Home Bambino Psicologia

Educazione al consenso: cos'è e perché è importante sin dalla tenera età

di Rosy Maderloni - 05.09.2023 - Scrivici

educazione-al-consenso-bambini
Fonte: Shutterstock
Cos'è l'educazione al consenso e perché è importante che i bambini imparino a gestire presto i propri sì e i propri no.

In questo articolo

Educazione al consenso: cos'è e perché è importante

In Italia, a differenza di gran parte di altri Paesi europei, l'educazione affettiva e sessuale non rientrano tra gli insegnamenti obbligatori nei diversi cicli scolastici. Ai singoli comprensivi è lasciata la possibilità in gran parte dei casi di allacciare collaborazioni con esperti o consultori affinché si parli in classe dell'importanza di saper riconoscere le proprie emozioni e i limiti che nelle relazioni dovrebbero essere rispettati. Il nesso con ciò che riguarda l'educazione al consenso è stretto ne parliamo con Giulia Marchesi, psicologa  sessuologa e Francesca Palazzetti, doula, ideatrici del percorso "L'albero del consenso", un webinar pensato per il pubblico adulto ma che permette di riflettere sull'importanza dell'educazione al consenso sin dalla tenera età.

Vi occupate specificatamente di educazione al consenso nelle vostre attività: cosa significa?

"L'educazione al consenso permette di educare al rispetto e ai confini, non solamente per quanto riguarda i corpi, ma anche per tutto ciò che riguarda emozioni e relazioni - premettono le due esperte -. L'educazione al consenso è un allenamento quotidiano al fine di notare le situazioni che ci circondano e che hanno a che vedere con questo concetto tanto nominato, ma spesso poco compreso validando importanza e fiducia in quel che si prova e, insieme, ascolto e accoglienza verso quel che prova l'altro. Il consenso è in tutte le cose e in tutti i gesti quotidiani, quello che ci manca è l'abitudine a riconoscerlo: è difficile, forse impossibile, educare bambini e bambine al valore di qualcosa che noi in primis facciamo fatica a individuare semplicemente perché siamo cresciute e cresciuti senza che vi si portasse attenzione. Ecco perché abbiamo deciso di concentrare le nostre energie proprio su questo. Se apriamo lo sguardo alle persone adulte, riusciremo ad avere una società diversa nelle future generazioni". 

L’educazione al consenso dovrebbe riguardare i bambini?

"L'educazione al consenso riguarda i bambini e le bambine poiché fornisce loro uno zainetto carico di quegli strumenti necessari - chiariscono Marchesi e Palazzetti -:

  • innanzitutto per notarlo ogni giorno nel quotidiano e
  • poi praticarlo con le persone che incontrano nel percorso della vita.

Quando parliamo di infanzia, parliamo anche di tocchi, prese, spostamenti arbitrari e spesso indesiderati, di corpi ritenuti giocattoli, di alimentazione a volte forzata, di regole imposte e non comprese.

Tutto ciò ha a che fare con il consenso. Dalla nascita in poi, nell'accudimento, ma anche dal medico, in famiglia così come a scuola, per la strada o durante gli allenamenti sportivi, nel cerchio delle amicizie ma anche con le persone estranee, si cresce intrecciando relazioni e inanellando esperienze che lasceranno un imprinting, rappresenteranno dei precedenti, faranno parte del bagaglio di quella persona nel mondo. I bambini e le bambine sono giovani persone che hanno diritto a vedere riconosciute la propria individualità e i propri confini, anche, perché questo sarà il presupposto per poterli riconoscere a loro volta in quelle che li circondano". 

Il valore dei sì e dei no: insegnare il rispetto nelle relazioni. Cosa conta maggiormente?

"Ancor più del valore dei sì, riteniamo sia necessario sottolineare il valore dei no dei bambini, che spesso vengono tradotti come capricci, antipatia e senza collaborazione. È necessario fare un lavoro per considerare quei no l'espressione di un loro sentire, che come tale dovrebbe essere ascoltato, validato e rispettato".

Come si coniuga la necessità di dare delle regole all’educazione al consenso?

"Le regole aiutano a mettere dei confini e, quindi, anche a proteggere; scandiscono il ritmo delle giornate e della convivenza tra tutti, aiutano a interiorizzare comportamenti e preparano alle autonomie - chiariscono le referenti del progetto 'L'albero del consenso' -. Un timore ricorrente nelle persone che partecipano ai nostri webinar riguarda proprio come conciliare il rispetto del consenso di bambini e bambine senza derogare alle regole del quotidiano, ossia a tutte quelle situazioni in cui si devono necessariamente fare delle cose, anche quando non se ne ha proprio voglia. Partiamo dal presupposto che le regole devono essere semplici, riconoscibili, coerenti e condivise, valere per tutti e non essere calate dall'alto senza motivo. Ecco che già si aprono diverse possibilità sui modi di metterle in pratica, sull'osservarle insieme, sull'occasione di condividere i perché della poca voglia e la costruzione di strategie possibili.

Se le regole sono coerenti e condivise, il bisogno di rispettarle insieme favorirà l'ascolto reciproco e un buon dialogo che terrà conto delle esigenze, preferenze, modalità di ciascuno per trovare soluzioni che ne semplifichino il rispetto senza arrivare ad agire forzature". 

L'esempio degli adulti in famiglia e fuori quanto incide?

"L'esempio delle persone adulte, di riferimento e non, può essere estremamente importante per i più piccoli e le più piccole - rispondono le esperte -: se queste per prime agiscono il consenso come pratica quotidiana e con tutte le persone, sarà più facile comprendere. I bambini e le bambine ci osservano e da quel che osservano imparano: se le persone adulte sono abituate a interessarsi a ciò che loro sentono e provano e tenerlo in considerazione forniranno un esempio dopo l'altro dando la possibilità di alzare lo standard di attenzione al consenso ai più piccoli".

Educazione al consenso come materia scolastica, sarebbe utile?

Come tutto ciò che rientra all'interno dell'educazione sessuale, anche il consenso dovrebbe essere un tema affrontato all'interno delle scuole, e ancor prima, ci sentiamo di dire, entrare come materia nei percorsi formativi di tutte quelle figure che hanno a che fare con le relazioni tra persone, come appunto insegnanti e docenti, ma anche sanitari e difesa. Parlare di consenso significa parlare di emozioni, di relazioni tra persone, di rispetto dei confini e dei corpi. Ma soprattutto educare al consenso è un importantissimo strumento di prevenzione verso abusi, molestie e violenze, non solo in protezione, dall'essere subìti, ma anche in potenza dall'essere agiti".

Le intervistate

Le intervistate sono Giulia Marchesi, psicologa, sessuologa e Francesca Palazzetti, doula. Sui social sono attive con SexeducationMammafrau)

Crea la tua lista nascita

lasciandoti ispirare dalle nostre proposte o compila la tua lista fai da te

crea adesso

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli