Home Bambino Psicologia

Fobia scolare: come riconoscere e affrontare questo disturbo del comportamento

di Nostrofiglio Redazione - 20.12.2022 - Scrivici

fobia-scolare
Fonte: Shutterstock
Il rifiuto ansioso della scuola, la "fobia scolare" è un disturbo del comportamento da non sottovalutare. Vediamo come riconoscerlo e affrontarlo.

In questo articolo

Fobia scolare: come riconoscere e affrontare questo disturbo del comportamento

Durante la crescita possono esserci dei periodi di maggiore criticità, soprattutto per quanto riguarda il tema delle paure. Ce ne sono di innate e di quelle che compaiono man mano che si procede con lo sviluppo. Nel cominciare il percorso scolastico può succedere che ad un certo punto il bambino possa sentirsi inadeguato davanti a nuove situazioni cominciando a provare ansia e disagio. Pensiamo alle prime verifche e interrogazioni, alla scelta della scuola, al gruppo classe. Questo è normale, fa parte della crescita e affrontare questi momenti serve proprio a diventare grandi. Ma non sempre si riescono a gestire facilmente queste ansie e queste paure.  Nei bambini e nei ragazzi tra i 5 e i 14 anni, nel 5% dei casi può insorgere una vera e propria fobia scolare. Vediamo di cosa si tratta. 

Fobia scolare: cos'è

La fobia scolare o scolastica, detta anche rifiuto ansioso della scuola, è un disturbo del comportamento in cui il livello di ansia è incontrollato ed è tale da non voler andare a scuola o non riuscire a stare a scuola per una giornata intera. Questo compromette quindi la regolare frequenza scolastica. Questo disturbo potrebbe manifestarsi durante alcune fasi dello sviluppo evolutivo, per esempio il cambio ciclo e può insorgere gradualmente oppure all'improvviso, magari con l'inizio della scuola, oppure dopo un periodo di vacanza, in seguito ad un trasloco oppure altri eventi stressanti.

Questo comportamento potrebbe manifestarsi in modo continuativo da due settimane a 1 anno o più.

Come riconoscere la fobia scolare: i sintomi

I bambini che soffrono di fobia scolare, rifiutano di andare a scuola perchè hanno un'ansia tale da non riuscire a gestirla, pensando ad esempio di non riuscire a sostenere un'interrogazione, di essere giudicati da compagni e professori, che possa accadere qualcosa ai genitori, che abbia timore di qualche studente. 

Può capitare quindi che alcuni bambini siano pronti per andare a scuola, o con la solita routine o con ritmi più rallentati sin dal risveglio per poi cominciare a lamentare sintomi fisici quando è il momento di uscire di casa.

Potrebbero anche arrivare a scuola ma l'ansia potrebbe portarli a recarsi in infermeria. Alcuni sintomi fisici possono essere:

  • il mal di testa,
  • il mal di stomaco,
  • la nausea o la diarrea,
  • le vertigini,
  • i tremori,
  • le palpitazioni,
  • i dolori agli arti,
  • i dolori addominali. 

Ma possono manifestarsi anche:

Come affrontare la fobia scolare

Nella vita di genitori e figli la scuola occupa un posto centrale. Ad essa affidiamo i nostri figli riponendovi grandi aspettative. Ma oltre alle aspettative, la vita scolastica si accompagna di ansie e timori, per i ragazzi che spesso si sentono inadeguati e per i genitori che faticano ad accettare gli insuccessi dei figli. Ma i ragazzi vanno accompagnati e sostenuti, lasciando spazio all'emergere delle loro emozioni, incoraggiando le loro passioni insegnandogli ad accettare le sconfitte per comprendere i propri errori.

Mantenere il più possibile le basi per un dialogo e una comunicazione aperta e spontanea, senza pressioni e insistenze è importante per fronteggiare lo sviluppo dei figli. Nell'ambito scolastico, e in questo caso specifico, quello della fobia scolare, è utile creare una giusta rete di comunicazione tra insegnanti e famiglie per poter collaborare e incoraggiare i bambini e i ragazzi ad affrontare le situazioni più difficili e frustranti.

Questo disturbo del comportamento può mettere a dura prova un genitore che potrebbe provare strade alternative alle metodologie di intervento, dall'assecondare il proprio figlio ad assumere un attaggiamento impositivo.

L'aspetto fondamentale come già detto è il dialogo. Porsi in un atteggiamento di empatia e capire cosa sta succedendo, senza sminuire e sottovalutare la situazione e senza farlo sentire in colpa è il primo passo da fare. Dall'ascolto alla comprensione. Comprendere il suo disagio, le sue preoccupazioni è importante per evitare che non abbia più fiducia in se stesso, che abbia un rallentamento nel processo di crescita e autonomia.

E' importante  che il bambino o il ragazzo non si senta solo, quindi creare una rete di supporto sia con la scuola coinvolgendo gli insegnanti che devono essere messi al corrente del problema affinché favoriscano la creazione di un ambiente scolastico accogliente, sia mediante un percorso di terapia, che possa coinvolgere il ragazzo e sostenere la famiglia.

Fonti:

www.psiche.sant'agostino.it

www.savethechildren.it

www.adaa.org

www.apc.it

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli