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Mio figlio mi chiama per nome: ecco perché e cosa fare

di Giulia Foschi - 19.06.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Una situazione insolita che può creare disorientamento tra i genitori, ma della quale non ci si deve preoccupare troppo: nella maggior parte dei casi nasce da una piccola confusione linguistica

Mio figlio mi chiama per nome

Può capitare che un bambino inizi  a chiamare la mamma – o il babbo – con il nome di battesimo. Un comportamento che può disorientare o mettere in allarme i genitori, ma che nella maggior parte dei casi non nasconde problemi particolari. Ne parliamo con Cristina Riva Crugnola, professoressa di Psicologia dinamica dell'Università di Milano-Bicocca.

In questo articolo

Mio figlio mi chiama per nome: una semplice questione di confusione linguistica

"Se un bambino inizia a chiamare la mamma per nome, normalmente lo fa perché, sentendola chiamare con il suo nome di battesimo dal papà, dalla nonna, da altri parenti o dagli amici, li imita facendo lo stesso"  spiega la professoressa Crugnola. "Giustamente, comprende che quello è il suo nome, e non sta a preoccuparsi di quali siano i ruoli.

Niente paura, dunque: questo comportamento non significa certo che il bambino non riconosca più la madre, è una semplice confusione nel linguaggio".

Una madre che non si identifica completamente nel ruolo

"Un'altra possibilità, è che sia la mamma stessa a non insistere sul proprio ruolo, trasmettendo in maniera debole al figlio l'utilizzo del termine. Ci sono mamme che ripetono spesso frasi come "la mamma ti dà da mangiare, dì alla mamma cosa hai fatto, dai un bacio alla mamma…", altre invece che utilizzano un linguaggio e modalità diverse. Anche alcuni padri parlano della compagna al figlio riferendosi alla mamma, mentre altri, probabilmente meno di frequente, la chiamano per nome anche parlando di lei con il figlio.

Non esiste un modo giusto o sbagliato: se la madre non ama insistere sul suo ruolo, è giusto che si esprima come preferisce.

Talvolta è anche possibile che a qualche madre non dispiaccia essere chiamata con il nome di battesimo dal figlio, trovando questa comunicazione più amichevole e anticonvenzionale".

  • Se non si evidenziano altri problemi, questa scelta di per sé non lo costituisce.
  • Se la madre, invece, ne soffre, può iniziare a rimarcare la parola "mamma" nella quotidianità, inserendola come abbiamo visto nelle frasi di tutti i giorni.

"Diverso è il caso di una madre che esprime una reale difficoltà nell'identificarsi nel suo ruolo, accompagnata a una distanza effettiva dal bambino; in questo caso può essere bene interrogarsi sulla situazione".

Mio figlio adolescente mi chiama per nome: l’affermazione di identità

"Quando sono i ragazzi più grandi a chiamare la mamma o il papà con il nome di battesimo, si tratta di uno dei tanti comportamenti messi in atto dagli adolescenti per affermare la propria identità come individui singoli, per distinguersi dai genitori, dalla famiglia, in un momento, quasi sempre transitorio, di ribellione (necessaria) dal contesto familiare e dalle regole fino a quel momento accettate. Non preoccupatevi quindi di questa nuova abitudine, che probabilmente tenderà a scomparire col tempo".

Mio figlio chiama mamma un’altra persona

"Questo è un caso molto particolare che si verifica quando nella vita del bambino c'è un care giver molto importante, cioè una persona molto presente che assume un ruolo educativo e affettivo nei confronti del bambino. Un esempio può essere una baby sitter che prende un po' troppo le veci della mamma. Alcuni bambini, invece, confondono la nonna con la mamma, sia perché la vera mamma chiama mamma quella che per il figlio è la nonna, oppure perché è una nonna che si occupa tutto il giorno del bambino, creando confusione nei ruoli. Per evitare queste situazioni bisogna riequilibrare i tempi e la presenza, facendo in modo che sia la mamma la prima persona di riferimento".

Mio figlio chiama mamma il papà

"Un'altra situazione apparentemente curiosa e insolita che invece capita di osservare con una certa frequenza quando è il papà a svolgere il ruolo primario di cura e di educazione; il ruolo, diciamo, di mamma. Parlandone con il proprio partner si può anche in questo caso riequilibrare i ruoli, senza preoccuparsi troppo di questo fenomeno".

L'intervistata

Cristina Riva Crugnola, professoressa di Psicologia dinamica dell'Università di Milano-Bicocca.

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