Home Bambino Psicologia

Giochi per favorire il neurosviluppo del bambino

di Rosy Maderloni - 04.07.2023 - Scrivici

giochi-per-stimolare-il-neurosviluppo-del-bambino
Fonte: Shutterstock
Come stimolare le competenze nei primi anni di vita dei nostri figli? Ecco alcuni giochi per favorire il neurosviluppo del bambino.

In questo articolo

Giochi per favorire il neurosviluppo del bambino

Mai disturbare un bambino che gioca, sta costruendo l'adulto che diverrà. La sintesi è estrema ma è una grande verità perché (anche) attraverso il gioco dell'infanzia si acquisiscono le competenze e la sicurezza nelle proprie possibilità su cui l'individuo percorrerà la straordinaria e unica esperienza di crescere. C'è però gioco e gioco e le attività, in base all'età, agli interessi alle abilità: non tutto ciò che intrattiene fa parte di quei giochi per favorire il neurosviluppo del bambino. Come orientarsi come genitori nel proporre ai propri figli da zero a 3 anni attività che stimolino la mente? Ne parliamo con Chiara Dallatomasina ed Elisa Riboni, psicologhe e neuropsicologhe, autrici del libro "Giochiamo a scoprire il mondo. Accendi lo sviluppo del tuo bambino con l'aiuto delle neuroscienze", nelle librerie per Rizzoli (2023).

Cos'è il neurosviluppo del bambino?

Con il termine neurosviluppo ci si riferisce a tutti quei processi che contribuiscono allo sviluppo del cervello e del sistema nervoso in generale, che inizia in epoca pre-natale e continuano nell'arco dell'infanzia fino alla prima età adulta. Si tratta quindi di un percorso che necessita di tempo e dipende da una continua interazione tra fattori genetici e ambientali. In questo affascinante cammino i nostri bambini raggiungono traguardi e scoprono il mondo che li circonda con uno zainetto pieno di competenze che man mano accumulano anche grazie all'esperienza e agli stimoli che incontrano sulla loro strada. Quando parliamo di competenze ci riferiamo quindi ad abilità che riguardano sia il funzionamento cognitivo e le competenze del bambino, ma anche tutto ciò che concerne l'aspetto relazionale e la gestione emotiva poiché le abilità di ragionamento e l'emotività sono entrambi espressione del funzionamento del cervello.

In che modo il gioco può favorire l'acquisizione di competenze nella crescita del bambino?

Da sempre il gioco è "il lavoro" del bambino, definito tale perché, per quanto possa sembrare semplice a un adulto, gli richiede la messa in atto di una serie di abilità e competenze che non ha ancora appreso, ma anzi sta consolidando.

Sappiamo che l'apprendimento dei bambini avviene attraverso prove ed errori ed è proprio attraverso il gioco che il bambino può ripetere più volte un'azione al fine di raggiungere l'obiettivo e rendere quindi automatico un comportamento, apprendendolo. I diversi tentativi e l'essere riusciti a fare ciò che desiderava genera un'emotività positiva, un grande sentimento di autoefficacia. E a oggi sappiamo quanto l'attivazione emotiva associata all'apprendimento sia centrale, proprio perché come detto sopra sono due facce della stessa medaglia. Quando un bambino apprende qualcosa, quell'esperienza è associata all'emozione che sta vivendo. Ecco come il gioco, un'esperienza divertente che genera emozione di gioia, può essere una grande spinta ad apprendere poiché attraverso il divertimento provato - e quindi l'emozione esperita - il bambino è portato a ricercare costantemente l'attività. Pur conservando la sua natura ludica, il gioco può essere un trampolino importante per l'apprendimento. E se noi adulti, in qualità di genitori ma anche educatori, nonni, insegnanti, riusciremo a proporre esperienze di gioco ritagliate a misura del nostro bambino, ovvero secondo i suoi interessi ma anche seguendo le abilità che stanno naturalmente emergendo a seconda della sua età, creeremo esperienze di gioco consapevoli dove le competenze apprese e l'emotività che ne scaturisce faranno leva l'una sull'altra a favore dello sviluppo del bambino.

Che giochi proporre ai bambini per stimolare il neurosviluppo?

Le autrici hanno individuato 4 fasi della crescita in cui poter proporre attività mirate in base alle caratteristiche specifiche del quel periodo della vita del bambino. Nel loro libro a ciascuna di queste fasi è dedicato un approfondimento. Scopriamole qui di seguito:

"Prima di dare indicazioni ci teniamo a dire che nello sviluppo non esistono ricette precostituite, istruzioni pronte all'uso per genitori e figli perfetti. Il primo consiglio che ci sentiamo di dare è: fermatevi, osservate i vostri bambini, datevi il tempo di conoscervi a vicenda.

In questo modo, insieme alle informazioni utili sulle loro tappe di sviluppo, potrete essere in grado di proporre il gioco e l'attività più utile per loro, per voi e per quel momento di vita.

