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Le famiglie con un bambino con ADHD possono trarre beneficio nel praticare la mindfulness

di Elena Berti - 26.04.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I bambini con ADHD sono generalmente trattati con farmaci e / o trattamenti comportamentali. Ma il solo farmaco è insufficiente in un quarto dei bambini.

Capita di sentire spesso genitori parlare dei propri figli esprimendosi con termini tipo "è iperattivo!", ma chi ha realmente un bambino con deficit di attenzione o iperattività sa che non è proprio la stessa cosa. Vivere con un bambino neurodivergente richiede strategie particolari per far sì che tutto funzioni, e nel caso degli ADHD molte volte si fa uso anche di farmaci che intervengono sul comportamento e altri aspetti della vita quotidiana. A quanto pare, però, i bambini iperattivi potrebbero trarre benefici dalla mindfulness.

In questo articolo

Bambini con ADHD: lo studio

Non solo farmaci, ma anche mindfulness per trattare i bambini ADHD: ci si è arrivati grazie a uno studio condotto con il Radboud Center for Mindfulness di Amsterdam, che ha osservato due gruppi di bambini e bambine di un'età compresa tra gli otto e i sedici anni. Il primo gruppo ha ricevuto il trattamento classico a base di farmaci, mentre l'altro è stato sottoposto anche alle cure basate sulla mindfulness, il tutto per otto settimane.

Il risultato più incredibile dello studio è che a beneficiare di questo tipo di approccio non sono stati soltanto i bambini, ma anche i genitori, che hanno aumentato in maniera considerevole la consapevolezza e sentimenti positivi come l'auto-compassione. Sui bambini, invece, i miglioramenti sono stati minori: la sperimentazione ha infatti mostrato benefici sull'ansia o su altri sintomi tipici dell'ADHD, senza però che fossero davvero rilevanti. I risultati migliori si sono ottenuti sull'autocontrollo, però, un progresso non da poco per chi ha disturbi dell'attenzione o iperattività e fatica, quindi, a gestirsi. 

Nonostante i benefici sui bambini non siano stati straordinari, è comunque apprezzabile il risultato ottenuto coi genitori, dei quali nessuno si preoccupa mai. Fare i genitori è sempre difficile, causa stress e fatica, ma chi ha figli neurodivergenti è spesso confrontato a qualche sfida in più: per questo, trovare un modo affinché riescano ad affrontare non solo la diagnosi ma anche quel che ne consegue, accettandola e trovando modi nuovi per integrarla nella propria famiglia, è un enorme passo avanti. 

Cos'è l'ADHD

Ma che cosa si intende esattamente con ADHD? Come dicevamo prima, dire "mio figlio è iperattivo" perché è un bambino vivace è scorretto. Il disturbo da deficit di attenzione e l'iperattività sono considerati disturbi dello sviluppo neurologico che dà quindi luogo a una neurodivergenza (proprio come la dislessia, o l'autismo) ed è presente nel 5% dei bambini in tutto il mondo. 

Le cause sono ancora in discussione, ma prevalentemente sono da ricercare nella genetica, nella neurobiologia e nell'ambiente. 

Come si riconosce un bambino ADHD?

  • non riesce a controllarsi nel quotidiano (non controlla nemmeno gli impulsi)
  • difficoltà di concentrazione
  • non sa mantenere l'attenzione
  • non sa gestire le emozioni
  • ha problemi nella gestione dei compiti

L'autocontrollo in particolare è necessario per vivere nella società moderna, non solo a scuola o in famiglia. Per questo si continuano a fare studi e a provare trattamenti che mettano i bambini nelle condizioni di riuscire a controllarsi e "stare fermi" in determinate sensazioni. Bisogna però affidarsi a neuropsichiatri e centri preparati per ottenere la diagnosi: non si tratta di essere facilitati a scuola, ma di sottoporsi a trattamenti farmacologici. Secondo alcuni dati, le diagnosi di ADHD sarebbe molto più alte del reale numero di bambini con questo tipo di deficit (in Italia si parla del 3-4%), perciò ribadiamo che non basta "essere vivaci" per risultare ADHD e che dalla diagnosi non si trae nessun vantaggio, soprattutto se fosse sbagliata. 

Se sospettate che vostro figlio possa avere un deficit dell'attenzione o essere realmente iperattivo tanto da non sapersi controllare in nessuna situazione, cercate un centro specializzato che possa fare la valutazione. Ricordatevi inoltre che la diagnosi non è un punto di arrivo ma di partenza!

Sintomi

Proprio perché la diagnosi di ADHD è un punto di partenza che poi prevede un trattamento farmacologico ed eventualmente un supporto psicologico, bisogna non farsi prendere "dalla moda" e valutare attentamente la situazione prima di rivolgersi a uno specialista. In linea generale, iperattività, disattenzione e impulsività sono i tratti principali di chi è ADHD, ma non bastano. Altri elementi di cui tenere di conto sono: 

  • la presenza dei "sintomi" in più contesti, per esempio a casa e a scuola
  • una sintomatologia ricorrente: se vostro figlio è agitato o disattento da un mese non significa niente, aspettatene almeno sei
  • un comportamento molto diverso da quello dei suoi coetanei (a scuola, al parco, a casa e in altri contesti)
  • i sintomi devono essere presenti prima dei 7 anni
  • conseguenze sul rendimento scolastico e sulla vita sociale

Il gioco di ruolo come strumento utile

In questo podcast il Dott. Mauro Carminati di Studio Intreccio Treviglio ci spiega perché il gioco di ruolo può essere uno strumento molto utile per lavorare sulle abilità sociali dei bambini che soffrono di ADHD, disturbi da deficit dell'attenzione e iperattività.

I bambini ADHD sono trattati solitamente con farmaci, ma non si devono sottovalutare altre strategie tra cui, per esempio, la mindfulness. Che, se utilizzata anche sui genitori, può avere effetti incredibili su tutti i membri della famiglia.

Aggiornato il 31.05.2021

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