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Bambini e farmaci: quando usare ibuprofene e paracetamolo

di Francesca De Ruvo - 23.11.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Paracetamolo e ibuprofene sono i farmaci solitamente più utilizzati nei bambini soprattutto quando si tratta di febbre o dolori di varia natura. Ma quando è meglio somministrare uno piuttosto che l'altro? E quali possono essere gli effetti collaterali? Chiediamolo all'esperto.

Quando il bambino sta male e ha la febbre o altri tipi di dolore, il pediatra può consigliare ai genitori di utilizzare il paracetamolo o l'ibuprofene per alleviare i sintomi. Questi due medicinali, infatti, sono gli unici consigliati per il trattamento del dolore o della febbre in età pediatrica. Talvolta però, alcuni pediatri consigliano di alternarli per potenziarne l'effetto, sarà davvero utile? Facciamo il punto della situazione con il dott. Marco Parenti, professore di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano-Bicocca.

In questo articolo

Il paracetamolo

"Il paracetamolo – spiega il professor Parenti – è un farmaco con attività antipiretiche e antidolorifiche. È utilizzato quindi non solo per il trattamento della febbre, ma anche del dolore, come in caso di mal di testa e mal di denti".

Il paracetamolo può essere utile anche in caso di:

Per quanto riguarda la febbre, però, le linee guida redatte dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ricordano che non sempre è consigliabile utilizzare un antipiretico per abbassare la temperatura corporea del bambino. Gli antipiretici, come il paracetamolo, andrebbero utilizzati solo quando il bambino ne ha veramente bisogno. Se non ha altri sintomi e tollera la febbre senza troppi problemi, non c'è bisogno di somministrare alcun farmaco.

Somministrazione e dosaggio

Il paracetamolo è un farmaco da banco, acquistabile cioè senza ricetta medica. Per quanto riguarda la formulazione, è possibile trovare il paracetamolo sotto forma di:

  • Sciroppo
  • Compresse
  • Bustine orosolubili
  • Supposte
  • Gocce

Per i bambini più piccoli (0-7 kg) si consigliano le gocce da assumere per via orale, dai 7 kg in su, invece, si può somministrare il paracetamolo sotto forma di sciroppo. Per i bambini più grandi, in genere dai 20 kg in su, si può scegliere tra bustine orosolubili e compresse. Per quanto riguarda le supposte, invece, meglio utilizzarle solo quando la somministrazione orale non è consigliata, come in caso di vomito. Questo perché i "contro" delle supposte sono ormai maggiori dei "pro".

"Naturalmente – spiega Parenti – occorre fare estrema attenzione al dosaggio perché si tratta di bambini, quindi di soggetti più a rischio. Il dosaggio per i bambini viene espresso in base al peso e non all'età. Esiste infatti un dosaggio standard che va poi aggiustato in base al peso". Si consiglia dunque di seguire sempre le dosi indicate nel foglietto illustrativo. L'intervallo di tempo minimo tra una somministrazione e l'altra (sempre nel caso in cui ce ne fosse bisogno) è di almeno 4/6 ore. Il paracetamolo può essere assunto sia a stomaco pieno che a stomaco vuoto.

Effetti collaterali del paracetamolo

Come abbiamo visto, Il paracetamolo non va somministrato per abbassare la febbre se non sono presenti anche altri sintomi che indichino un malessere generale. Inoltre, se entro 3 giorni i sintomi non migliorano con l'uso del paracetamolo, è buona norma rivolgersi al pediatra.

"Il paracetamolo può diventare tossico a livello del fegato quando si supera un certo dosaggio, per questo bisogna fare attenzione alla dose di medicinale che si somministra al bambino". È bene contattare un medico qualora in seguito all'assunzione si verifichino:

  • Arrossamenti della pelle
  • Difficoltà respiratorie
  • Orticaria
  • Gonfiore del viso, lingua, labbra, mani e piedi
  • Colorazione giallastra della pelle

L'ibuprofene

"L'ibuprofene invece – ci spiega il professor Parenti – rientra nella categoria dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) e rispetto al paracetamolo aggiunge un'azione antinfiammatoria. È importante sottolinearlo perché nel caso del paracetamolo non c'è nessuna attività antinfiammatoria". L'ibuprofene, come il paracetamolo, viene utilizzato contro la febbre e per il trattamento del dolore, "hanno entrambi un'ottima efficacia" sottolinea il professore.

