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Che cos’è la teoria del flusso e come usarla coi bambini

di Elena Berti - 15.10.2022 - Scrivici

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Fonte: Alamy
Che cos'è la teoria del flusso, detta anche esperienza ottimale, elaborata negli anni Settanta da uno psicologo e come applicarla ai bambini

Teoria del flusso, cos’è

Oggigiorno sembra sempre più difficile dedicarsi mente e corpo a una sola attività: guardiamo la tv tenendo il cellulare in mano, ceniamo guardando la tv, eppure concentrarsi e trarre piacere da un'attività soltanto è qualcosa di importante che, nel tempo, è stato studiato anche dagli specialisti nell'ambito della psicologia. Vediamo cos'è la teoria del flusso e che benefici può avere sullo sviluppo dei bambini. 

In questo articolo

Che cos’è la teoria del flusso

La teoria del flusso, chiamata anche esperienza ottimale, è stata teorizzata per la prima volta negli anni Settanta da uno psicologo, Csikszentmihalyi, che si stava specializzando su creatività e felicità. Proprio nell'osservare persone svolgere azioni che potessero far sviluppare queste due attitudini/emozioni, lo psicologo ha elaborato questa teoria che riguarda quei momenti in cui si è totalmente assorti da quel che stiamo facendo, tanto da distrarci completamente dal resto e da metterci veramente anima e corpo, ricavandone un estremo piacere. Si è nel flusso, per esempio, quando non si riesce a staccarsi da un libro, tanto da dimenticare il telefono ma anche bisogni primari. Quando si fa il bagno in mare per ore, quando si parla fino a tardi con gli amici, quando si va in bici in montagna e via dicendo. 

La teoria del flusso è particolarmente applicabile ai bambini, che vivono con tutti loro stessi quel che fanno: meno per gli adulti, sempre più distratti da pensieri e corse contro il tempo!

Teoria del flusso applicata ai bambini

Gli adulti possono ricordare bene cosa significa essere rapiti completamente da un'attività: piccoli, mentre giocano con le Barbie per pomeriggi interi; adolescenti, mentre trascorrono ore al telefono con l'amica del cuore o a giocare a quel videogame, e sanno anche che più si cresce, più si perde questa capacità (certo, c'è anche meno tempo!).

Per questo è importante lasciare che i bambini restino nel flusso e anzi, incentivare questo tipo di momenti, perché permettono loro di provare estremo piacere nel fare qualcosa che gli piace molto, sia giocare, leggere o guardare i cartoni animati a bocca aperta. 

Incentivare l’esperienza ottimale nei bambini

Il flusso è, come abbiamo detto, un momento di estremo piacere per chi vi è immerso, che coinvolge molti sensi e fa dimenticare il mondo circostante. Negli adulti capita sempre meno, ma per fortuna nei bambini è ancora possibile osservarlo di frequente. Quando questo accade, non bisogna chiedersi se non sia troppo concentrato, o troppo preso da un'attività: è una cosa positiva e come tale va soltanto incentivata, non ostacolata. Per farlo, può essere utile capire quando e in quali attività il piccolo riesce ad essere maggiormente nel flusso: a casa? Con gli amici? Giocando o leggendo? Quando riesce a isolarsi oppure all'aria aperta? Senza strafare, proponete quindi quelle situazioni in cui è più probabile che si ripeta l'esperienza ottimale

È risaputo, infatti, che entrare nel flow sia positivo per il benessere generale, perché fa sviluppare la creatività, la concentrazione, e in generale rende più felici. Come si sta bene quando si fa una cosa che ci piace fare, ci riesce bene, ci soddisfa e si dimentica tutto il resto?

Fate in modo che i vostri bambini sperimentino il flusso più spesso possibile, ne trarranno un'enorme felicità! 

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