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Fingere di giocare e l'importanza per i bambini

di Lorenza Laudi - 02.01.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Fingere di giocare promuove lo sviluppo delle competenze socio-emotive nei bambini di cinque e sei anni.

Essere socialmente ed emotivamente competenti fin dalla più tenera età può aiutare i bambini a farsi accettare dai coetanei, a costruire migliori rapporti con gli insegnanti e a facilitare l'apprendimento accademico. Il gioco simbolico (in pratica, fingere di giocare) è uno strumento pedagogico che può essere utilizzato per stimolare le competenze socio-emotive di un bambino. Un gruppo di ricerca dell'Università di Ginevra (UNIGE), dell'Università di formazione degli insegnanti del Vallese (HEP/Valais), dell'Università di formazione degli insegnanti del Vaud (HEP/Vaud) e dell'Università Vita-Salute San Raffaele in Italia ha introdotto in alcune classi di bimbi di cinque o sei anni, attività basate su questo approccio. Lo studio con le valutazione degli effetti del programma, pubblicato sulla rivista British Journal of Psychology, mostra che gli alunni che hanno seguito il programma di studi hanno aumentato le loro capacità di riconoscimento emotivo e arricchito il lessico emotivo rispetto a un gruppo di controllo. L'uso del gioco simbolico come strumento didattico permette ai bambini di acquisire capacità emotive, con un potenziale effetto positivo sul loro comportamento prosociale e, a lungo termine, sul successo accademico.

Quando i bambini iniziano la scuola, gli alunni con la capacità di comprendere le proprie emozioni e quelle degli altri hanno maggiori probabilità di riuscire a regolarle e di adattare il proprio comportamento. Di conseguenza, si pensa che questi giovani alunni avranno meno problemi comportamentali e saranno più inclini a gestire i rapporti interpersonali in modo prosociale. "Queste competenze sociali ed emotive favoriscono l'accettazione da parte dei compagni di classe e permettono loro di costruire relazioni migliori con i loro insegnanti", spiega Sylvie Richard, dottoranda di ricerca in psicologia dello sviluppo presso la Facoltà di Psicologia e Scienze dell'Educazione dell'UNIGE, e docente presso la HEP / VS. "La ricerca ha dimostrato che queste competenze facilitano anche la capacità di concentrarsi sull'apprendimento e i risultati accademici negli anni successivi sono migliori".

Migliorare l'apprendimento

Potenziali "piste per l'apprendimento" esistono, come sostiene Édouard Gentaz, professore ordinario della Facoltà di Psicologia e Scienze dell'Educazione dell'UNIGE. "Sappiamo già che il gioco simbolico promuove la comprensione e la regolazione delle emozioni insieme al comportamento prosociale nei bambini in età prescolare. Ma attualmente ci sono pochissimi studi quantitativi basati su misure oggettive che incorporano sistematicamente il gioco simbolico e il suo sviluppo". Per questo motivo il team di ricerca del professor Gentaz ha realizzato uno studio per valutare gli effetti dell'attuazione di un programma di studi basato sul gioco di finzione in cinque classi del secondo anno di HarmoS (concordato intercantonale sull'armonizzazione scolastica), nel cantone svizzero del Vallese.

Imparare attraverso il gioco

Fingere di giocare dà ai bambini la possibilità di usare la propria immaginazione, in particolare attraverso agli scenari che inventano e ai ruoli che interpretano. "Per esempio, possono fingere di essere un mago o una strega che sta preparando una pozione magica che manderà a dormire un pericoloso drago. Il bambino crea le regole da solo, le adatta allo scenario e fa appello all'immaginazione", spiega Sylvie Richard. Per questo studio, la ricercatrice e i suoi colleghi hanno realizzato un curriculum strutturato per sfruttare questo approccio attraverso sessioni di gioco simbolico insieme a fasi di insegnamento/apprendimento più sistematiche.

Cinque insegnanti hanno tenuto 11 sessioni di circa 60 minuti, una volta alla settimana. Gli insegnanti hanno sostenuto il gioco in termini di:

  • scenario,
  • ruoli,
  • linguaggio,
  • utilizzo simbolico degli oggetti di scena
  • e tempo di gioco.

Hanno dato agli alunni delle sfide da intraprendere, come giocare a fingere di scoppiare di gioia, risolvere un problema interpersonale e così via. Per fare questo, gli insegnanti hanno ricevuto circa 20 ore di formazione sulle competenze socio-emotive e sul gioco simbolico. Anche un'équipe di insegnanti di controllo e di alunni ha fatto parte dello studio, in modo che i ricercatori potessero confrontare i progressi degli alunni delle cinque classi e verificare gli effettivi (o non effettivi) miglioramenti. "È stato importante che anche il gruppo di controllo abbia fatto il gioco di finzione, anche se non necessariamente focalizzato su scenari legati alle competenze socio-emozionali", osserva Sylvie Richard.

Un migliore riconoscimento delle emozioni

Alla ricerca hanno partecipato 79 bambini, i cui risultati hanno mostrato un miglioramento nel riconoscimento delle emozioni, in particolare della rabbia. I bambini hanno anche migliorato il proprio vocabolario emotivo. "I risultati suggeriscono, da un lato, che è essenziale progettare un sistema di insegnamento che prenda in considerazione le competenze socio-emozionali e il gioco simbolico. Dall'altro lato, lo studio dimostra che l'utilizzo di questo tipo di gioco come strumento di insegnamento aiuta i bambini a sperimentare e ad appropriarsi di queste competenze", conclude il professor Gentaz. Visto il successo ottenuto, lo studio sta proseguendo con un programma di studi più ampio. Sempre nel Canton Vallese.

Aggiornato il 03.01.2021

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