Più o meno come per il paracetamolo, si può somministrare anche in caso di:

Come accennato prima, ricordiamo che in caso di febbre senza altri sintomi è meglio non somministrare farmaci al bambino attendendo il naturale decorso.

Somministrazione e dosaggio dell'ibuprofene

Anche nel caso dell'ibuprofene, si tratta di un farmaco da banco, commercializzato con nomi diversi e in differenti formulazioni tra cui:

  • Sciroppo
  • Compresse
  • Capsule masticabili
  • supposte

"In generale la somministrazione da preferire è quella per via orale perché le supposte presentano alcune controindicazioni" ci ricorda il professor Parenti, aggiungendo poi che "anche qui valgono le stesse informazioni date per il paracetamolo: il dosaggio dipende sempre dal peso corporeo del bambino". In generale la durata dell'effetto dell'ibuprofene è più lunga rispetto al paracetamolo, ma l'intervallo di tempo tra una somministrazione e l'altra aumenta, bisogna infatti attendere 8 ore prima di dare al bambino una nuova dose di medicinale.

L'ibuprofene può essere utilizzato nei bambini a partire dai 3 mesi di età o comunque in bambini con peso superiore ai 5 kg.

Effetti collaterali dell'ibuprofene

"L'ibuprofene, come tutti i fans, può produrre delle lesioni alla mucosa gastrointestinale, per questo motivo è sempre meglio assumere il medicinale a stomaco pieno" suggerisce il dott. Parenti. In caso di sovraddosaggio o utilizzo prolungato nel tempo, l'ibuprofene può causare:

  • vomito
  • diarrea
  • tossicità renale
  • crampi addominali
  • emorragie gastrointestinali

Nel caso in cui il bambino assumesse altri farmaci, prima di somministrare l'ibuprofene, e vale anche per il paracetamolo, è buona norma leggere il foglietto illustrativo per vedere se ci sono delle controindicazioni. Dopo 3 giorni di utilizzo senza miglioramenti si raccomanda di contattare il pediatra.

Alternare paracetamolo e ibuprofene: rischi e benefici

La pratica di alternare paracetamolo e ibuprofene è molto diffusa tra i genitori, sia per far scendere la febbre che per trattare altri tipi di dolori dei bambini. Alcuni pediatri la consigliano, altri la vietano categoricamente. È utile o dannosa? Vediamo cosa può dirci il professor Parenti a riguardo.

"È vero, alcuni pediatri consigliano di alternare paracetamolo e ibuprofene, mentre altri sono in disaccordo con questo metodo. L'unica soluzione è quindi vedere cosa dice la letteratura scientifica. Per far abbassare la febbre non c'è proprio alcuna ragione di alternare i due farmaci, che sono tra loro equivalenti. L'alternanza in questo caso non porta alcun miglioramento, anzi si potrebbero fare solo più danni".

La questione è un po' diversa quando parliamo del trattamento del dolore. "In questo caso si possono alternare i due medicinali, tenendo però conto che per il dolore la prima scelta deve essere sempre il paracetamolo. Nel caso in cui il dolore fosse forte, il pediatra può valutare la somministrazione di una preparazione a base di paracetamolo e codeina. Qualora non fosse ancora sufficiente, allora si può prendere in considerazione l'ibuprofene". In questi casi bisogna fare moltissima attenzione alle dosi e ai tempi di somministrazione, ricordando di mantenere il bambino ben idratato per evitare il rischio di effetti tossici e seguendo le indicazioni fornite dal medico. L'associazione dei due principi attivi non deve essere fatta di propria iniziativa perché potenzialmente molto pericolosa per la salute del bambino.

I potenziali effetti avversi possono essere:

  • insufficienza renale acuta
  • sanguinamento gastrointestinale
  • danni epatici
  • rischio di sovradosaggio di uno dei due farmaci

Fonti utilizzate per questo articolo:

Consulenza del dott. Marco Parenti, professore di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano-Bicocca.

La gestione di febbre e dolore in età pediatrica, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, 2017

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