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Bilanci di salute, cosa sono e quando farli

di Valentina Murelli - 16.07.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Bilanci di salute: oggi vengono chiamate così le visite di controllo dal pediatra. Consistono in una serie di valutazioni che il medico effettua per verificare che lo sviluppo-psicofisico del bambino, di cui fanno parte anche la capacità visiva e uditiva, avvenga in modo regolare.

I bilanci di salute

Bilanci di salute: si chiamano così i controlli di routine previsti dal Servizio sanitario nazionale. Il piano base del Progetto nazionale salute dell'infanzia ne contempla almeno sei: tre entro l'anno e altre tre tra i due e i sei anni.
Sono però le singole regioni (a volte le singole asl) a stabilire esattamente quanti farne e quando, anche nella fascia sei-14 anni. Le Marche, per esempio, ne assicurano otto, mentre in Abruzzo si arriva a 12.

Vediamo cosa prevedono i bilanci di salute mese dopo mese e anno dopo anno.

In questo articolo

In che cosa consistono i bilanci di salute?

"Di base vi è sempre un esame fisico generale, con la raccolta di dati relativi a peso, altezza e circonferenza cranica e tra 0 e 6 anni la valutazione psicomotoria e sensoriale" dice Adima Lamborghini, pediatra di famiglia e membro del Centro studi della Federazione italiana medici pediatri. "A seconda dell'età e della regione, si aggiungono poi indagini ed esami specifici".

"Nei primi anni di vita ci si concentra soprattutto sullo sviluppo neurologico, delle abilità motorie, del linguaggio e su vista e udito" spiega il pediatra Luigi Greco, vicepresidente della Società italiana di pediatria. "Intorno ai sei anni l'attenzione si sposta su eventuali problemi scheletrici e posturali o su disturbi dell'apprendimento e con l'avvicinarsi dell'adolescenza si può lavorare sulla prevenzione di comportamenti a rischio e l'educazione sessuale".

Già, perché i bilanci di salute sono anche l'occasione per fare informazione, spiegando ai genitori come prevenire gli incidenti, cosa possono aspettarsi nelle settimane o mesi successivi a ogni controllo e come intervenire nel caso di piccoli problemi.

Va detto comunque che, nel caso di situazioni particolari, come per esempio un lattante che presenta anomalie nella crescita e deve essere tenuto sotto controllo, i controlli previsti dal pediatra possono essere anche più frequenti e ravvicinati.

Primo mese del neonato

Nella maggior parte delle regioni, la prima visita avviene entro i 45 giorni di vita. Si controllano: la crescita (peso, lunghezza, circonferenza cranica), la fontanella, le anche (manovra di Ortolani-Barlow), gli occhi (test del riflesso rosso), lo sviluppo neurologico, la presenza di eventuali malformazioni magari non visibili alla nascita (alcuni difetti cardiaci, piede torto), i genitali. 

Si discute con i genitori la gestione del bambino, rispondendo a dubbi e fornendo, se occorre, sostegno all'allattamento. Si prescrivono vitamina D e, al bisogno, vitamina K e fluoro per i dentini. Si comincia a parlare di vaccinazioni, illustrando quali e in che tempi andranno fatte e i possibili effetti collaterali. Si offrono indicazioni per il trasporto in auto e per la prevenzione della Sids (morte in culla) e di complicazioni da fumo passivo.

In alcune regioni si consegnano ai genitori questionari per la valutazione di vista e udito. Alcune Asl prevedono l'esecuzione di un elettrocardiogramma a 4-5 settimane, per individuare eventuali (rare) anomalie che potrebbero essere legate al rischio di Sids. L'esame non è al momento proposto a tutti a livello nazionale perché non ci sono prove di una sua reale utilità come screening di massa. 

2-3 mesi del neonato

Se si tratta della prima visita, si fa tutto quanto è stato descritto per il primo mese. Altrimenti, si ripetono i controlli di base (esame fisico, crescita, valutazione psicomotoria, stato cardiovascolare) e si controlla lo stato delle vaccinazioni. È il momento dell'ecografia delle anche, per individuare eventuali displasie. Ma attenzione: non si tratta di uno screening previsto per tutti (anche perché non ci sono prove scientifiche di una sua utilità in questo senso). Alcuni pediatri la consigliano a tutti, altri solo in presenza di fattori di rischio (il sesso femminile, la posizione podalica alla nascita, anomalie durante la visita, il piede torto).

6 mesi del neonato

Esame fisico, valutazione psicomotoria e sensoriale, valutazione delle vaccinazioni. Si comincia a parlare di svezzamento (mai prima dei 4 mesi, meglio a partire da 6 mesi) e si forniscono indicazioni sulla prevenzione degli incidenti domestici.

8-9 mesi del neonato

Esame fisico e valutazione psicomotoria e sensoriale. Per esempio si valuta se il bambino siede in modo corretto, se e come sgambetta, se ha cominciato la lallazione, se ha interesse per l'ambiente circostante. In molti casi è previsto il Boel test, che permette di valutare l'udito (se alla nascita, in ospedale, è stato eseguito lo screening delle otoemissioni acustiche non dovrebbero esserci sorprese, ma è sempre meglio controllare), ma anche le capacità attentive e relazionali del bambino.

