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Antibiotico resistenza: anche i neonati sono a rischio

di Nostrofiglio Redazione - 22.11.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Cos'è l'antibiotico resistenza? Perché sono a rischio anche i neonati? Negli ultimi anni sono aumentate le infezioni dovute a patogeni resistenti agli antibiotici.

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Antibiotico resistenza: anche i neonati sono a rischio

I fattori di rischio per la salute dell'uomo non sono rappresentati solo dalle malattie, ma c'è un'altra minaccia che preoccupa negli ultimi tempi e cioè la resistenza agli antibiotici. 

Gli antibiotici vengono utilizzati per prevenire e curare le infezioni batteriche. L'antibiotico resistenza (AMR) è un fenomeno che si verifica quando i batteri diventano resistenti a questi farmaci, cioè non rispondono più alla loro azione.

Questo fenomeno sta aumentando notevolmente e ogni anno nel mondo ci sono 214mila decessi per infezioni resistenti agli antimicrobici: una vera minaccia a livello mondiale. Nel nostro paese la percentuale di infezioni resistenti agli antibiotici è passata dal 17% del 2005, al 30% nel 2015 e potrà arrivare al 32% nel 2030, un numero superiore alla media OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Purtroppo l'Italia è tra i Paesi con i più alti tassi di mortalità da infezioni resistenti agli antibiotici. 

Secondo il rapporto di Global Research on Antimicrobial Resistance pubblicato nel 2022 da The Lancet, che ha analizzato i dati da 204 paesi, nel 2019 oltre 1,2 milioni di persone sono decedute per infezioni causate da batteri resistenti a diversi antibiotici e circa 5 milioni di decessi sono associati a fenomeni di AMR.

Questi dati sono davvero preoccupanti perchè il rischio è che malattie infettive comuni possano tornare ad essere difficilmente curabili e quindi mortali. Tra le fasce di popolazione a rischio ci sono anche i neonati. 

Cos'è l'antibiotico resistenza nei neonati e perché preoccupa?

Gli antibiotici sono il farmaco più comunemente utilizzato nelle Terapie Intensive Neonatali (TIN) e purtroppo, anche se negli ultimi anni i neonatologi hanno iniziato a valutare criticamente l'utilizzo degli antibiotici, la sfida che riguarda l'ottimizzazione del loro uso in ambito neonatale rimane significativa.

Tutt'ora, più del 75% dei neonati con peso inferiore ai 1.500 g e più dell'80% di quelli con peso <1000 g vengono sottoposti alla nascita a terapia antibiotica, nel sospetto di una sepsi, pur essendo riportata in letteratura una incidenza della sepsi precoce che varia da 0 a 7%.

Dati recenti della letteratura evidenziano, inoltre, che un uso non necessario e prolungato degli antibiotici, durante la prima settimana di vita nei neonati pretermine, aumenta il rischio di insorgenza di una infezione tardiva, di enterocolite necrotizzante o di morte.

Che cos'è il fenomeno dell'antibiotico resistenza nei neonati? E' il fenomeno dell'adattamento dei microrganismi all'ambiente, che determina la riduzione o l'eliminazione dell'efficacia di un agente antimicrobico. Sebbene si tratti di un meccanismo naturale, spiega la Sin, i principali fattori, sia del suo sviluppo, che della sua diffusione, sono "artificiali" e dovuti all'uomo ed in particolare all'uso inappropriato ed eccessivo degli antibiotici, non solo tra gli esseri umani, ma anche tra gli animali da produzione alimentare.

Inoltre, la dimensione globale del problema dipende dal fatto che una volta che un patogeno sviluppa resistenza ad un antibiotico, tale resistenza si diffonde molto rapidamente nel mondo, alimentata dalla mobilità delle popolazioni e dalla globalizzazione.

In ambito neonatale, negli ultimi anni c'è una crescente evidenza di infezioni dovute a patogeni resistenti agli antibiotici, stimando che 214.000 decessi ogni anno tra i neonati sono da attribuire a microrganismi resistenti agli antibiotici. Circa la metà dei patogeni che causano infezioni neonatali severe risultano attualmente resistenti alla prima ed alla seconda linea di trattamenti raccomandati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

Come prevenire l'antibiotico resistenza?

La Società Italiana di Neonatologia (Sin) nel corso della Settimana mondiale sull'uso consapevole degli antibiotici (World Antimicrobial Awareness Week - WAAW, 18-24 novembre), ha lanciato l'allarme perchè questa situazione interessa anche i neonati . Il presidente Luigi Orfeo ha affermato:

"Le strategie da mettere in atto, per arginare questa silente pandemia in neonatologia, non sono diverse da quelle proposte per la popolazione generale. Il quadro che emerge è quello di una realtà in cui l'arsenale per combattere i microrganismi è sempre più povero di mezzi.  I nuovi antibiotici non risolveranno definitivamente il problema, perché perderanno la loro efficacia, dopo un certo periodo di utilizzo, a causa di batteri resistenti. Lo strumento più importante per la limitazione della AMR è la prevenzione nell'ambito ospedaliero, attraverso il corretto uso degli antibiotici e strategie di prevenzione e controllo delle infezioni, prima fra tutte l'igiene delle mani, che dovrebbe continuare ad essere fortemente incentivata. Ogni ospedale dovrebbe adottare un "Antibiotic Stewardship Program", con la formazione di un gruppo multidisciplinare che guidi i medici nell'uso consapevole degli antibiotici. Se non si prendono subito provvedimenti adeguati, corriamo il rischio di ritrovarci nell'era pre-antibiotica degli anni '30 e in un mondo senza antibiotici".

Fonte: https://www.quotidianosanita.it

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