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La scatola magica: un metodo per migliorare le relazioni con i bambini

di Giulia Foschi - 22.11.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La scatola magica è uno strumento per invitare i bambini ad esplorare le emozioni e le situazioni che la vita può presentare, attivando un pensiero critico

La scatola magica: un metodo per migliorare le relazioni con i bambini

La scatola magica offre al bambino la possibilità di immergersi nel suo mondo interiore, di osservare l'altro e di entrare in relazione con le proprie emozioni, anche quelle negative. Un oggetto che l'educatore, lo psicologo ma anche il genitore, possono facilmente imparare ad usare a modo proprio, dando il via a un nuovo processo di relazione con i piccoli, affrontando qualsiasi argomento e incentivandone la capacità di espressione. Giovanna Parimbelli, psicologa, educatrice e coordinatrice dell'asilo nido La Stellina, lo utilizza dal 2005 come strumento quotidiano di lavoro. Nel libro "La scatola magica", edito da La Meridiana, ne spiega il significato e l'utilizzo.

In questo articolo

La scatola magica: che cosa è

Che cos'è la scatola magica?

"Si tratta di uno strumento validissimo per diverse figure educative. La scatola magica, per come la intendo e la utilizzo io, non è uno strumento di intrattenimento o di animazione, bensì un veicolo di relazione, un attivatore del pensiero critico e un facilitatore di relazioni. In concreto, è una semplice scatola. Qualsiasi scatola può diventare magica. La mia è di legno, così non si vede il contenuto: dentro ci sono tantissimi oggetti che in parte ho raccolto durante i miei viaggi, nei mercatini, ci sono i giocattoli dei miei figli e oggetti che mi hanno regalato amici e conoscenti".

Cosa ci si deve mettere dentro

Che cosa ci si deve mettere dentro, anche in base all'età dei bambini?

"Qualsiasi cosa. Non c'è un elenco di oggetti o una tipologia di oggetti più adatta di altre. La composizione della scatola magica deve partire dalla narrazione che si desidera attivare e, quando necessario, dagli argomenti che si vogliono affrontare, come spiegherò parlando del suo utilizzo. In generale, io scelgo oggetti con i quali i bambini possono entrare in confidenza. Pupazzi, marionette, animaletti, cuccioli, magari con qualche particolarità dalla quale partire per esplorare argomenti anche complessi come l'integrazione, la separazione, la diversità, la disabilità. Il concetto è che ogni cosa può essere accettata".

Come si usa la scatola magica

Come si usa la scatola magica?

"Io la uso in diversi contesti: va adattata a seconda dello scopo e anche di chi la utilizza. Normalmente, estraggo un oggetto e inizio a raccontare una storia. Ad esempio, durante la quarantena ho utilizzato un piccolo cagnolino chiuso nella sua cuccia: poteva solo affacciarsi sull'uscio, oppure fare un giretto all'esterno a seconda dell'andamento epidemico. Nei mesi di lockdown ho scelto di essere quotidianamente online utilizzando la scatola magica per parlare di molti temi complessi e faticosi che stavamo vivendo chiusi nelle nostre case, ed il rimando è stato molto positivo. Nella scatola magica ad esempio ho una marionetta di un adulto con due cuccioli per aiutare un bambino ad affrontare la separazione dei genitori: i piccoli vivono a casa del papà e della mamma, che si trovano in case separate, ma il loro amore per i figli rimane sempre. Ancora, un topolino con un orecchio danneggiato mi permette di parlare della lingua dei segni, una marionetta triste mi aiuta a toccare l'argomento delle emozioni, non solo quelle positive, e ancora un mostro mi serve per legittimare la paura".

Un aiuto per affrontare situazioni dolorose

In che modo la scatola magica può aiutare ad affrontare situazioni dolorose?

"La scatola magica offre sensazioni positive, piacevoli, stupore e scoperta anche parlando di situazioni faticose e dolorose: la speranza è che il bambino trovi dei rispecchiamenti emotivi negli oggetti narrati. Questo dispositivo pedagogico permette agli adulti di parlare anche del lutto o della malattia, perché i bambini hanno bisogno di chiarezza e autenticità ma le cose vanno spiegate in modo che possano comprenderle. Così ad esempio per toccare queste tematiche si possono utilizzare un oggetto che si deteriorano un po' per volta e spiegare che, tra un po' non ci saranno più. I bambini empatizzano con quel dolore, che diventa pensabile e reale, ma al tempo stesso sperimentano che un oggetto estratto dopo riporta serenità e stupore: il dolore c'è, ma poi si trova anche il modo di farlo passare".

