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Il bambino si tocca in continuazione proprio lì, è normale?

di Sara De Giorgi - 06.08.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il bambino si tocca in continuazione proprio lì. È fisiologico oppure c'è un problema? Come comportarsi? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Eva Verderone, antropologa, esperta in educazione sessuale e all'affettività.

In questo articolo

Il bambino ha iniziato a toccarsi i genitali, ripetutamente e a volte anche in pubblico. Questo comportamento può spiazzare e imbarazzare i genitori. Come agire? 
 
Innanzitutto è importante capire che in età infantile e prescolare toccarsi i genitali è essenziale al corretto sviluppo evolutivo del bimbo o della bimba e non va associato a imbarazzo o senso di colpa. 
 
Abbiamo chiesto maggiori informazioni alla dottoressa Eva Verderone, antropologa, esperta in educazione sessuale e all'affettività. Secondo la dottoressa Verderone, con le giuste indicazioni e strategie è possibile trasmettere al bambino l'importanza di un'affettività equilibrata e, per quanto riguarda l'educazione sessuale, comunicare il valore del pudore, essenziale anche nelle relazioni future dei nostri figli.

Perché il bambino in età infantile e/o prescolare si tocca ripetutamente i genitali?

La dottoressa ha spiegato che nella fase evolutiva che va dai 2 anni fino ai 6 nella mente di ogni bambino si inizia a formare l'immagine del proprio corpo: si tratta di un'immagine inconscia che è strettamente legata al suo vissuto, alle sue figure di riferimento e alle fasi della crescita.

«È un periodo importante in cui si determina la formazione della personalità e del rapporto che si stabilisce con l'altro. È del tutto fisiologico e normale che in questo periodo della vita il bambino si tocchi anche ripetutamente i genitali, perché farlo implica per lui o per lei la scoperta della differenziazione sessuale e quindi la consapevolezza identitaria di essere un maschio o una femmina.

Ma non solo, questo gesto è importante perché prelude sì alla masturbazione futura, ma non ha nulla dei significati che le si attribuiscono in adolescenza o in età adulta. Infatti, quando il bambino in età prescolare si tocca, di solito lo fa per esplorarsi e per consolarsi quando è frustrato, arrabbiato o annoiato».

Cosa fare se e quando lo fa a casa?

«Da parte di ogni genitore dovrebbe esserci sempre, come prima cosa, un'osservazione attenta e non giudicante. Se il proprio figlio si tocca, si struscia sul peluche o anche a contatto con mamma o papà, bisogna tenere a mente che i significati che un adulto attribuisce al gesto sono carichi di imbarazzo e, a volte, anche di senso di colpa, in quanto la masturbazione adulta porta con sé tanti aspetti culturali che provengono dalla nostra storia.
 
Nel susseguirsi dei secoli infatti, la masturbazione è stata vietata, condannata moralmente e persino associata al senso di colpa. Tutto ciò fa parte inevitabilmente del nostro vissuto inconscio quando c'è di mezzo il piacere.
 
Un bambino in età prescolare non attribuisce i significati culturali della sessualità al suo corpo e dunque un genitore può trasformare il suo disagio in uno strumento educativo: mai sgridare il bambino, mai punirlo, mai trasmettergli imbarazzo, mai fissare questo momento alla colpa o alla vergogna, ma lasciarlo semplicemente fare. Ricordiamoci che la malizia fa parte del mondo adulto!».
 

Come comportarsi se lo fa in pubblico?

«Certamente quando il bimbo si tocca in pubblico per il genitore imbarazzo e disagio possono diventare davvero ingestibili, è comprensibile. Se il bambino è molto piccolo, ha per esempio 2 anni, è utile distoglierlo catturando la sua attenzione, ricordando che se si tocca probabilmente è annoiato o cerca consolazione emotiva. 
 
Dai 3/4 anni il bambino inizia a crearsi il suo senso del pudore, quindi gli si può dire, con parole amorevoli e gentili, che toccarsi i genitali è bello, è giusto, ma occorre farlo in privato, perché ci sono zone del nostro corpo talmente preziose che sono nostre e non vanno esposte a chiunque.
 
