Home Bambino Psicologia

Pandemia e scuola, cos'è successo e come supportare gli adolescenti

di Sveva Galassi - 25.04.2022 - Scrivici

covid-teenager
Fonte: Shutterstock
La pandemia ha causato grande fragilità negli adolescenti, i quali hanno dovuto affrontare una realtà terribile, che ha messo in discussione anche gli istituti scolastici. Pandemia e scuola: ecco cos'è successo e alcune strategie per supportare i più piccoli.

Sono ormai passati due anni dall'inizio della pandemia e sappiamo ormai che ci sono state molte conseguenze negative per i bambini e, soprattutto, per gli adolescenti. Numerosi psicologi e psichiatri hanno lanciato l'allarme e già da tempo il problema è evidente alle famiglie e alle istituzioni.

Soprattutto il lockdown, ossia il periodo della chiusura totale, ha determinato un aumento di disturbi psichiatrici tipici nei più piccoli. La scuola, grande punto di riferimento della vita di bambini e adolescenti, ha cercato di fronteggiare l'urgenza, ma è innegabile che la crisi pandemica abbia dato un duro colpo anche agli istituti scolastici.

Molti docenti ed educatori hanno riscontrato e riscontrano una grande fragilità negli alunni, causata soprattutto dall'aver dovuto fronteggiare una realtà terribile, contraddistinta da ospedali, morti, isolamento, ecc. e che ha messo in discussione anche la scuola

Cerchiamo di capire di più al riguardo.

In questo articolo

Pandemia e scuola, cos'è successo

L'ultimo allarme è stato evidenziato durante il Convegno Il viaggio verso Itaca. La ricerca di una nuova rotta dopo i turbamenti della pandemia, svoltosi il 6 aprile a Firenze a Palazzo Vecchio. Tale evento, organizzato da Progetto Itaca Firenze, associazione di volontariato sulla salute mentale, in collaborazione con l'assessorato alla Salute e Istruzione e alla vicesindaco del Comune di Firenze, è stato creato con l'obiettivo di fare luce sulle gravi difficoltà che contraddistinguono le scuole superiori, le quali, attualmente, presentano classi con casi più o meno gravi di alunni con disturbi psicologici o psichiatrici.

Secondo l'esperto Gustavo Pietropolli Charmet, che ha parlato al Convegno ed è stato intervistato dal Corriere della Sera, gli adolescenti sarebbero in uno stato di grande fragilità, sprofondando nello smarrimento per brutti voti o per difficoltà anche minori. Sembra che manchi loro la forza interiore per affrontare qualsiasi ostacolo della vita. Questa è la conseguenza principale della pandemia e, soprattutto, della crisi che ha fatto vacillare la scuola, la quale, anche se definita da molti giovanissimi "noiosa" e percepita come un obbligo, è pur sempre un riferimento autorevole.

Con la pandemia sono stati messi in crisi i valori di cui è portatrice la scuola, tra i quali la garanzia dei diritti della conoscenza e del lavoro e anche la socialità, e gli adolescenti hanno dovuto affrontare un'ondata (anche mediatica) di morti e di sofferenza senza precedenti. Ciò ha portato all'emergere di disturbi psicologici e psichiatrici. 

Per Charmet è inoltre importante educare i ragazzi all'idea che la morte esiste contemporaneamente alla vita. I più piccoli non devono soltanto essere messi al riparo dalle difficoltà, né occorre trasmettere loro, a scuola e in famiglia, l'importanza esclusiva del diritto alla felicità, al successo e alla bellezza.

«Sappiamo bene che la vita non è fatta solo di emozioni e realtà positive, c'è il dolore, la malattia, la morte ed anche la guerra. È necessario "educare alla sconfitta", prepararli ad affrontare la vita reale, questo sarebbe una vero atto di educazione civica», ha dichiarato lo studioso.

Supportare gli adolescenti ed educare alla sconfitta

Secondo Stefano Vicari, professore ordinario di Neuropsichiatria infantile presso l'Università cattolica di Roma, intervistato da Nostrofiglio.it, il lockdown ha causato in particolare un aumento tra i giovanissimi di disturbi psichiatrici tipici, e, in particolare, dell'irritabilità (dato che ricorre spesso), di una difficoltà del sonno e di un aumento degli stati d'ansia e depressivi. 

«Soprattutto irritabilità e disturbi del sonno sono trasversali a bambini e ad adolescenti. Negli adolescenti invece c'è stato anche un aumento degli aspetti depressivi, e dunque una maggiore chiusura», chiarisce Vicari.

Inoltre, secondo il medico, con la chiusura della scuola è venuto meno un elemento centrale nella crescita dei ragazzi, ossia la relazione con i coetanei, con la possibilità di sperimentare relazioni positive. Stare chiusi in casa porta a un minore rapporto tra pari e rende dominante invece il rapporto con i genitori.

Gli adolescenti hanno risentito molto dell'isolamento perché non sono riusciti a compensare, come fanno i bambini, dal rapporto con i genitori. Per gli adolescenti il rapporto con i coetanei è vitale: questa è un'altra motivazione che ha gettato ombre sulla salute mentale dei ragazzi delle scuole superiori. 

È opportuno, dunque, che sia fatta luce maggiormente sul disagio che ad oggi coinvolge i bambini e, soprattutto, gli adolescenti nelle scuole. È necessario educare alla sconfitta, e non solo al successo. In più, occorre che docenti, educatori e genitori mantengano il dialogo con i ragazzi, che favoriscano il loro benessere psico-fisico e che li aiutino a programmare consapevolmente il tempo, così da evitare il rifugio protratto in strumenti elettronici.

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli