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Il bambino non sta mai fermo: cosa sapere

di Simona Bianchi - 15.09.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Se il bambino non sta mai fermo potrebbe essere semplicemente vivace o potrebbe essere un segnale di un disturbo. Quali sono le cause e i sintomi

In questo articolo

Il bambino non sta mai fermo

Se il bambino non sta mai fermo non è sempre detto che abbia un disturbo. I piccoli sono energia pura e amano stare sempre in movimento, per questo motivo può capitare di trovarli la sera ancora super attivi mentre gli adulti sono stanchi per i vari impegni portati a termine nel corso della giornata. Perciò, se il proprio figlio è molto attivo e capace di concentrarsi, si tratta di un comportamento del tutto normale che potrebbe anzi essere stimolato con lo sport, la lettura o facendo fare al piccolo ciò che lo interessa. In alcuni casi, però, la "frenesia" del bimbo può essere un segnale della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd). Di questo disturbo soffrono circa il 3-4% dei bimbi e non è riconducibile al solo essere sempre in movimento, ma ad avere atteggiamenti che creano disagi nel quotidiano.

Quali sono i possibili disturbi

Alcuni comportamenti del bambino che spesso vengono confusi con particolare vivacità del piccolo, sono in realtà "disturbi esternalizzanti", un insieme di atteggiamenti caratterizzati da aggressività, problemi di concentrazione, impulsività e iperattività. I disturbi esternalizzanti sono divisi in 4 tipologie:

L'iperattività rientra nei disturbi del neurosviluppo e gli altri tre in quelli da comportamento dirompente, del controllo degli impulsi e della condotta.

Quali sono i sintomi di un disturbo dell’attenzione e iperattività

Ci sono dei segnali che potrebbero far sospettare che il bambino non sia semplicemente vivace, ma possa soffrire di un Adhd. I campanelli d'allarme sono:

  • Non riesce a stare fermo;
  • Non riesce a concentrarsi su un compito specifico e a restare attento
  • Passa da un compito o da un gioco all'altro senza riuscire a fissare l'attenzione in maniera prolungata
  • Ha un frequente atteggiamento di sfida
  • Ha accentuate esplosioni di rabbia e di aggressività
  • Si sente frustrato
  • Ha difficoltà nell'organizzare i compiti e le attività
  • Fa fatica a obbedire sia a casa che a scuola
  • Non riesce a fare quello che gli viene detto
  • È impaziente
  • Non riesce a concentrarsi per più tempo e dimentica spesso le cose

Questi atteggiamenti, in realtà, sono molto frequenti nei bambini, soprattutto in età prescolare e capire se il proprio figlio soffre di un disturbo d'iperattività non è così semplice.

Se si sospetta che il piccolo possa non essere semplicemente vivace, il suggerimento è quello di consultare il medico.

Quali sono le cause dell’iperattività

Tra le cause che possono portare all'iperattività del bambino ci può essere un ambiente troppo rumoroso o conflittuale all'interno della famiglia che può causare stress e ansia. Oppure il piccolo può diventare irrequieto perché non fa abbastanza esercizio fisico. Non ci sono invece studi che attestino il ruolo dell'alimentazione nello sviluppo di disturbi dell'attenzione. In ogni caso, per la salute generale del bimbo, è sempre meglio fargli seguire una dieta equilibrata senza eccessi di zuccheri.

Come si interviene con un disturbo dell’iperattività

Per verificare se il bambino soffre di un disturbo Adhd, solitamente il piccolo viene sottoposto a una valutazione neuropsicologica, a un'analisi funzionale dei comportamenti problematici, gli vengono fatti fare dei test standardizzati che analizzano le caratteristiche specifiche dei disturbi del comportamento, poi c'è un colloquio di approfondimento con gli insegnanti e un'eventuale osservazione del contesto scolastico. Dal punto di vista del trattamento si affiancano colloqui di potenziamento delle abilità genitoriali, a colloqui con il bambino in cui vengonopotenziate le abilità a restare attento e le capacità di Problem solving. Possono essere adottate anche procedure per la gestione della rabbia e, se il problema crea disagi anche al contesto scolastico, nella procedura per risolvere il problema possono essere coinvolti anche gli insegnanti.

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