Scatola magica e approccio psicologico

Come si utilizza, invece, in ambito psicologico?

"Quando uso la scatola in qualità di psicologa e psicoterapeuta in formazione cerco di orientare il dialogo verso i temi che è necessario affrontare, stimolando il bambino a inventare una storia, a far partire una narrazione in base all'oggetto estratto. Non ci sono limiti di età, è come leggere un libro che ogni giorno permette infinite narrazioni. Con i bambini molto piccoli funziona anche come momento di stupore, di calma e di condivisione. Con i ragazzi permette di affrontare argomenti scomodi e di superare gli stereotipi in un contesto sicuro".

Ecco alcuni esempi pratici di "narrazioni" che troviamo nel libro (pag. 49)

Gli elefanti per affrontare il tema della separazione. "Paolo ha 2 anni e sta vivendo la separazione dei suoi genitori. Per sostenerlo ho utilizzato la marionetta degli elefanti (due cuccioli ed un adulto) ed estraendola quotidianamente ho iniziato la narrazione: "Oggi i miei due amici cuccioli sono a casa della mamma. Sì perché la loro mamma e il loro papà vivono in due case diverse, ma le mamme e i papà continuano a volerci bene anche se non sono con noi. I nostri due amici possono anche telefonare al papà quando sono dalla mamma (e viceversa) se gli manca, hanno due stanze diverse e fanno giochi diversi ma l'amore della mamma e del papà rimane per sempre".

Il ragnetto per parlare di inclusione. "Un ragnetto con otto zampe di cui una più corta mi permette di parlare di inclusione, il tutto con la canzoncina di "Willy il ragnetto". È un po' come sottolineare aspetti faticosi con sensazioni piacevoli e routinarie pertanto rassicuranti: Caterina ha un problema muscolare ad un arto e estraendo Willy il ragnetto dalla mia scatola sottolineo come anche lui abbia una zampa più corta, ma cantando la canzoncina evidenzio che "Willy il ragnetto ce la fa lo stesso e sale sale su e non lo vediamo più": anche lui ce l'ha fatta".

Come la si presenta e con che tempistiche togliere gli oggetti

"In ambito educativo io mi siedo a terra, su un tappeto, con i bambini attorno a me, ed estraggo un oggetto alla volta. Il tempo di attenzione è abbastanza prolungato, il racconto che parte da un oggetto può durare anche più di mezz'ora. Dipende dalla situazione, ma in ogni caso è importante lasciare spazio alla narrazione e allo sviluppo di un pensiero. È anche importante il tempo del riordino: gli oggetti vanno riposti uno per volta, in ordine, poi si chiude la scatola e la si mette via".

Scatola magica: consigli pratici per i genitori

"Ogni anno all'interno della mia struttura i genitori vengono invitati a decorare senza cadere in stereotipi di genere la scatola magica per i propri figli che potranno riproporla a compagni, a casa o anche in momenti complessi come le ospedalizzazioni. Mamme e papà sono invitati a non scegliere loro il contenuto ma lasciare la libertà al bambino di riempirla, perché così svilupperà un pensiero critico nella scelta di un oggetto del quel saprà narrare una storia. In questo modo l'oggetto diventa anche un attivatore importante dell'identità del bambino: il genitore fa un passo indietro e lascia libertà di scelta. Qualche volta sono i anche i genitori a costruirla a casa ed utilizzarla con i propri figli, con il desiderio di parlare di argomenti complessi (come ad esempio la multiculturalità o l'inclusione) facilitati dalla "magia" che questo contenitore porta con sé. La scatola magica diventa una sorta di libro rinnovabile che ci permette di raccontare molte storie, anche quelle più complesse e dolorose, che noi adulti fatichiamo a tradurre in modo comprensibile ai bambini".

L'intervistata

Giovanna Parimbelli, autrice del libro "La scatola magica", edito da La Meridiana, è mamma di Giulia e Filippo ed è anche psicologa clinica, psicoterapeuta sistemica in formazione, laureata in scienze dell'educazione con indirizzo infanzia, è operatrice di pet therapy e praticien, secondo il pensiero di Arno Stern, nel gioco del tracciare. Coordina l'asilo nido La Stellina (www.asilonidolastellina.com) di ispirazione montessoriana ed è consulente formatore in diversi servizi educativi all'infanzia. Dal 2005 ha iniziato ad utilizzare e approfondire la scatola magica fino a farne uno strumento quotidiano di lavoro. 

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