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Nativi digitali: consigli ai genitori

di Francesca Amè - 18.01.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
I nativi digitali aumentano e il primo approccio con le nuove tecnologie, smartphone e table, avviene a un’età sempre inferiore, già nel primo triennio di vita. I genitori come si devono comportare?

La prima volta glielo avete mostrato voi, la seconda anche. Ma alla terza volta, il tablet è già saldamente nelle piccole mani di vostro figlio, mani che paiono fatte apposta per cliccare, toccare, spostare. E' la tablet-generation, ed è sempre più giovane.

Stando ai dati di una ricerca del 2013 pubblicata in America (campione: 1.463 genitori di bambini under 8 ), i bimbi sanno perfettamente come far funzionare un tablet per trovare contenuti di loro gradimento. In particolare, il 38% del campione sa usare smartphone e tablet. La percentuale è identica a quella della stessa ricerca di due anni prima. Dettaglio fondamentale: nel 2011 si riferiva a bambini al di sotto degli 8 anni, ora agli under 2!

I dati del 2020

Se passiamo invece ai dati del 2020, relativi al 2019, secondo una ricerca di ofcom.org.uk (che annualmente si occupa di realizzare statistiche sull'utilizzo tecnologico da parte dei bambini, il 50% dei bambini di 10 anni possiede uno smartphone e l'uso degli assistenti vocali nella fascia 5-15 anni è raddoppiato in un anno.

Sempre più nativi digitali

I nativi digitali aumentano e il primo approccio con le nuove tecnologie avviene a un'età sempre inferiore, già nel primo triennio di vita.

«Siamo tutti sempre più 'networked families', ossia membri di famiglie che vivono e condividono la loro vita sui social: foto, video, commenti, anniversari. Abbiamo tutti sempre in mano un telefonino o un tablet. I più piccoli apprendono da subito questo nostro comportamento»¸ spiega Piermarco Aroldi, docente di Media e Culture dell'Infanzia all'Università Cattolica di Milano.

(LEGGI ANCHE: GENERAZIONE TOUCH-SCREEN)

Aumenta il 'parental control', il controllo dei genitori sull’accesso alla tecnologia

L’Europa da tempo sta studiando il fenomeno in alcuni Paesi dell’Unione (Italia compresa). Come ci spiega il professore inglese Leslie Haddon, tra i curatori del grande progetto di ricerca «Eukids on line» che mira a mappare il comportamento dei minori in rapporto alle nuove tecnologie, cominciano a emergere i primi importanti cambiamenti: «I genitori stanno imparando che è necessaria una mediazione sull’uso dei nuovi media. L’85% si adopera per una mediazione restrittiva, ad esempio sul tempo o sui contenuti da fruire». E’ il cosiddetto ‘parental control’, il controllo dei genitori sull’accesso di tablet, smartphone, computer e tv.

Regolare e stimolare: la vera sfida educativa per i genitori

«La sfida educativa, fin da quando i bambini sono piccoli, è complessa: da un lato bisogna regolare, dall’altro va anche stimolato un uso corretto di questi strumenti, che non devono essere demonizzati. Non dimentichiamo le potenzialità dell’apprendimento ludico attraverso app, giochi o video che stimolino i bambini: non si tratta di visioni passive ma interattive. Lo spazio dello schermo può costituire un nuovo ambiente dove fare esperienze che aprono alla scoperta del mondo», commenta Piercesare Rivoltella, docente di Didattica ed esperto di nuovi media.

(LEGGI ANCHE: TECNOLOGIA E BAMBINI, GUIDA A UN USO FELICE)

La generazione Alpha

Ma chi è la Generazione Alpha? A 3 anni eliminano con un gesto della mano le notifiche sul display, imparano a scrivere con la tastiera prima che con la matita, producono video musicali con il cellulare e spesso sono per i genitori fonti affidabili d'informazioni tecnologiche: nati dopo il 2010, i bambini della cosiddetta Generazione Alpha sono i primi a considerare la tecnologia non solo come un mezzo, bensì come parte integrante e inscindibile dell'esistenza.

Bimbi mai soli davanti al tablet

«E' evidente che tutto ciò che è touching possiede un fascino, una magia seduttiva, abile nel catturare i bambini. Non possiamo più pensare di negarla loro: appartiene al loro Dna – spiega Federico Tonioni, psichiatra e responsabile dell'ambulatorio Internet Addiction del Policlinico Gemelli di Roma - . Su una cosa dobbiamo lavorare: la partecipazione.

I tablet e gli smartphone per fortuna sono diversi dalla tv: prevedono un coinvolgimento attivo del piccolo utente. Dunque, non lasciamo soli i bambini con questi strumenti. Oltre a regolare 'il tempo' di utilizzo, concentriamoci sul come: partecipiamo attivamente alle loro attività digitali, dedichiamo tempo a questa loro attività. Condividiamo con i nostri figli lo spazio virtuale, fin dai primi approcci».

I diritti dei bambini nati nell'era digitale

A questo proposito il Centro Studi Erickson ha prodotto un video, «I diritti del nativo digitale», ideato dalla dottoressa Maria Maura con il patrocinio dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza.

Disegnato e recitato da un bambino, montato completamente con un tablet, ecco il video-decalogo dei diritti dei bambini nati e cresciuti nell'era digitale:

LA STORIA DA MAMMENELLARETE - BAMBINI E TECNOLOGIA

Imponendomi, un poco, come regola generale, ho insistito che con l’arrivo della piccola , ci fosse una disciplina dell’uso della tv. E avrà anche lei sicuramente il suo approccio con i mezzi tecnologici tipo computer, ma saranno il giusto supporto didattico, poi di gioco ecc. Ma tutto a il suo tempo! Meglio scoprire i colori della primavera rincorrendo delle bolle di sapone in un prato. Ogni età ha in suo gioco.

Leggi la storia: bambini e tecnologia, la nostra scelta

Revisionato da Luisa Perego

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