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Piccoli traumi

Rimedi naturali per botte, contusioni e scottature

Di Valentina Murelli
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22 Ottobre 2019
Per quante precauzioni si prendano, i piccoli incidenti sono all'ordine del giorno con i bambini. Ecco come affrontarli.
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Da quando cominciano a camminare in poi, lividi, sbucciature, piccole ferite sono all'ordine del giorno per i bambini. Molto spesso si tratta di “incidenti” davvero minimi, che non lasciano conseguenze a parte qualche graffietto sulle ginocchia. Altre volte, invece, pur non essendo grave la botta è comunque un pochino più importante e può provocare arrossamento, gonfiore, dolore. Idem per le scottature o piccole ustioni: quando c'è un bambino in casa le precauzioni da questo punto di vista non sono mai troppe, ma l'incidente può sempre capitare. Ecco come comportarsi, in entrambi i casi.

 

 

I rimedi per botte e contusioni

Quando un bambino cade o va a sbattere contro qualcosa è normale che si formi un ematoma (un livido) più o meno esteso, talvolta accompagnato da edema (gonfiore). Succede perché la botta causa la rottura dei capillari sanguigni, che perdono sangue che va ad accumularsi nei tessuti circostanti. Risultato: una chiazza di colore violaceo che a poco a poco vira verso il giallo, per poi scomparire nel giro di un paio di settimane.

 

“A volte i genitori si spaventano perché la situazione può sembrare 'brutta', con la zona colpita molto gonfia e arrossata, ma bisogna anche considerare che fa parte della fisiologia del bambino rispondere il maniera 'esagerata' agli stimoli, perché ha tessuti diversi rispetto a quelli dell'adulto, che tendono a sviluppare l'edema più facilmente” spiega Piercarlo Salari, pediatra libero professionista e responsabile del gruppo di lavoro di sostegno alla genitorialità della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (SIPPS).

 

 

Come intervenire: il ghiaccio

“In caso di piccolo trauma, la prima cosa da fare è applicare del ghiaccio, che è un un ottimo antinfiammatorio e antidolorifico e, avendo un’azione vasocostrittrice, limita la formazione dell’edema (gonfiore)” consiglia Salari.

 

Perché sia efficace, il ghiaccio va applicato il prima possibile dopo la caduta (meglio entro una decina di minuti) e tenuto a contatto con la zona lesa per circa 10-15 minuti. Ma attenzione: non va mai applicato direttamente sulla pelle, ma sempre avvolgendolo in un telo (va benissimo un canovaccio da cucina). Meglio ancora sarebbe usare una borsa del ghiaccio in tela gommata (sempre rivestita con un canovaccio), poiché si adatta bene anche a superfici curve, come quelle di una caviglia o un polso.

 

Un’alternativa pratica da portare con sé sono i sacchetti di ghiaccio istantaneo (si vendono in farmacia e basta comprimerli con forza per rompere la bolla che contiene il liquido refrigerante), che garantiscono un effetto freddo per circa 15 minuti.

 

 

Pomata antinfiammatoria

Dopo l'applicazione del ghiaccio si può passare a quella di una pomata antinfiammatoria, per esempio una crema o un gel a base di arnica e calendula. “Sono tra i prodotti più utilizzati e alla portata dei genitori, perché favoriscono il riassorbimento di liquido infìammatorio senza effetti collaterali o particolari controindicazioni”.

 

 

Antidolorifico se serve

Spesso i bambini, specialmente se piccoli, si lamentano molto dopo una caduta o una botta, in parte per il dolore e in parte per lo spavento. La prima cosa da fare è accogliere le loro emozioni: non liquidarli con un “non piangere, non è niente”, ma dargli modo di esprimere anche con il pianto la preoccupazione per quello che è appena accaduto e per il male che stanno provando. In molti casi bastano un po' di coccole, il ghiaccio e la pomata a far passare il male, ma se così non fosse e il bambino continuasse a sentire dolore può essere opportuno somministrargli, dopo aver sentito il pediatra, un antidolorifico come paracetamolo o ibuprofene.

 

 

“Il problema è che non sempre è facile capire se e quanto il bambino sta effettivamente provando dolore” afferma Salari. “Una strategia potrebbe essere quella di provare a distrarlo e nel frattempo cercare di capire come reagisce se si sfiora la parte interessata dal trauma”.

 

 

Anche la postura conta

“Dopo il piccolo incidente, una raccomandazione per i genitori è quella di assecondare atteggiamenti e comportamenti del bambino” consiglia il pediatra. “Se per esempio siete al parco e il piccolo vuole continuare a correre e a giocare con gli amici, significa che si è ripreso bene e si può rispettare questa sua volontà, non bisogna imporgli immobilità per forza”.

 

“Viceversa, va assecondato anche se mostra di voler star fermo, magari rannicchiato in una posizione che lo aiuta a sentire meno dolore. In questo caso non bisogna obbligarlo a muoversi per venire rassicurati sul fatto che non è successo nulla di grave”.

 

 

Quando andare dal pediatra o al pronto soccorso

“Un primo indicatore utilissimo delle condizioni del bambino è il suo comportamento” afferma Salari. “Se è vivace, si sforza di muoversi, vuole riprendere a giocare, molto probabilmente non è successo nulla di serio. Va comunque tenuto sotto controllo nelle ore successive, e se si vede che fa fatica a muoversi, che la zona continua a gonfiarsi nonostante l'applicazione di ghiaccio, oppure se il piccolo accusa dei formicolii o un calo di sensibilità, è il caso di portarlo dal medico o al pronto soccorso”. Cosa invece da fare subito se il bambino mostra un evidente malessere.

 

 

I rimedi per le piccole scottature

Un getto d'acqua troppo calda, una tazza piena di brodo bollente che si rovescia, un contatto troppo ravvicinato con il ferro da stiro o il caminetto, ma anche un'esposizione troppo prolungata al sole senza adeguate protezioni, oppure il contatto con sostanze chimiche particolari: purtroppo, può capitare che il bimbo si scotti o, meglio, si ustioni.
 
Le scottature – o ustioni – sono distinte in gradi, dal primo – più superficiale e leggero, al quarto (gravissimo). Le scottature più lievi (primo grado) si limitano agli strati più superficiali della cute, che si presenta arrossata e gonfia ma anche asciutta e senza vescicole. Il dolore è sopportabile. Queste ustioni guariscono rapidamente, in meno di una settimana, con un ricambio della cute superficiale che si desquama. Solo queste scottature possono essere trattate a casa: se invece si sospetta un secondo grado (la pelle è molto arrossata e dolente, ricoperta di vescicole) o peggio, occorre chiamare immediatamente il medico o portare il bambino al pronto soccorso.

 

 

Cosa fare in caso di piccole ustioni

 

  • bagnare con acqua fredda corrente, “sia per raffreddare sia per lavare via eventuali sostanze con cui il bambino è venuto a contatto” spiega Salari. Anche l'applicazione di ghiaccio può essere utile, se non ci sono lesioni profonde;
  • applicare una crema o un gel idratante e in grado di favorire la riepitelizzazione (per esempio preparati con acido ialuronico);
  • coprire con una garza sterile per 24 ore, evitando adesivi.

“Il rischio maggiore delle ustioni anche di primo grado sono le sovra infezioni – spiega Salari – e per questo è fondamentale mantenere la massima igiene. Bisogna considerare che l'ustione procura fastidio, per cui il bambino nei giorni successivi tende a grattarsi e questo, come l'attrito con i tessuti, potrebbe favorire la penetrazione di germi”. Gli accorgimenti riportati sopra riducono questo rischio.