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Il ruolo dei colori nello sviluppo del bambino

di Giulia Foschi - 20.02.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Lo sapevate che esiste un ruolo dei colori nello sviluppo del bambino? Ecco come agevolare la curiosità dei piccoli verso sfumature e nuance.

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Il ruolo dei colori nello sviluppo del bambino

Il mondo dei colori è più vasto e articolato di quanto s'immagini. Per i bambini il colore è una scoperta che diventa sempre più ricca e entusiasmante col passare degli anni. Il MUBA, Museo dei Bambini di Milano, propone una mostra e dei laboratori su questo tema così affascinante e in parte misterioso, anche per gli adulti. Entrambe le iniziative sono a cura di Francesca Valan, industrial designer specializzata nella progettazione di colori, materiali e finiture e di spazi, giochi e percorsi didattici per bambini. Le abbiamo chiesto di svelarci qualcosa di più su questo affascinante tema e sul ruolo che il colore gioca nello sviluppo del bambino.

A che età i bambini imparano a distinguere i colori?

"Quando il bambino nasce è attratto dalle fonti luminose ma non vede i colori, non perché l'occhio non sia formato, ma perché il cervello non è ancora sufficientemente evoluto da decodificarli. Mano a mano che l'occhio inizia a registrare segnali, il cervello comincia a codificarli. Prima si intravede una sorta di nebbia, poi compaiono i bianchi e i neri, i contrasti e infine i colori. Verso i 3 mesi il bambino comincia a distinguere i colori principali, rosso, giallo, verde e blu. Tra il quarto e il quinto mese mette a fuoco immagini fino a qualche metro di distanza, e distingue chiaramente alcuni colori. A un anno di età i bambini vedono tutti i colori però non hanno ancora le parole per raccontarli: impareranno attorno ai tre anni. Da quel momento iniziano a utilizzare intenzionalmente i colori e a esprimere le loro preferenze cromatiche".

A che età avvicinare i bambini a un "utilizzo appropriato" dei colori?

"Nella fase da 0 a 3 anni l'attenzione del bambino è posta sulla forma, mentre dai 3 ai 5 anni si sposta sul colore. In questa fascia di età possiamo quindi stimolarlo maggiormente, contando sul suo interesse. Nelle sue scelte il colore diventa l'elemento più importante, mentre la forma assume un ruolo secondario.

Forme uguali ma di diverso colore vengono percepite come diverse, mentre forme diverse ma dello stesso colore vengono percepite come uguali. Dopo i cinque anni, in coincidenza con l'inizio della scuola, e con la necessità di distinguere diversi caratteri per imparare a leggere e a scrivere, la forma torna ad essere predominante sul colore. Dall'età scolare in poi le scelte cromatiche sono determinate da altri fattori, quali ad esempio le influenze culturali e le tendenze del gusto; e anche dal rapporto personale che ogni individuo ha con il colore".

Quali stimoli possono dare i colori allo sviluppo dei più piccoli?

"La percezione e l'identificazione dei colori procede di pari passo con la crescita, con lo sviluppo motorio e cognitivo. Ad esempio, quando il bambino inizia a prendere gli oggetti con le mani, li esplora e li tocca, percepisce il colore insieme al tatto, alla sensazione che dà quella superficie. Può quindi associare le sensazioni che provengono da sensi diversi: tatto, vista, olfatto, gusto. È importante che abbia a disposizione oggetti con un fronte e un retro che lo aiutino a sviluppare la visione a rilievo. Inoltre, quando inizia a muoversi nello spazio, anche a gattoni, impara a osservare come i colori cambiano in funzione della luce: si introduce questo punto una ulteriore dimensione del colore, la saturazione".

Si può parlare di educazione all'utilizzo dei colori?

"L'utilizzo dei colori è un processo che avviene naturalmente e in modo spontaneo. È giusto cambiare spesso paesaggio visivo e non limitarsi ad offrire ai bambini sempre i colori primari. Poi saranno loro a scegliere quelli che preferiscono e a sperimentare in libertà. Possiamo accompagnarli nella scoperta dei colori naturali, ad esempio, anche con una passeggiata nella natura, dove troviamo una molteplicità di tonalità, dalle più accese alle più tenui. È importante anche usare il colore nell'architettura e negli ambienti che i bambini vivono, perché attraverso il colore si connota la funzione dello spazio, si dimensionano gli ambienti, si comunicano soglie e percorsi".

Cosa si condivide nella mostra e nei laboratori sui colori organizzati da MUBA?

"La mostra-gioco COLORE. Giocare e scoprire il colore in tutti i sensi ha l'obiettivo di facilitare le bambine e i bambini nella scoperta del mondo del colore e dei sentimenti che i colori sono in grado di suscitare. Si articola su quattro installazioni, ognuna delle quali indaga un aspetto del colore differente con lo scopo di sperimentare attraverso un'esperienza interattiva: Luce comanda color affronta la percezione dei colori; Dove ti nascondi? racconta la mimesi degli animali; Senza colore svela come colori, luce e il rapporto che li lega siano importanti per definire il mondo che ci circonda; infine, La camera delle meraviglie invita all'osservazione della materia che assume forme differenti per composizione, stato, dimensioni e naturalmente colore. Per MUBA curo inoltre un ciclo di incontri pensati per educatori, insegnanti, docenti, studenti. Esamineremo e sperimenteremo le tre dimensioni dei colori (tinta, chiarezza e saturazione), scoprendo i modelli storici più significativi che hanno portato ai solidi cromatici attualmente in uso; parleremo della visione del colore nei bambini per poi esplorare i loro disegni".

L'intervistata

L'intervistata è Francesca Valan, industrial designer specializzata nella progettazione di colori, materiali e finiture e di spazi, giochi e percorsi didattici per bambini.

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