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Genitori, consigli pratici per evitare di trasformarsi in "controllori"

di Sara De Giorgi - 04.11.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Perché l'ideale del "bravo bambino" è praticamente un mito? Lo spiega Marta Versiglia, pedagogista e insegnante, autrice del libro Lasciami crescere! Capire la natura dei nostri bambini ed educarli con i principi Montessor i (Bur Rizzoli Parenting), nel quale si propone di riconciliare genitori e figli spiegando perché è naturale che i bambini "rompano" e offrendo consigli per aiutare i genitori a non diventare veri e propri "controllori".

I bambini fanno i capricci, litigano, disturbano, si muovo continuamente. E lo fanno perché, appunto, sono bambini e non potrebbero fare altrimenti, nonostante i vari sforzi degli specialisti per trovare ricette miracolose per farli stare buoni e calmi.

L'ideale del "bravo bambino" è praticamente un mito e per tentare di raggiungerlo si paga un prezzo alto, facendo diventare i bambini frustrati e i genitori esasperati. 

Marta Versiglia, pedagogista e insegnante, nel libro Lasciami crescere! Capire la natura dei nostri bambini ed educarli con i principi Montessori (Bur Rizzoli Parenting), nelle librerie dal 17 novembre, si propone di riconciliare genitori e figli spiegando perché è naturale che i bambini "rompano" e offrendo consigli pratici per accompagnarli senza reprimerli attraverso il gioco e la sperimentazione. Abbiamo intervistato Marta Versiglia, chiedendole di raccontarci di più sul libro e qualche valido consiglio per i genitori. 

Ascolta il podcast con la risposta di Marta Versiglia su come crescere bimbi felici

In questo articolo

"Lasciami crescere"

Marta Versiglia ha raccontato che l'idea del libro è nata dalla sua esperienza di insegnante e pedagogista.

"Insegno da molto tempo e ho sempre avuto a che fare con i bambini. Ora porto avanti anche un servizio di consulenza pedagogica per bambini nell'ambito del "Centro PsicoPedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti" (CPP). Vedo tanti bambini e tanti genitori.

Questo libro nasce dal mio desiderio di dare ai grandi la possibilità di comprendere meglio i piccoli. I bambini hanno infatti un mondo completamente diverso da quello dei grandi e la mia volontà è quella di far capire agli adulti che i bambini non sono sbagliati, ma che devono imparare facendo e così maturare. Infatti, noi dobbiamo dargli la possibilità di crescere, ma senza bloccarli, lasciando loro la gioia di vivere, la voglia di correre, la loro esplosione vitale. 

I bambini, in questo periodo, sono in difficoltà: hanno una voglia incredibile di muoversi e il divieto di fare sport a causa del nuovo decreto può essere, per esempio, problematico per loro".

Perché l'ideale del "bravo bambino" è un mito?

"Non possiamo racchiudere i bambini in una categoria, sarebbe una cosa assurda. E non possiamo definire un bambino "bravo" perché fa quello che gli chiediamo noi o perché non si muove. C'è il rischio che il piccolo, nei momenti in cui è considerato "cattivo", si comporti in un determinato modo solo perché è bollato come tale.

Tanti bambini si comportano nel modo peggiore possibile proprio perché l'adulto stesso li definisce "cattivi". Noi grandi dobbiamo fare alcuni passi indietro, capendo che non c'è un bambino "bravo", ma c'è il bambino e basta. I bambini sono immaturi per eccellenza e sono diversi dai grandi: non possono fare quello che fanno gli adulti.

Per esempio, è impossibile portare il bambino al supermercato e pretendere che non tocchi nulla. Diamo, invece, al piccolo un carrellino o una piccola borsa dove anche lui può mettere qualcosa: questa può essere un'alternativa a sua misura". 

Come evitare il classico conflitto genitori/figli?

"La cosa più importante è conoscere il loro mondo, sintonizzarsi sul pensiero infantile, completamente diverso da quello adulto. Il pensiero infantile è pratico: i bambini hanno di bisogno di toccare e vivono "qui ed ora". 

Altra cosa fondamentale è non pretendere che il bambino faccia il grande. E' normale ripetere più di una volta al piccolo che deve mettere la giacca se si va al parco: è ovvio che debba essere seguito nelle cose che fa". 

Montessori e la possibilità di crescere i bambini senza reprimerli

"Il principio base montessoriano è "lasciami fare da solo", che vuol dire dare la possibilità al bambino di sperimentare e di fare. Quando offriamo al bambino la possibilità di sperimentare qualcosa, dobbiamo anche creare l'ambiente per lui adatto.

Ad esempio, se lo lasciamo giocare in bagno con l'acqua, possiamo mettere intorno a lui asciugamani o vestirlo con l'impermeabile. Non rimproveriamolo, invece, se si bagna, ma diamogli la possibilità di giocare con l'acqua nel modo giusto. Maria Montessori ha sottolineato l'importanza di creare un ambiente ad hoc per i bambini. 

Altro insegnamento è il famoso "signor errore": i bambini sbagliano, ma non sono "sbagliati", anzi hanno il diritto di fare errori, perché soltanto così apprendono".

Consigli pratici per accompagnare i bambini nella crescita evitando di trasformarsi in "controllori"

Secondo Marta Versiglia, fondamentale, innanzitutto, è che genitori e educatori sospendano il giudizio, evitando di considerare il bambino "sbagliato" perché fa una cosa sbagliata.

Poi, ecco alcuni consigli validi per evitare di trasformarsi in "controllori":

  1. "Urla, punizioni, botte non servono a niente. Questa è una cosa da non dimenticare. Il bambino non si educa con sculacciate o con schiaffi, che non portano da nessuna parte.
  2. Il genitore deve mantenere il ruolo educativo. Non va bene essere come il genitore di una volta, che non abbracciava mai il bambino, ma non va bene neanche che il padre o la madre siano troppo "amici" del figlio, anche perché ciò potrebbe provocare uno sconfinamento dei ruoli. Se avviene questo sconfinamento, il bambino invade completamente il mondo dell'adulto e quest'ultimo, per farsi ascoltare, arriva a urlare. Così può accadere anche che il bambino vada in confusione, diventando "tirannico".
  3. Non bisogna poi accelerare l'infanzia, cioè non bisogna pretendere dai bambini cose che non possono fare. Alcuni genitori trattano i bambini da grandi, pensando che i piccoli capiscano tutto, ma nello stesso tempo - paradossalmente - li considerano per certi aspetti piccoli, non permettendo lo sviluppo delle autonomie (li vestono, li imboccano a lungo, li tengono troppo nel lettone, ecc.). Si tratta di una contraddizione, che non bisogna perpetuare. I bambini devono imparare, ma insieme a noi. Bisogna che i genitori si sintonizzino sul mondo infantile, imparando a conoscerlo (magari facendosi anche aiutare).
  4. Non si può pretendere l'ascolto totale dai bambini. Non è possibile che il piccolo, che ha un cervello di tipo funzionale-pratico, stia ad ascoltare per tanto tempo gli adulti senza nessun tipo di interruzioni. 
  5. Ricordate che il bambino ha bisogno di avere a fianco adulti che lo accompagnino e lo sostengano, occupandosi di lui senza soffocarlo. Fondamentale è dunque offrire al bambino delle alternative, senza rimproverarlo a priori. 

Nel libro è possibile trovare giochi e attività che hanno come obiettivo la crescita dei bambini insieme agli adulti".

Aggiornato il 13.11.2020

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