12 mesi del neonato

Esame fisico e valutazione psicomotoria e sensoriale. Si valuta l'alimentazione del bambino e si illustra la vaccinazione contro morbillo-parotite-rosolia, da fare intorno ai 13-15 mesi. Si torna sulle indicazioni per la prevenzione di incidenti (compreso il rischio di inalazione di corpi estranei).

18 mesi

Esame fisico. Controllo delle vaccinazioni. Valutazione dell'attività motoria: il bambino dovrebbe aver cominciato a camminare. Valutazione del linguaggio: dice qualche parola, oltre a mamma e papà? Segue il discorso e capisce quello che gli viene chiesto? Alcune regioni prevedono l'esecuzione di un test per l'individuazione precoce dell'autismo (si basa su osservazione del bambino e questionario per i genitori)

24 mesi

Esame fisico, valutazione psicomotoria (il bambino cammina, salta, corre?) e sensoriale. Valutazione del linguaggio: intorno ai 2 anni il bimbo dovrebbe pronunciare almeno 50 parole e riuscire a metterne insieme due o più per esprimere concetti. Valutazione della vista: si esegue il test di Lang per l'ambliopia (capacità di visione stereoscopica). In alcune regioni viene effettuato un test per il daltonismo (che in altre è effettuato al controllo dei 5/6 anni).

Si valuta l'occlusione dentale (il bambino dovrebbe aver abbandonato il succhiotto, o cominciare a farlo). Si spiegano le norme fondamentali di igiene orale (oppure il pediatra può suggerire una visita da un dentista, per chiarire questi aspetti). 

36 mesi

Proseguono gli esami fisici e le valutazioni motorie, sensoriali e del linguaggio. Se non si è fatto prima, si esegue il test di Lang.

5-6 anni

Esame fisico, valutazione psicomotoria, sensoriale e del linguaggio. Controllo delle vaccinazioni. Valutazione dell'acuità visiva (se il bambino vede bene oppure no). Valutazione dei denti: può essere il momento di inviare il bambino al dentista per un primo controllo, specialmente se i denti sono storti. Valutazione dello scheletro e dell'atteggiamento posturale, per individuare eventuali anomalie come scoliosi, piede piatto, lordosi, cifosi. Valutazione di eventuali disturbi dell'apprendimento (come la dislessia) che potrebbero emergere con l'inizio della scuola. Indicazioni sulla prevenzione di obesità e disturbi alimentari. 

8-10 anni

Esame fisico e scheletrico, esame della vista, valutazione dei denti

10-12 anni

Esame fisico e scheletrico, esame della vista, valutazione dei denti. Vengono fornite informazioni sulla vaccinazione contro HPV per le bambine. 

12-14 anni

Esame fisico e scheletrico, esame della vista, valutazione dei denti. Nei maschi, controllo dei genitali, per individuare eventuali casi di varicocele. Indicazione per la prevenzione di rischi legati al consumo di alcol, fumo e droghe. Disponibilità a discutere di aspetti di educazione sessuale e di prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. Indicazioni per la prevenzione di incidenti, soprattutto stradali (per esempio, sull'utilizzo del casco in moto).

NOTA BENE: le indicazioni temporali in cui fare i "bilanci di salute" devono essere considerate flessibili: 6 mesi, per esempio, non significa esattamente 180 giorni, ma un intervallo compreso tra 5 e 7 mesi.

Fonti per questo articolo:

Progetto salute infanzia (Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i pediatri di libera scelta)

Consulenza di Luigi Greco, pediatra di famiglia a Bergamo e vicepresidente della Società italiana di pediatria

Consulenza di Adima Lamborghini, pediatra di famiglia a Silvi (Teramo) e membro del Centro studi della Federazione italiana medici pediatri. 

Domande e risposte

Cos'è il bilancio di salute?

Il bilancio di salute è il momento ideale per effettuare una visita completa, valutare la crescita del bambino, lo sviluppo psicomotorio ed il raggiungimento delle tappe cognitive e sensoriali adeguate per ciascuna età.

Come scegliere il pediatra per il proprio bambino?

Dal punto di vista burocratico, la scelta del pediatra è un'operazione molto semplice: basta recarsi nell'ufficio di pertinenza della propria Asl con:

  • un documento d'identità (di mamma o papà)
  • il codice fiscale del bambino
  • e il certificato di nascita,
  • e indicare quale pediatra si desidera tra quelli disponibili

Cosa verificare prima di scegliere il pediatra?

Prima di scegliere il pediatra, prestate attenzione a questi elementi:

  • Ambulatorio e sala d'attesa appaiono puliti, confortevoli, a misura di bambino?
  • Il medico ed eventualmente il suo staff si mostrano cortesi, attenti, pronti all'ascolto, oppure frettolosi e sgarbati?
  • Come si svolgono i bilanci di salute?

Revisionato da Sara Sirtori

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