultimo libro, partendo da ciò che è successo durante la fase più acuta della pandemia in molte delle nostre famiglie, rielaborando i fatti, riprendendo la traccia di quelle settimane in cui il virus ci ha obbligato a diventare diversi da ciò che eravamo sempre stati, pur continuando a rimanere quelli di sempre, Pellai ha voluto tracciare un percorso di resilienza e apprendimento, perché ciò che ha sconvolto il mondo ha mutato anche il modo di essere famiglia e, con grande probabilità, ci ha fatto diventare più forti. Abbiamo intervistato il professore Pellai per chiedergli di raccontarci qualcosa in più sul suo libro.

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Come hanno vissuto i bambini il periodo del lockdown?

Secondo Alberto Pellai il periodo del lockdown per i bambini è stato un tempo faticoso e di reclusione forzata, durante il quale ci sono stati sicuramente maggiori coinvolgimento protettivo e presenza da parte dei genitori.

"Per i più piccoli la vicinanza con i genitori durante il lockdown è stata una cosa piacevole. Per i più grandi, però, tutto ciò ha comportato un aumento della dipendenza, una perdita dell'autonomia. Più in generale, è stata smarrita temporaneamente la dimensione della socializzazione, ossia il contatto con coetanei e amici", ha dichiarato Pellai.

Dall'altro lato il prolungato tempo di sospensione scolastica ha rappresentato una perdita di apprendimenti significativi, cui sopperirà per fortuna la ripartenza delle scuole a breve.

Bambini, le maggiori conseguenze psicologiche della pandemia

"Tra le conseguenze psicologiche della quarantena ci sono stati un aumento dei meccanismi di dipendenza e la perdita di aspetti legati a competenze autonome e a conquiste fatte in precedenza.

Per molti minori si sono verificate ansie, paure e fobie, generate dal fatto che ci fosse una minaccia poco controllabile, che impattava in maniera significativa la vita di adulti e bambini. Il fatto che i grandi si sentissero minacciati e che non parlassero d'altro nei giorni di lockdown ha avuto sicuramente sul mondo interno dei bambini un impatto non indifferente: è stato un elemento perturbante, generatore di disagio.

L'altro aspetto, che si trova dall'altro lato della medaglia, è che, avendo un tempo più sospeso e dilatato, per la prima volta i bambini si sono confrontati con la dimensione di una noia che andava attraversata, per essere riempita poi di nuovi interessi e di nuove passioni".

"Mentre la tempesta colpiva forte". Resilienza in tempo di pandemia

Alberto Pellai ha spiegato: "Mentre come genitore di quattro figli stavo vivendo il lockdown nella mia vita privata, affrontando le sfide educative che questo tempo così diverso stava portando nella mia vita di genitore e nella vita dei miei figli, sulla mia pagina Facebook ho cominciato a mettermi in contatto, attraverso un post quotidiano, con migliaia di genitori e ho ricevuto migliaia di messaggi da parte di mamme e papà che stavano facendo fronte a tutti gli aspetti inediti e inaspettati del lockdown.

Stavamo attraversando un tempo d'emergenza che poteva davvero farci molto male, invece, in questa comunità di genitori e di famiglie, abbiamo fatto fronte alla tempesta, scegliendo la strada della resilienza. Resilienza significa "subire un impatto forte senza venirne rotti" e allo stesso tempo, mentre quest'impatto ci toglie dalle nostre sicurezze, provare a vedere se tutto ciò lascia poi tracce e anche apprendimenti per un tempo che non è più quello dell'emergenze. Ci sono state tante cose che abbiamo potuto imparare in questo tempo diverso e che resteranno con noi e ci saranno utilissime anche in tempo di quiete. L'idea del libro è nata in questo modo". 

Gli insegnamenti tratti dai genitori dal periodo del lockdown

"Ci sono sei apprendimenti importanti per i genitori tratti dal lockdown, ognuno dei quali rappresenta un capitolo del libro. Ecco quali sono:

  • abbiamo appreso la capacità di aiutare i nostri figli ad attraversare il territorio della paura e a individuare le loro competenze, per far sentire loro che potevano avere coraggio e capacità per attraversare un tempo così complesso;
  • la lezione della solidarietà, che abbiamo tutti costruito collettivamente a tutela delle persone più fragili, tra cui nonni e anziani;
  • abbiamo poi imparato la lezione dell'essenziale: eravamo abituati ad avere e a fare tutto quello che volevamo. Abbiamo scoperto una zona che ci spinge a sacrificare, a togliere, a concentrarci su quello che più conta. Capire l'essenziale è stato molto importante per far fronte al tempo della fatica;
  • abbiamo imparato una nuova dimensione del tempo, che non è così affollato, performante, stressante, ma più sospeso, dilatato, relazionale;
  • abbiamo imparato a dire ai nostri figli cose faticose da accettare: noi siamo i "genitori della felicità costante" e non avremmo mai volute vedere sofferenze nei figli, invece la pandemia ci ha costretto a parlare con loro;
  • abbiamo visto e imparato che i nostri figli hanno saputo dimostrarsi molto responsabili nei confronti di ciò che stava avvenendo". 

Consigli per aiutare bambini e genitori a fare tesoro di questa esperienza

  1. "Si può provare a capire se all'interno della famiglia abbiamo chiare quali sono le cose buone che questa pandemia ha messo nelle nostre vite: sicuramente abbiamo conquistato una nuova percezione del tempo, una nuova dimensione della vita anche più distesa e meno affollata.
  2. Ora che ripartirà tutto, possiamo provare a fare attenzione a tenere spazi per noi, riproponendo alcuni momenti vissuti durante la quarantena che ci sono piaciuti tanto.
  3. Poiché siamo stati reclusi a lungo e abbiamo sperimentato la chiusura, possiamo provare a non avere questo atteggiamento protettivo nelle vite dei figli e vedere quanto riescono a muoversi con responsabilità e autonomia, le stesse dimostrate durante il lockdown. 
  4. Possiamo pensare e sentire che siamo riusciti ad attraversare tutto ciò nel distanziamento, ma, al tempo stesso, cercando sempre di essere solidali e di fare comunità con il mondo delle altre famiglie e, in generale, con gli altri. Importante è adesso sentire il desiderio di rigenerare una comunità presente, una rete di relazioni. Occorre fare tesoro di tale mancanza vissuta nella quarantena, perché con la ripartenza il desiderio di fare relazioni possa essere presente e vivo".

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