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Cosmeticoressia: l'ossessione delle bambine per i prodotti di bellezza

di Rosy Maderloni - 15.04.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Accurate procedure di beauty routine riguardano bambine sempre più piccole: come riconoscere la cosmeticoressia, l'ossessione da prodotti di bellezza?

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Cosmeticoressia, l'ossessione delle bambine per i prodotti di bellezza

Che fine hanno fatto i giocattoli, incartati in involucri a fantasia fiabesca oppure a tinte sgargianti perché sì, ai bambini piacciono i colori smaglianti? Sempre più superati tra i desiderata come regalo da ricevere per una qualunque ricorrenza, ultimamente - in particolare per le bambine - bambole, costruzioni e giochi di società sono preferiti e sostituiti dalla cosmetica. L'effetto Sephora Kids è ormai conosciuto anche nel nostro Paese e riguarda l'interesse sempre più spinto delle giovanissime verso prodotti di bellezza e cura per il corpo assolutamente non necessari e inadatti agli scopi per cui sono venduti: ossia creme illuminanti del viso o tonici rinfrescanti, per non parlare di maschere anti occhiaie o fondotinta per rendere armonioso l'incarnato. Un trend che spopola sui social network come tik tok e che trova il suo riscontro nella vita reale con giri d'affari da capogiro anche nel segmento di consumatori tra i 6 e i 12 anni. Certo, i tempi cambiano e i gusti anche, ma quando una moda rischia di diventare un comportamento disfunzionale che mette a repentaglio la salute dei più piccoli dobbiamo parlare di cosmeticoressia, una vera e propria ossessione da prodotti di bellezza. Ne parliamo con Maria Pontillo, dirigente Psicologo all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, PhD in Cogntive Neuroscience Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale.

Bambine che crescono velocemente

"La premessa doverosa è che è del tutto naturale notare come nel proprio percorso di crescita, ogni bambina inizia a pensarsi e anche a rappresentarsi in maniera diversa, in una modalità di avvicinamento a quella dimensione di donna secondo il mondo adulto che la circonda - premette l'esperta -. Questo non deve essere considerato un male, tutt'altro. Vero è che nella nostra società il processo di adultizzazione del bambino in concomitanza a un'età della pubertà sempre più precoce sono fattori che devono farci riflettere sulle modalità con cui i più piccoli vivono e affrontano le loro diverse fasi di sviluppo".

Cos'è la cosmeticoressia?

"Prende a prestito concetti che si riferiscono all'anoressia, inserita a tutti gli effetti tra i disturbi psichiatrici e relativa a una forma di ossessione verso il proprio corpo e la magrezza, oppure all'ortoressia che identifica un'ossessione verso i cibi sani: nel caso della cosmeticoressia identifichiamo nell'uso eccessivo, persistente di prodotti per la cura del corpo o di bellezza. Il comportamento ossessivo si caratterizza per pensieri intrusivi e ripetuti nel corso della giornata in cui il bambino o la bambina relativi all'uso della cosmetica. Questi pensieri condizionano i comportamenti e il tempo dedicato a beauty routine, a procedimenti di bellezza e cura personale lunghi, che richiedono l'uso di molti prodotti diversi. A questo si aggiunge la necessità percepita di ricorrere ripetutamente a questa attività".

Come riconoscere i segnali di un'ossessione verso i prodotti di bellezza nelle bambine?

Consideriamo che è del tutto normale incuriosirsi verso ciò che fa parte del mondo adulto e come i bambini amano provare le scarpe di mamma o i suoi vestiti, anche la sua trousse diventa uno scrigno da scoprire. Diverso è quando, già nella fascia 7,8 - 12 anni si è bombardati da messaggi più o meno espliciti sull'importanza di sentirsi belle e su quali sono gli ausili per riuscire in questa impresa. "Un approccio ossessivo all'uso dei prodotti cosmetici solitamente si accompagna a una rigida valutazione e scarsa accettazione del proprio aspetto fisico" aggiunge Pontillo. Ciò che può cominciare come un gioco o un divertimento tra amiche o come un passatempo appreso dai social, nelle bambine più fragili, può trasformarsi invece in qualcosa di più serio. "Canoni di bellezza che sembrano irrangiungibili, la ricerca di una perfezione impossibile possono essere fattori che concorrono a instillare stati depressivi, insoddisfazione costante verso se stesse".

Quali sono i rischi della cosmeticoressia?

I rischi per la salute riguardano certamente la pelle ancora molto delicata a quest'età: dermatiti o delle allergie da contatto sono alcuni delle possibili conseguenze derivate dall'uso di prodotti pensati per un target adulto, con caratteristiche molto distanti da prodotti specificatamente testati per essere rivolti a una fascia d'età infantile.

A risentirne, però, è anche il benessere psicologico delle più piccole. "Le famiglie che incontriamo arrivano da noi preoccupate soprattutto per altri motivi - commenta la psicologa -: generalmente si accorgono di atteggiamenti ossessivi verso il rapporto col cibo o con il proprio corpo, verso un uso dipendente del cellulare da cui possono anche fruire di contenuti che spingono molto all'utilizzo di cosmetici. Arrivano qui perché i figli non accettano le proprie imperfezioni e solo in quel momento si esplicita anche se c'è un rapporto disfunzionale con l'utilizzo di questi prodotti".

Cosmeticoressia: il ruolo dei genitori

Se i social network e il marketing mirato a un target sempre più giovane perché redditizio influiscono sugli atteggiamenti più o meno consapevoli delle ragazzine e sono in grado di incentivare abitudini che da virali online diventano di tendenza nella vita reale dei nostri figli, anche gli adulti intorno a loro devono sapere che possono incidere a loro volta. "Chiediamo presto ai bambini di essere performanti a scuola, nello sport e nelle loro passioni ma anche nell'estetica - precisa la psicologa psicoterapeuta - e questi bambini si sentono aggravati da una eccessiva responsabilità che può portarli a sentirsi inadeguati. Il genitore è chiamato a guidare la crescita del bambino attraverso regole e confini: questi devono essere posti senza perdere di vista la presenza affettiva, sintonizzata sui bisogni del bambino. La vera cura è rappresentata dalla relazione e dal dialogo. Informiamoci su quali contenuti i nostri figli fruiscono ogni giorno dai dispositivi digitali a cui accedono, filtriamo i messaggi televisivi o dei social affinché, ad esempio, un bambino possa capire che un influencer svolge un lavoro proponendo questa o quella marca di rossetto. Osserviamo i loro comportamenti e non temiamo di dire no di fronte a richieste costanti di acquisti di questa natura".

Relazione madre - figlia. "Questo rapporto può essere un importante punto di appoggio: - aggiunge Pontillo -: il genitore che guida la crescita del bambino attraverso le regole è un punto di riferimento affettivo perché si rapporta nella relazione ed è sintonizzato sui bisogni della bambina. Una mamma può aiutare molto una figlia che sta rielaborando i cambiamenti del suo corpo e del suo sviluppo".

Quando chiedere un aiuto specializzato?

"Se dopo una fase di semplice osservazione del comportamento della bambina, periodo in cui il genitore è chiamato a rilevare una certa fragilità e comprendere se la bambina si sente sufficientemente rassicurata si percepisce un disagio più profondo, si può chiedere aiuto al pediatra di riferimento, che ha seguito lo sviluppo della bambina. Insieme a lui si valuta come è più opportuno procedere, intraprendendo, ad esempio, un percorso psicologico che riporti la piccola a un maggior benessere".

L'intervistata

Maria Pontillo, dirigente Psicologo all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, PhD in Cogntive Neuroscience Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale.

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