  • Esordiente (fino a 6 mesi). Il primo stimolo per i nostri bambini siamo noi. Cerchiamo il loro sguardo e accompagniamo le nostre azioni con la nostra voce. A partire dai 3 mesi circa, quando l'interesse e l'interazione per gli oggetti aumenta, possiamo proporre i primi giochi leggeri e colorati che potranno essere osservati ma anche portati alla bocca. Se all'inizio saremo noi a metterli direttamente tra le loro mani successivamente i bambini si allungheranno per afferrarli in autonomia. I libri non hanno età e potremo quindi già proporli al nostro Esordiente: inizialmente saranno ascoltatori della nostra lettura (fin da quando son dentro al pancione, perché no!), osserveranno le immagini ad alto contrasto (bianco e nero) e poi saranno sempre più attivi nell'interazione con i primi libretti tattili e sensoriali attraverso la manipolazione. Ricordiamoci poi che il tempo trascorso a pancia in giù (Tummy Time), importante per lo sviluppo, può essere proposto fin da subito sul petto di mamma e papà e successivamente su una superficie né troppo dura né troppo morbida.
  • Manipolatore (6 - 12 mesi). Il nostro Manipolatore cresce e con lui le sue capacità d'interazione con gli oggetti che osserva e manipola con sempre più precisione. In questo periodo permettiamogli di trascorrere il tempo al tappeto senza imporre necessariamente la posizione seduta prima che lui la raggiunga in autonomia e di muoversi in libertà (e in sicurezza) man mano che cresce. I giochi musicali (come, per esempio, le maracas) sono una bella opportunità di sperimentazione del nesso causa-effetto (io muovo e sento un suono) e di stimolazione multisensoriale. I primi giochi a incastro possono essere proposti attorno ai 10-12 mesi iniziando con le forme più semplici come il cerchio e anche i primi cubi da costruzione saranno una bella attività da proporre (inizialmente saranno messi e tolti da un contenitore e successivamente il gioco evolverà). Man mano che l'attenzione cresce e la tentazione di portare tutto alla bocca si riduce possiamo scegliere libri cartonati e interattivi che diventeranno una bellissima occasione di sostenere lo sviluppo del linguaggio riprendendo e imitando, per esempio, i suoni e le azioni che i nostri bimbi mettono in atto e denominando ciò che guardiamo insieme.
  • Sperimentatore (12 - 24 mesi): Lo Sperimentatore diventa sempre più abile nel movimento autonomo e diventa dunque un buon momento per proporre semplici percorsi, con piccoli ostacoli da superare e successivamente elementi su cui arrampicarsi. Usare un piccolo tavolino, per creare uno spazio dedicato alle attività manuali, può aiutare a mobilitare sempre più anche le risorse attentive. Possiamo proporre attività che richiedono l'azione d'infilare e rispolverare i cubi da costruzione che ora inizieranno ad essere usati per costruire (e distruggere) torri, prima di due elementi e poi sempre più. Dai due anni circa possiamo iniziare a fare i primi puzzle (iniziando con quelli a due pezzi). Nella scelta dei libri lasciamo che le parole diano spazio alle prime semplici frasi e che raccontino le routine quotidiane.
  • Ideatore (24 - 36 mesi): Pinze, pasta modellabile, forbici a misura di bambino, pastelli, materiali di diversa natura possono coinvolgere, intorno ai 3 anni, la motricità fine delle mani e la flessibilità dando il benvenuto alle prime forme di disegno. L'autonomia che il nostro Ideatore raggiunge sempre di più ha bisogno del nostro sostegno e possiamo fornirlo lasciando alla sua portata vestiti e scarpe e rendendo accessibile tutto ciò che gli serve per le routine quotidiane di igiene (con un nostro aiuto e controllo finale). Coinvolgiamoli in cucina, per esempio, pulendo le verdure o staccando le foglie dell'insalata. I libri proposti diventano sempre più ricchi di narrazioni e di storie più articolate aumentando sempre più i tempi attentivi. E' il momento di proporre i primi giochi da tavolo, grande occasione per sperimentare il rispetto dei turni, la sensazione di vittoria e sconfitta e tante altre funzioni cognitive. Il gioco simbolico prende sempre più spazio e può dunque essere utile lasciare a disposizione oggetti d'uso comune, stoffe per i travestimenti, pupazzi e bambole che prederanno vita nella mente dei nostri bambini.

Le intervistate

Le autrici del libro "Giochiamo a scoprire il mondo. Accendi lo sviluppo del tuo bambino con l'aiuto delle neuroscienze", nelle librerie per Rizzoli (2023) sono Chiara Dallatomasina, psicologa e neuropsicologa e d Elisa Riboni, psicologa, neuropsicologa e psicoterapeuta. Attive sui social con il profilo BeBicon.

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli