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Le tappe dell’autonomia, una guida PRATICA per fasce d’età: 6-10 anni

di Stefano Padoan - 23.06.2021 - Scrivici

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La terza parte della guida pratica all’autonomia divisa per fasce d’età: ecco come favorire l’autonomia dei bambini nella scuola primaria

Le tappe dell’autonomia, una guida PRATICA per fasce d’età: 6-10 anni

Come educare i bambini all'autonomia? I genitori devono avere il corretto approccio con i figli e ricordare che non tutti i livelli di autonomia sono adatti a tutte le età. Non è immediato capire quando è il momento di stimolare in loro uno scatto in avanti in questa crescita: ma con alcune semplici linee guida si può partire con i giusti spunti. Ecco la terza parte di una guida pratica all'autonomia progressiva, divisa per fasce d'età (1-3 anni; 3-6 anni; 6-10 anni), tratta dal libro "Autonomi si diventa!" di Madeleine Deny (2020, Edizioni Red).

In questo articolo

Sviluppo autonomia dei bambini di scuola primaria: le tappe

Il percorso graduale dal bisogno di regole provenienti da fuori di sé, dagli adulti (eteronomia) alla capacità invece di decidere in autonomia, nella scuola primaria contempla la presenza degli altri. Le tappe che possiamo individuare sono essenzialmente due:

  • 6-7 anni. Sanno esprimersi e comunicare bene, sono in grado di prendere decisioni e iniziative, sanno collaborare, rispettare se stessi e gli altri.

  • 8-10 anni. Sanno organizzare il proprio lavoro, cercano nella memoria le proprie regole e le applicano. Sono in grado di assumersi le responsabilità delle proprie azioni e di difendere le proprie opinioni.

Come crescere bambini autonomi 6-10 anni: libertà o autonomia?

Nessun bambino di quest'età vuole stare attaccato ai genitori: il suo desiderio è quello di esplorare il mondo, andare in bicicletta, giocare con gli amici. Uno spirito di avventura sano, ma che ha ancora molto bisogno dei genitori come porto sicuro ma anche per imparare ad autodisciplinarsi e crescere nella responsabilità. Ecco come dare ai vostri figli sicurezza senza tarpare il loro bisogno di indipendenza.

  • Restare a casa da soli. Spetta ai bambini dire se sono pronti o meno a stare in casa da soli. E hanno bisogno degli adulti per organizzare il proprio tempo e le proprie attività, almeno le prime volte: da soli infatti tendono ad annoiarsi, guardare la tv o giocare ai videogiochi. Se guidati invece acquisiranno l'autonomia gradualmente e senza sentirsi trascurati improvvisamente. Potete anche affidare loro piccoli compiti domestici mentre siete fuori, così da accrescere anche il loro senso di responsabilità (accudire un animale o le piante, sistemare la spesa). Un'accortezza: non fate loro aprire a nessuno, a meno che non sia un arrivo previsto. In caso di urgenze, devono prima telefonare a voi.

  • Giocare da soli fuori casa. Per imparare a badare a se stessi nei primi giochi da soli con gli amici, inventate una "patente a punti". I bambini amano le regole (almeno nei giochi). Prima le limitazioni sono molte: uscite brevi e a distanze ridotte, sempre con precise norme di sicurezza (casco in bici, attraversare con grande attenzione) che dovete controllare da lontano, senza interferire; poi pian piano, se le regole non vengono infrante, il bambino guadagna più spazi di manovra.

  • Non farsi influenzare dagli amici. E se, una volta in giro, un amico lo tenta con una proposta non prevista? Resistere ad un invito è difficile e il bambino non vuole fare la figura di quello sempre obbediente… però sapere dire un "no" è un grande segno di personalità e autodisciplina. Riassumetegli le tre regole chiave: "Ho chiesto il permesso ai miei genitori?"; "I miei genitori sanno di questo cambio di programma e dove trovarmi?"; "C'è un adulto di fiducia a cui rivolgermi in caso di problemi?".

  • Tornare da soli da scuola. Sei bambini su dieci, alla scuola primaria, tornano a casa da soli. Nei primi tempi, però, consigliamo di verificare ogni tanto se hanno ancora ben chiare le regole di comportamento in strada e che non si distraggano. Un modo divertente per "testarli" è fare insieme il tragitto attuando un gioco di ruolo in cui sarà il bambino a dare le direttive al genitore, che nel ruolo di "figlio" dovrà mettere a dura prova la sua pazienza provando a infrangere tutte le regole. Chiedetegli poi di non fare soste lungo il percorso e telefonarvi sempre quando arriva a casa.

Come crescere bambini autonomi 6-10 anni: a scuola

A scuola non si impara solo l'italiano e la matematica, ma anche ad interagire con i coetanei, comunicare con l'autorità (gli insegnanti) e organizzare il proprio lavoro. È proprio un addestramento intensivo alla vita sociale, che comporta soddisfazioni ma anche delusioni e sfoghi: per questo richiede tutto il supporto dei genitori.

