Punture d'insetti

Bambini e punture di api e vespe: che cosa fare

Di Luisa Perego
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18 giugno 2020
Come comportarsi nel caso un'ape o una vespa dovessero pungere il proprio bambino? Per le api occorre estrarre prima il pungiglione. In generale, applicare ghiaccio e se serve, somministrare paracetamolo per il dolore

 

Bambini e punture di insetti

 

Sono diversi gli insetti che in estate, complice il tempo passato all'aria aperta e l'innata curiosità dei bambini, possono pungere. Vespe, zanzare, api, ma anche calabroni e bombi.

Come comportarsi se il proprio bambino venisse punto? Quali possibili reazioni si verificano in seguito a una puntura? Che cosa è uno shock anafilattico? Per finire: come prevenire?

 

Come comportarsi in caso di puntura di ape, vespa, calabrone o bombo

 

L'ape (e solo l'ape) perde il pungiglione dopo avere punto.

Come prima cosa, estrarlo dalla zona colpita (se presente) aiutandosi con delle pinzette; già in questo modo si riconosce la puntura di ape da qualsiasi altro insetto. Poi:

  • applicare ghiaccio;
  • per lenire il dolore, è possibile somministrare del paracetamolo;
  • tenere il bambino sotto controllo per circa 2 ore, il tempo necessario per verificare che non avvengano reazioni di ipersensibilità, una sorta di reazione allergica al veleno dell'insetto.

 

Come riconoscere un'ape, da una vespa e da un calabrone?

Ape

L'ape operaia è lunga da 1 a 1,5 cm, ha il torace marrone "peloso", addome giallo e nero.

Le api non sono aggressive e attaccano solo se si mette a rischio la sopravvivenza della loro colonia. Quando un'ape attacca un intruso, lascia il pungiglione nel suo corpo e muore. Per l'insetto è quindi di una misura estrema, alla quale evita di ricorrere se può evitarlo. 

Vespa

A differenza delle api, le vespe hanno il classico restringimento tra il torace e l'addome, il cosiddetto "vitino da vespa" e non lasciano il pungiglione nella vittima. Attaccano non solo per difendersi, ma anche se sono semplicemente infastidite. Possono infliggere più punture nell'arco di poco tempo.

Calabrone

Il calabrone è "una vespa molto grande" dal classico colore giallo e nero. Può arrivare intorno ai 2,5 cm di lunghezza, la femmina, 3,5-5 cm. Può infliggere più punture nell'arco del tempo.

 

 

Cosa fare in caso di shock anafilattico

 

La puntura di un'ape, una vespa, un calabrone e un bombo possono determinare due differenti tipi di reazioni su un bimbo:

  1. prurito, arrossamento e gonfiore della parte colpita a causa delle sostanze irritanti contenute nel pungiglione (da trattare con ghiaccio e/o paracetamolo);
  2. macchie rosse NON nella zona dove è stato punto il piccolo o difficoltà respiratoria e shock anafilattico. Queste reazioni si verificano la seconda volta che il bambino è stato punto e non si manifestano nella zona in cui il piccolo è stato colpito, ma, proprio come una reazione allergica, compaiono altrove sotto forma di chiazze rosse. Nelle forme più gravi possono portare a difficoltà respiratoria e shock anafilattico. Sono reazioni molto impegnative per l'organismo e sono dovute a ipersensibilità, una sorta di reazione allergica nei confronti di alcuni componenti del veleno dell'insetto.

Che cosa è lo shock anafilattico

Lo shock anafilattico è un evento improvviso, una reazione infiammatoria "fulminante" che si può verificare nelle persone allergiche quando entrano in contatto con una sostanza estranea. Le cellule immunitarie rilasciano istamina, sostanza che provoca la dilatazione dei vasi sanguigni e fa precipitare la pressione arteriosa. Questo determina shock, abbinato spesso a ostruzione delle vie respiratorie.

I segnali dello shock anafilattico

I primi segnali sono formicolio e senso di calore alla testa e alle estremità.

In seguito compaiono in sequenza:

  • orticaria
  • angioderma (rapido gonfiarsi di pelle, mucose e tessuti)
  • rinite
  • difficoltà respiratoria
  • prurito al lingua e palato
  • alterazione della voce
  • asma
  • vomito
  • diarrea
  • ipotensione (pressione bassa)
  • tachicardia e aritmia
  • la pressione arteriosa si abbassa, il respiro si fa difficile

Come comportarsi in caso di shock anafilattico?

E' importante l'intervento immediato. Chiamare immediatamente il 118 senza lasciare solo il bambino. Facilitate intanto la circolazione sanguigna: slacciate i vestiti, tranquillizzate il bimbo e mettetelo in posizione antishock, sdraiato con le gambe più in alto rispetto al corpo.

L'adrenalina è il farmaco salvavita in caso di shock anafilattico e i genitori di bimbi allergici a rischio dovrebbero averne una fiala sempre con sé. Dopo essere stati istruiti sul suo utilizzo, non devono esitare a praticare l'iniezione ai primi sintomi di shock anafilattico. E' necessario comunque in ogni caso rivolgersi al più presto al medico.

(Fonte: Puericultura - Il bambino da 0 a 6 anni - Garzanti; Il pediatra nel cassetto - Dalla nascita all'adolescenza: istruzioni per l'uso - Giunti Demetra)

 

 

Come prevenire le punture di api e vespe

 

Che cosa si può fare per prevenire la puntura di un insetto? Ecco quattro precauzioni che si possono adottare o che si possono insegnare al proprio bimbo per rendere minimo il rischio di puntura di insetto tratte dal sito del servizio sanitario nazionale britannico.

  1. muoversi lentamente e non andare in panico quando si incontrano vespe e api. Non agitare le braccia e non cercare di scacciarle con le mani.
  2. evitare prodotti (shampoo e sapone) troppo profumati. Gli insetti ne sono attratti.
  3. non avvicinarsi e non disturbare gli alveari: le vespe costruiscono il proprio nido spesso sotto ai tetti, balconi e alberi. Far rimuovere gli alveare presenti in casa o in giardino.
  4. attenzione ai picnic all'aria aperta. Meglio coprire bevande zuccherate e cibo (soprattutto dolce) per non attirare vespe e api.