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Threenager: chi sono i bambini di 3 anni che si comportano come adolescenti

di Francesca Capriati - 10.04.2024 - Scrivici

threenager
Fonte: shutterstock
Threenager: un nuovo termine per definire bambini di 3 anni capricciosi e ribelli, proprio come gli adolescenti. Dove nasce questo comportamento e come gestirlo

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Threenager

Capricci, ribellione, discussioni infinite e umore lunatico: a volte ci domandiamo se nostro figlio abbia 3 anni o 13? Niente paura, siamo in buona compagnia. Probabilmente in casa abbiamo un threeager: si chiude in camera da solo, non gli piace come tagli il panino, non vuole andare a letto e non ha bisogno di aiuto, preferisce fare da solo. Ma chi sono i threeager e come gestirli?

Chi sono i threeager

I threenager sono bambini di 3 anni che mostrano tratti comportamentali simili a quelli degli adolescenti come ad esempio ribellione, testardaggine, eccesso di emozioni e una crescente voglia di indipendenza.

Si tratta di un comportamento che sorprende molti genitori: magari siamo appena usciti dalla fase dei terrible twos e pensiamo che da adesso in poi andrà tutto liscio e invece...

Secondo gli esperti dello sviluppo infantile, i threenager sono alla ricerca di autonomia e stanno iniziando a sviluppare una spiccata consapevolezza di sé. Questo desiderio di indipendenza, combinato con una limitata capacità di comunicare le proprie emozioni e desideri, può manifestarsi in comportamenti che possono far sembrare che il bambino stia attraversando un'adolescenza anticipata.

Le cause

Innanzitutto è bene ribadire che si tratta di una fase di crescita fisiologica: i bambini di tre anni stanno facendo enormi passi avanti nelle loro capacità. Possono fare di più dal punto di vista fisico e il loro vocabolario è più ampio, quindi sono più bravi ad esprimersi, inoltre stanno diventando sempre più indipendenti e uno dei modi in cui sperimentano questa indipendenza è testare i limiti.

Insomma vogliono esplorare il mondo intorno a loro e fare le proprie scelte, e questo può portare a conflitti con i genitori quando i loro desideri non sono in linea con le regole familiari.

Infine, non va sottovalutato l'aspetto emotivo. I threenager stanno imparando a gestire le proprie emozioni e a comprendere i sentimenti degli altri: questo può portare a improvvisi scoppi di rabbia o frustrazione quando non sono in grado di esprimere adeguatamente ciò che provano.

Consigli per i genitori di un threenager

Appurato, quindi, che non c'è da preoccuparsi e che per la maggior parte dei bambini si tratta di una normale fase di crescita, ecco alcuni consigli per gestire al meglio la situazione:

  • Impostare limiti chiari e coerenti: stabilire regole e limiti chiari può aiutare il bambino a comprendere le aspettative e a sentirsi più sicuro nell'esplorare il mondo. Fare in modo che le regole vengano condivise e fatte rispettare da tutti, a scuola e dai nonni
  • Modificare le nostre aspettative: lo vediamo cresciuto, più indipentente, maturo, ma in realtà ha solo 3 anni e non ha ancora affinato la capacità di regolare le proprie emozioni
  • Mantenere la calma ed essere pazienti: ce lo ripetono sempre e anche in questa situazione noi genitori dobbiamo manifestare pazienza e calma, mostrare tranquillità può aiutare a calmare il bambino e a gestire un comportamento ribelle o una crisi improvvisa. Inoltre non c'è dubbio che quando rispondiamo alla provocazione con la provocazione, le cose non fanno che peggiorare. E qui veniamo al punto successivo e cioè...
  • Inutile fare lunghi ragionamenti: a questa età non hanno la capacità cognitiva di comprendere la ragione, quindi se il bambino risponde male o fa i capricci, è meglio ignorare il suo comportamento o cercare di distrarlo. I bambini si comportano così per cercare di attirare la nostra attenzione, quindi se lo ignoriamo impara che non funzionerà
  • Offrire delle scelte: dare al threenager una certa autonomia può aiutarlo a sentirsi più coinvolto nel processo decisionale. Offrire scelte limitate e controllate da noi può aiutare a evitare conflitti e favorire un senso di indipendenza (ad esempio: per cena vuoi il panino o la piadina?)
  • Favorire la comunicazione: incoraggiare il bambino a esprimere i suoi sentimenti e le sue emozioni può aiutare a ridurre la frustrazione e a migliorare la comprensione. Lo aiuta a sentirsi accolto e riconosciuto.

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