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Bambini: la differenza tra tampone e test sierologico

di Sara De Giorgi - 25.09.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
L'epidemia legata al Covid-19 ha reso necessari alcuni test per diagnosticare rapidamente il virus, anche per i bambini. Qual è la differenza tra tampone e test sierologico? Ecco le indicazioni dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù.

L'emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha richiesto che fossero effettuati test rapidi per diagnosticare l'infezione. Inizialmente si poteva effettuare soltanto il tampone faringeo (o naso-faringeo), mentre in seguito sono stati adoperati test sierologici per la ricerca degli anticorpi diretti contro il nuovo Coronavirus. Facciamo un po' di chiarezza al riguardo grazie alle indicazioni dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Innanzitutto, la differenza tra il tampone e i test sierologici è la seguente: il tampone serve per diagnosticare la presenza del virus nell'organismo e quindi a scoprire se c'è un'infezione in corso, mentre i test sierologici, invece, servono per capire se una persona è già entrata in contatto con il Covid-19.

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Bambini, come si fa un tampone per Covid-19

Il tampone faringeo o naso-faringeo è molto veloce sia per gli adulti sia per i bambini. Il test deve essere eseguito da personale addestrato e protetto da mascherina, guanti, occhiali e camice monouso: ciò è importante perché in genere il tampone è effettuato a persone che hanno sintomi. Viene eseguito in pochi secondi tramite un bastoncino, che ha un cotton fioc alla sua estremità, e che viene inserito:


Il tampone faringeo o naso-faringeo è strofinato leggermente sulla mucosa:

  • del faringe posteriore, infilando il tampone in bocca fino ad arrivare alle tonsille per il tampone faringeo;
  • del naso, infilando il tampone in una narice e procedendo fino a raggiungere la parete posteriore del rinofaringe.

Il tampone viene poi mandato ad un laboratorio specializzato, che verifica se il virus è presente mediante test molecolari.

Bambini, come si fa un test sierologico per il Covid-19

Il test sierologico, diversamente dal tampone, viene effettuato mediante un prelievo del sangue e in alcuni casi è sufficiente una goccia di sangue ottenuta dal polpastrello di un dito della mano.


Se è positivo, il test sierologico dimostra la presenza nel siero (fase liquida del sangue) del paziente di alcuni anticorpi:

  • se gli anticorpi IgM sono positivi l'infezione è recente;
  • se gli anticorpi  IgM sono negativi e gli anticorpi IgG sono positivi l'infezione c'è stata, ma è comunque passata.

Tuttavia, il test sierologico non indica necessariamente se una persona è protetta, per quanto tempo la persona sarà protetta e se è già guarita.


Un test sierologico negativo può avere vari significati:

  • la persona non è stata infettata dal virus SARS-CoV-2;
  • la persona è stata infettata molto recentemente (meno di 8-10 giorni prima) e non ha ancora sviluppato gli anticorpi contro il virus;
  • è stata infettata ma il titolo di anticorpi che ha sviluppato è, al momento dell'esecuzione del test, al di sotto del livello di rilevazione del test.

I test sierologici non sostituiscono il test fatto sul tampone (test molecolare). Solamente il risultato del tampone naso-faringeo dimostra la presenza o meno di materiale genetico virale e dà la conferma dell'infezione in corso. Nel caso di positività ai test sierologici, il Ministero della Salute raccomanda di effettuare il tampone. 

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