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25 luglio 2023, Giornata Mondiale della Prevenzione dell’Annegamento

di Luisa Perego - 19.07.2023 - Scrivici

annegamento
Fonte: shutterstock
Il 25 luglio di ogni anno ricorre la Giornata Mondiale della Prevenzione dell'Annegamento, la World Drowning Prevention day

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Giornata Mondiale della Prevenzione dell’Annegamento

Il 28 aprile del 2021 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato per il 25 luglio di ogni anno la Giornata Mondiale della Prevenzione dell'Annegamento, "World Drowning Prevention day". L'iniziativa è partita da Irlanda e Bangladesh. La Risoluzione stabilisce la prevenzione degli annegamenti come un'importante questione internazionale, riconosciuta da tutti i 193 Stati membri delle Nazioni Unite e stabilisce un quadro di azioni che ogni paese dovrebbe intraprendere per prevenire gli annegamenti.

Lo scopo è aumentare la consapevolezza dell'importanza della prevenzione dell'annegamento e la necessità di azioni multisettoriali per migliorare la sicurezza in acqua. Il tag di riferimento per partecipare sui social è #drowningprevention.

Le Federazioni internazionali del settore, ILS (International Lifesaving Federation) e la ILSE (International Lifesaving Federation Europe) hanno aderito invitando le Federazioni membri a prendere parte alla campagna di sensibilizzazione. In Italia, anche la Federazione Italiana Nuoto con la Sezione Salvamento ha dato il proprio contributo.

Ogni anno in Bangladesh, oltre 14.000 bambini muoiono per annegamento. E' la seconda causa di morte tra i bambini sotto i 5 anni nel paese, rendendolo uno dei principali problemi di salute pubblica.

"È scioccante che si perdano così tante vite ogni anno in questo paese. Sappiamo che queste morti sono prevenibili. Chiediamo ai singoli individui, alle comunità e i Governi di unirsi a noi, sensibilizzare e fare tutto il possibile per assicurare a ogni bambino il diritto a crescere e prosperare," ha dichiarato Sheldon Yett, Rappresentante dell'UNICEF in Bangladesh.

A livello globale, ogni anno oltre 230.000 persone muoiono per annegamento. 

Il tempo che passa dal momento in cui un bambino inizia ad avere difficoltà in acqua a quello in cui sparisce sotto – tecnicamente si parla di tempo di sommersione – è di circa 20 secondi. Ecco perché purtroppo basta distrarsi o allontanarsi un attimo dal bambino che sta giocando con l'acqua – che sia quella della vasca da bagno, di una piscina o del mare – per scoprire, quando si torna a cercarlo con lo sguardo o si torna da lui, che è ormai sparito sott'acqua. E' inoltre importante sapere che:

  • Un bimbo piccolo (sotto i 4-5) può essere in difficoltà anche in pochi centimetri di acqua.
  • Il numero di bambini di età compresa tra 1 e 4 anni che muoiono per annegamento è superiore a qualsiasi altra causa.
  • L'annegamento di un bambino avviene in pochi secondi ed è spesso silenzioso.
  • L'annegamento può accadere a chiunque, in ogni momento in cui si ha accesso all'acqua.

Secondo le stime dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie americani, ogni anno negli Stati Uniti muoiono più di 3.900 persone per annegamento involontario, di cui una su cinque ha meno di 14 anni.

Per ogni decesso in età pediatrica, altri cinque bambini necessitano di cure d'emergenza per annegamenti non mortali che possono causare danni irreversibili agli organi.

Secondo gli ultimi dati disponibili, riportati in un rapporto sugli incidenti in acqua dell'Istituto superiore di sanità pubblicato nell'estate del 2022, dal 2015 al 2019 sono stati identificati e analizzati 2.096 casi di incidente in acqua, fatali (annegamento) o non fatali. Il trend è costante, con circa 3-400 incidenti l'anno, ma negli ultimi anni aumentano gli incidenti nelle acque interne (laghi, fiumi), con un rischio maggiore per questo tipo di incidente per gli stranieri residenti nel Paese. Considerando sia i decessi che gli incidenti non fatali, le tre fasce di età più a rischio risultano essere quella 45-64 anni (18.2% di tutti gli incidenti in acqua), quella 65-79 anni (16.2%) e quella 0-10 anni (13.9%).

Come fare quindi? Ecco alcune regole da rispettare:

  1. Non lasciare i bambini sia piccoli che grandi, da soli o affidati alle cure di un altro bambino mentre si trovano in vasche da bagno, piscine, terme, vicino a canali di irrigazione o altre acque stagnanti aperte. Occorre inoltre ricordare che i seggiolini per il bagnetto o gli anelli di supporto non sostituiscono la supervisione di un adulto.
  2. Garantire che un adulto supervisore con abilità natatorie si trovi ad una distanza di un braccio (supervisione tattile), non distratto o impegnato in altre attività come parlare al telefono, socializzare o occuparsi delle faccende domestiche. La supervisione deve essere stretta, costante e attenta.
  3. Riconoscere immediatamente un bambino in difficoltà al fine di eseguire in sicurezza un soccorso.
  4. Imparare le tecniche di sicurezza in acqua.
  5. Prestare attenzione ai tuffi in acqua per il rischio di trauma; è importante conoscere la profondità dell'acqua e la posizione dei pericoli sottomarini prima di saltare o tuffarsi.
  6. Attenzione a un corretto utilizzo di acquascivoli, sempre più diffusi per la felicità di grandi e bambini.
  7. I bambini vanno sorvegliati se sono nei pressi di specchi d'acqua anche piccoli.
  8. E' importante recintare le piscine e metterle in sicurezza con cancelletti.
  9. Svuotate sempre vasche da bagno e piscinette se non vengono utilizzate e togliete i giocattoli in modo che i bambini non ne vengano attratti.
  10. Proteggete i bocchettoni delle piscine e legate i capelli, se lunghi e indossare delle cuffie.
  11. Iscrivete i bimbi a un corso di nuovo o di acquaticità: attenzione però. Gli incidenti possono capitare anche ai bambini che sanno nuotare.

Ricordate, la prudenza in acqua non è mai troppa.

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