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Covid-19, l'attesa dei tamponi rapidi e la protesta delle scuole

di Sveva Galassi - 15.10.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Si attende l'arrivo di 5 milioni di tamponi rapidi delle scuole. Intanto, da parte del personale scolastico sono arrivate segnalazioni sul rifiuto da parte degli organi competenti di fare il tampone a docenti - privi di sintomi - delle classi in cui ci sono alunni positivi al virus.

In questi giorni si attende che venga fatta chiarezza sull'uso dei tamponi rapidi nelle scuole e sulle regole di quarantena. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha affermato che arriveranno a breve 5 milioni di test rapidi nelle scuole.

In generale, i test rapidi, che consentono di avere il responso in pochi minuti, saranno usati se l'alunno o il professori presentano sintomi di Covid.

Intanto, però, come riporta La Stampa, tramite i sindacati da parte del personale scolastico sono arrivate segnalazioni riguardandanti criticità sulla tutela della salute a scuola di studenti, docenti, presidi, personale ATA.

Tra le varie criticità, numerosi hanno lamentato il rifiuto, da parte degli organi competenti, a svolgere il tampone a docenti - privi di sintomi - delle classi in cui sono stati individuati alunni positivi al virus.

La protesta delle scuole e il lavoro dell'ISS

Sembrerebbe, dunque, che i docenti e studenti siano in alcuni casi ancora costretti a rivolgersi a laboratori privati per le analisi.

Si attende intanto il documento redatto dall'Iss (Istituto superiore di Sanità), guidato da Silvio Brusaferro, nel quale sarà indicato precisamente chi deve sottoporsi:

  • test molecolari (tamponi tradizionali, che hanno bisogno di qualche giorno per il referto);
  • test antigenici (test veloci già adoperati negli aeroporti e dal 29 settembre nelle scuole);
  • test antigenici rapidi salivari (ancora in corso di validazione).

L'obiettivo è dunque basare l'azione su tre linee di intervento, con lo scopo di permettere di continuare in sicurezza il normale svolgimento delle lezioni nelle scuole. 

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