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Al mare con tosse e raffreddore: si può o è meglio evitare?

di Francesca De Ruvo - 30.07.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Nonostante l'aria di mare sia un prezioso aiuto per la salute delle vie respiratorie, portare il bambino al mare con tosse e raffreddore non è sempre una buona idea

L'aria di mare, si sa, è un vero toccasana per la salute di grandi e piccini, ma lo è ancora di più per tutte quelle persone, tra cui i bambini, che tendono ad ammalarsi molto facilmente e a presentare sintomi come tosse e raffreddore. L'aria e l'acqua del mare, infatti, fluidificano il muco e aiutano a liberarsene più facilmente. Cosa fare però se il vostro bimbo si ammala proprio prima di partire oppure durante la vacanza?

In questo articolo

Al mare con tosse e raffreddore

"Il raffreddore di mare si cura al mare", recita un vecchio detto popolare. E in effetti è proprio vero che l'aria e l'acqua di mare possono avere un effetto benefico sulla salute delle vie respiratorie di grandi e piccini. Ma come bisogna comportarsi se il bambino ha la tosse e il raffreddore proprio durante una vacanza al mare? Lo si può portare in spiaggia oppure no? "Dipende - risponde il dott. Alberto Ferrando, pediatra di famiglia e Presidente dell'Associazione pediatri liguri - se la tosse e il raffreddore sono insorti da poco bisogna essere molto prudenti, evitando stress termici come bagni al mare ed esposizione al sole. Potrebbe infatti capitare che i sintomi peggiorino nell'arco di 24/72 ore e si presenti la febbre o altre complicazioni". In questi casi, quindi, meglio evitare il mare e tenere il bambino a riposo.

"Se invece il raffreddore o la tosse durano da un po' di tempo, una vacanza al mare potrebbe essere l'ideale per aiutare la guarigione visto che l'aria e l'acqua del mare aiutano a liberarsi più facilmente dal muco. Attenzione, però, bisogna prima contattare il pediatra e sentire il suo parere, soprattutto per evitare di portare in spiaggia un bambino con i sintomi di un'infiammazione ai timpani o di una bronchite".

In ogni caso, deve prevalere sempre il buon senso, cosa che alle mamme manca di rado. Se il bambino è reattivo e si sente tutto sommato bene, può stare in spiaggia a giocare o per fare una passeggiata, cercando di evitare i bagni in mare e gli sbalzi di temperatura che potrebbero incidere negativamente sul decorso della malattia.

In caso di assunzione di antibiotico, invece, è importantissimo verificare l'eventuale fotosensibilità del farmaco per evitare spiacevoli e dolorose sorprese.

Covid-19 e vacanze al mare

Non bisogna poi dimenticare che se il bambino presenta sintomi come tosse e raffreddore potrebbe non trattarsi di una semplice influenza estiva, ma di Covid-19. Cosa fare in questi casi? È fondamentale avvisare il prima possibile le autorità sanitarie del luogo in cui ci si trova, in modo da accertare se il bambino e/o i genitori siano infetti o no con l'apposito tampone.

In Italia

Se vi trovate in Italia, e anche solo un membro della famiglia risulta positivo, dovrete rispettare il periodo di quarantena. I tempi e i modi dell'isolamento verranno decisi dalle strutture sanitarie, alle quali sarà obbligatorio comunicare la positività. La quarantena verrà trascorsa in strutture apposite o nelle case-vacanza. 

All'estero

Se siete in vacanza all'estero e il bambino risulta positivo al tampone, dovete mettere in conto che non potrete fare ritorno subito in Italia. Sarà infatti obbligatoria la quarantena e si potrà tornare a casa solo alla fine del periodo di isolamento che avverrà in una struttura apposita. Se dovete partire per l'estero è utile, come consigliato dalla Farnesina, stipulare un'assicurazione che copra tutti i rischi legati al contagio da Sars-Cov-2.

Come si manifesta il coronavirus nei bambini

Secondo i dati della letteratura scientifica internazionale, i sintomi principali che possono essersi manifestati nei bambini compiti da Covid-19 sono:

  • febbre
  • tosse
  • mal di testa
  • nausea/vomito
  • diarrea
  • mal di gola
  • difficoltà respiratoria
  • dolori muscolari
  • rinorrea/congestione nasale
 

Purtroppo, però, sono gli stessi sintomi che possono essere causati da altre infezioni virali, come influenza o sindromi parainfluenzali.

Se fortunatamente non si tratta di Covid-19 e se il bambino è abbastanza "in forze", allora potrete approfittate dei numerosi benefici che la vacanza al mare porta con sé.