  • Organizzare i compiti e il tempo libero. L'autorganizzazione del lavoro si imposta alle elementari, altrimenti alle scuole medie il problema rischia di diventare insormontabile. Definire un tempo limite per finire il compito, concentrarsi bene per brevi periodi, fare delle pause: sono tutte strategie per non procrastinare gli impegni e vivere bene anche il momento del dovere. Rimandare a dopo le attività deriva da scarsa motivazione; ansia e scoraggiamento rispetto alla mole di lavoro (affrontabile dividendo il lavoro in sotto-obiettivi più a portata di mano); poca autostima nel ritenersi in grado di affrontare le richieste. Per responsabilizzarlo, non risolvetegli sempre i problemi: se ha dimenticato un appuntamento, se non ha comprato il regalo per papà o non ha restituito un libro in biblioteca sollecitatelo a trovare una soluzione da solo (mettersi un promemoria, scrivere la lista del materiale da mettere in cartella).

  • Interagire con gli adulti. La sempre più ridotta alleanza tra docenti e genitori è un problema nella scuola di oggi. Se "la maestra ha sempre ragione" è un approccio pregiudiziale che non tiene conto del punto di vista del bambino, commiserarlo sortisce due effetti negativi: da un lato lo deresponsabilizza (non è mai "colpa" sua), dall'altro lo convince di essere sempre una vittima non in grado di affrontare da solo la situazione. Quindi niente morali o fiancheggiamenti acritici,; piuttosto fate sentire i bambini ascoltati e accolti nei loro problemi e orientateli nella ricerca di una soluzione, incoraggiandoli a parlarne con gli insegnanti: solo così impareranno a esprimersi di fronte all'autorità.

  • Cos'hai fatto a scuola? Una domanda che suona come un interrogatorio e che spesso viene elusa. È invece importante far capire ai vostri figli quanto vi interessino le loro esperienze e le loro opinioni, non solo i risultati scolastici. Quindi evitate le domande dirette sui voti o i compiti.

Come crescere bambini autonomi 6-10 anni: vacanze senza genitori

Come crescere bambini autonomi 6-10 anni: vacanze senza genitori

Allontanarsi dalla famiglia per la prima vacanza con solo educatori e coetanei è affascinante per un bambino, ma nello stesso tempo fonte di dubbi e preoccupazioni: "Sarò in grado di cavarmela?"; "Mi troverò bene con gli altri?"; "Sentirò la mancanza dei genitori?". Rinforzate la sua fiducia e preparatelo ad aprirsi agli altri e ad adattarsi a nuove situazioni.

  • Scacciare l'angoscia della partenza. La vita in comunità serve ad imparare a badare a se stessi, ad aiutare gli altri e a scegliere in autonomia. Bisogna solo superare l'ostacolo della partenza: per trasmettere fiducia a un bambino, il migliore aiuto è un suo coetaneo che ha già fatto un'esperienza simile e potrà dirgli quanto sarà bella la vacanza. Prima di un distacco di una settimana o più, abituatelo al distacco da voi con weekend dai nonni o amici. Non enfatizzate troppo il fatto che vi mancherà molto e che non vedete l'ora che ritorni, altrimenti rischiate di farlo sentire in colpa e fargli passare la voglia di partire; concentratevi invece su quanto si divertirà durante quell'esperienza.

  • Affrontare i problemi. Crescendo i bambini imparano a gestire le emozioni, trovare soluzioni a problemi ed esigenze e affermare chi sono. Serve però spiegare loro che tutti possono avere piccoli problemi: qualche residuo episodio di pipì a letto o una cicatrice di cui ci si vergogna. Così da un lato non si sentiranno diversi, dall'altro saranno più benevoli nei confronti di eventuali inconvenienti altrui.

  • Saper stare con gli altri. Per stare bene in gruppo è necessaria una buona concezione di sé: aiutateli dunque a riconoscere i propri punti di forza ma senza falsi complimenti, perché sotto sotto i bambini intuiscono su quali aspetti non si sentono sicuri. L'autostima passa da un'opinione e una percezione di sé positiva, ma anche veritiera. Fate complimenti circostanziati e con esempi concreti: non "dai che sei bravo", ma "sei bravo ad aiutare gli altri come quando prepari la tavola"; "lo sanno tutti che sei bravo a organizzare giochi, me lo hanno detto le maestre"; "vedo che te la sai cavare sempre meglio, ti ricordi ieri che hai risolto quel problema?".

L'autore del libro

I consigli di questo articolo sono stati tratti dal libro "Autonomi si diventa!" di Madeleine Deny (2020, Edizioni Red).

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