Probabilmente sarà compito del genitore ripeterlo più e più volte, ma, se sarà fatto nel rispetto delle sue esigenze evolutive, il bambino certamente imparerà non solo a non toccarsi più in pubblico, ma acquisirà anche il valore del senso del pudore, utile per le sue relazioni future».

Cosa dire alle persone se lo fa in pubblico?

«Questa è davvero una scelta personale di ogni genitore, anche perché dipende molto da chi si ha di fronte. Se si tratta di un familiare con il quale si ha confidenza (i nonni, una zia) gli si può tranquillamente spiegare in che fase evolutiva è il proprio figlio, dando utili suggerimenti se per caso il bimbo si trovasse a toccarsi quando magari sarà in compagnia di questo familiare.
 
Se si tratta invece di sconosciuti, il genitore può optare per non dare spiegazioni, tutelando così il proprio bambino e mettendolo al riparo da eventuali giudizi e imbarazzi. Ricordiamoci sempre che la malizia non fa parte del mondo dei bambini e una persona adulta che non conosciamo, qualora si dovesse infastidire per il comportamento di nostro figlio, è tenuta a risolversi il suo stato d'animo da sola, senza trasmettere il suo disagio al bambino.
 
Se il genitore opta per parlare, la cosa importante è farlo sempre lontano dal bambino, perché i nostri figli, quando ascoltano i discorsi che li riguardano in prima persona, non hanno le capacità emotive e razionali per comprendere e discernere significati, quindi potrebbero uscirne confusi o scossi».  

Quando invece bisogna preoccuparsi?

«Un caso in cui un genitore può impegnarsi ancor maggiormente nell'osservazione di suo figlio è quando il bambino si tocca durante l'arco di tutta la giornata, oppure quando, verso i 6 anni, lo fa a scuola, perché questo è indice di stress o preoccupazione del bambino.

Prima di preoccuparsi dunque è utile cercare di capire qual è la fonte dello stress del bambino», chiarisce la dottoressa.

Come agire se questo comportamento sembra il suo chiodo fisso?

«Se un genitore nota che suo figlio si tocca "troppo", prima di tutto può domandarsi quale sia la legge morale che è metro di giudizio per questo "troppo". Troppo rispetto a cosa? 
 
Se per esempio però il genitore nota che suo figlio si tocca spesso davanti alla tv, è il momento di chiedersi: c'è forse c'è poca connessione con gli altri? Forse si annoia?
 
Proviamo allora a nutrire il bambino di piaceri che non arrivino unicamente dal suo corpo: distogliamolo con un gioco da fare insieme, oppure apriamolo al gruppo dei pari portandolo al parco. I bambini già a 2 anni sono pronti per la socializzazione che è fondamentale per una sana crescita. 
 
Se invece notiamo che ha bisogno di coccole, abbracciamolo e proponiamogli qualcosa da fare insieme. Una qualsiasi attività che porti connessione autentica è di solito la chiave migliore per distoglierlo. Teniamo però sempre a mente che, probabilmente, il nostro desiderio di distoglierlo nasce da un nostro giudizio morale inconscio». 

E se inizia già a 1-2 anni?

«È del tutto normale che un bimbo inizi a toccarsi i genitali a questa età. Magari lo fa appena gli si toglie il pannolino per cambiarlo, oppure quando è in braccio a mamma o papà "si struscia" un po' proprio lì, o magari con un pupazzo. Usiamo sempre parole e gesti gentili, senza fissare il comportamento come se fosse sbagliato. È fisiologico e sano!».

Cosa fare se continua anche dopo i 7-8 anni?

«È altrettanto normale che un bambino continui a toccarsi i genitali per tutta la sua crescita, anche oltre gli 8 anni... in pubertà e adolescenza la masturbazione acquista significati ancora diversi ma altrettanto fisiologici per lo sviluppo evolutivo. La cosa importante è che a 7/8 anni abbia già imparato a farlo in privato. 
 
Qualora in questa fascia di età un bambino esponesse il gesto davanti agli altri e se il genitore notasse che suo figlio mima una masturbazione adulta o fa altri gesti esplicitamente non consoni alla sua fase evolutiva, sarebbe utile comprendere se il bambino è stato esposto a contenuti pornografici o è entrato in contatto con situazioni abusanti», conclude la dottoressa Verderone.

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