I benefici dell’aria di mare per tosse e raffreddore

Che l'aria marina faccia bene alla salute, soprattutto alle vie respiratorie, non è una novita, la scienza lo dice ormai da moltissimi anni. Grazie alla presenza di iodio, magnesio, potassio, bromo e altri sali minerali, l'aria di mare esercita la funzione di un vero e proprio un aerosol naturale e continuo che purifica le vie aeree e facilita l'eliminazione del muco, sostenendo così anche il sistema immunitario. Proprio perchè l'aria salmastra, soprattutto se di scoglio, favorisce la maturazione di tutte le secrezioni delle prime vie respiratorie, è normale che durante i primi giorni al mare il catarro sembra aumentare! Avendo la pazienza di lasciare che la malattia faccia il suo corso naturale, dopo il primo impatto, i bimbi, ma anche gli adulti, guariscono bene e iniziano a godere dei benefici del mare.

Gli stessi medici consigliano spesso ai genitori di trascorrere con i propri figli periodi in località marittime, in particolare per quei bambini che si ammalano molto facilmente durante l'anno. Sembrerebbe, infatti, che l'esposizione all'aria del mare sia associata a una minor incidenza di problematiche respiratorie nei bambini.

Domande e risposte

Come beneficiare al massimo dell'aria di mare?

Per godere a pieno dei benefici dell'aria del mare è preferibile fare una vacanza di almeno 15 giorni. Una buona idea è quella di fare delle lunghe passeggiate quando il sole non scalda troppo perché le passeggiate agiscono da veri e propri mucolitici e antinfiammatori per le vie respiratorie.    

Per quali patologie è idnicato un soggiorno al mare?

L'aria di mare è benefica per le allergie, l'asma, la sinusite e anche per la convalescenza da raffreddore e tosse  

I benefici dell'aria del mare quindi non sono una diceria: lo conferma anche un recente studio condotto dallo European Centre for Environment & Human Health insieme al Peninsula College of Medicine and Dentistry dell'Università di Exeter in Gran Bretagna. Gli scienziati, coordinati dal dott. Benedict Wheeler, ricercatore senior presso la Scuola di Medicina dell'ateneo inglese, hanno raccolto le risposte a un questionario su scala nazionale a cui hanno partecipato 48 milioni di britannici e hanno "scoperto" che lo stato di salute di chi vive vicino al mare sembra essere decisamente migliore di quello di chi invece il mare non lo vede quasi mai! 

I benefici dell'acqua di mare

L'acqua di mare, così come l'aria, è ricca di sali, e questa sua particolarità la rende un ottimo alleato per la salute nasino. L'acqua del mare funge da detergente naturale che rimuove il muco e, allo stesso tempo, lo "disinfetta". 

Il cloruro di sodio, ovvero il sale di cui il mare è ricco, è infatti un efficace mucolitico perché diluisce il muco in eccesso e stimola il movimento delle ciglia che lo spazzano via, fuori dal nasino del bambino.

Inoltre, proprio per la sua elevata concentrazione di sale, l'acqua di mare può essere considerata anche un blando disinfettante naturale. In pratica, i microrganismi presenti nel naso a contatto con l'acqua salata tendono a svuotarsi di acqua e a "morire" disidratati. Per via di questo meccanismo, le secrezioni nasali dei bimbi (e dei grandi) aumentano anche notevolmente nei primi giorni al mare. Non preoccupatevi quindi se durante i primi giorni di vacanza il bambino ha il naso che cola di continuo, è l'effetto benefico del mare.

Se il bambino sta bene, quindi, via libera a bagni e nuotate che lo aiuteranno a respirare meglio!

I benefici del sole

Anche il sole porta con sé numerosi benefici sia per i bambini che per gli adulti. È proprio il sole, infatti, che stimola e attiva la produzione di vitamina D.

La vitamina D oltre a essere indispensabile per la salute delle ossa, contribuisce a rinforzare il sistema immunitario, aiutando così il corpo a contrastare le infezioni delle alte vie respiratorie.

Attenzione, però, come in tutte le situazioni serve avere un po' di buonsenso. Come consiglia la Società Italiana di Pediatria, è necessario:

  • rispettare gli orari di esposizione al sole, che deve avvenire al mattino e nel pomeriggio evitando le ore più calde tra le 10 e le 16, anche per scongiurare eritemi e colpi di calore;
  • se non si può rientrare a casa, proteggere il bambino nelle ore più calde facondelo stare all'ombra sotto l'ombrellone. Se la temperatura è alta, per via della ridotta capacità di termoregolazione dei bambini, si devono bagnare spesso i capelli e mettere anche il cappellino;
  • utilizzare una protezione solare adeguata da riapplicare ogni due ore e dopo il bagno al mare.

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