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Bimbi immuni al Covid? Sono solo più resistenti

di Penelope Greco - 11.03.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Bimbi immuni al Covid? Tra i più piccoli ci sono pochi casi gravi, ma molti positivi, perché i bambini non sono immuni!

I bambini sono immuni al Covid? Si contagiano di meno? Il monitoraggio dell'Aie (Associazione italiana di epidemiologia) aggiornato al 7 febbraio mantiene l'allerta sulle fasce d'età più basse, quelle finora relativamente risparmiate dall'epidemia. Ma in cui potrebbe insinuarsi un ceppo più contagioso come la variante inglese. Il valore dell'incidenza per i bambini più piccoli (0-2 anni) è stabile, mentre l'incremento registrato nelle scorse settimane è chiaramente attribuibile ai bambini tra 3 e 5 anni (tasso 119 per 100mila). Il tasso è in aumento anche per i ragazzi di 11-13 anni (137 per 100mila). Da notare anche l'incremento osservato nella classe di età 6-10 anni che ha l'incidenza più elevata in almeno tre regioni, Umbria, Lazio e Campania.

La fascia d'età 0-2 anni resta la meno colpita dall'epidemia. Ma tutte le altre classi, fino ai 18 anni, sono in crescita.

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Bimbi immuni al Covid: cosa sappiamo

Secondo una ricerca pubblicata nel mese di giugno 2020 su Nature Medicine  i bambini e i giovani sotto i 20 anni, oltre ad essere molto spesso asintomatici, si stima che abbiano una suscettibilità all'infezione pari a circa la metà rispetto a chi ha più di 20 anni. La ricerca ha sviluppato modelli di trasmissione di Covid-19 sulla base dei dati provenienti da 6 paesi, inclusa l'Italia. Anche l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel Report Iss-Covid "Indicazioni ad interim per gravidanza, parto, allattamento e cura dei piccolissimi di 0-2 anni in risposta all'emergenza COVID-19" evidenzia che "nei bambini l'infezione da SARS-Cov-2 si manifesta con quadri clinici molto meno severi rispetto agli adulti. I bambini hanno infatti in generale una buona prognosi e la letalità è decisamente inferiore rispetto all'adulto".  Lo studio "Medicina di genere e Covid-19" - redatto dai referenti del tavolo IRCCS Medicina di Genere - COVID-19 coordinato dal ministero della Salute – evidenzia che in Italia solo circa l'1% dei casi positivi ha compiuto 18 anni. L'asintomatologia è difficile da diagnosticare nei più piccoli, anche a causa dell'assenza di indagini capillari.

Letalità

Le evidenze scientifiche disponibili, chiarisce l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), indicano che nei pazienti pediatrici l'infezione causata da SARS-CoV-2 si manifesta con un andamento clinico più favorevole rispetto all'adulto. I bambini non sono più suscettibili a queste nuove varianti rispetto agli adulti e la chiusura delle scuole sulla base di informazioni incomplete potrebbe avere ripercussioni.

Tassi di infezione nei bambini: la variante inglese

I bambini sembrano essere meno suscettibili alla SARS-CoV-2 rispetto agli adulti, probabilmente a causa di differenze biologiche intrinseche, afferma Calum Semple, specialista in epidemie presso l'Università di Liverpool, nel Regno Unito. E gli studi nelle scuole di diversi paesi lo scorso anno hanno suggerito che i campus non erano punti caldi per la trasmissione, a condizione che prendessero precauzioni come mantenere l'igiene e le distanze sociali. Ma se la nuova variante sta aumentando i tassi di infezione nei bambini, allora le dinamiche di trasmissione nelle scuole dovrebbero essere riviste, dice Bennett. Il problema principale è che i paesi spesso testano solo le persone con sintomi, mentre i bambini sono, per la maggior parte, asintomatici.

Per la variante inglese si parla infatti di un incremento di contagiosità del 37% circa, cosa che lascia ipotizzare che possa diventare la forma prevalente 

Dove avviene il contagio

Il primo luogo dove si trasmette il Covid è all'interno della famiglia, la più importante causa di positività tra bambini in età pre-scolastica, scuola primaria e secondaria di primo grado. I focolai di contagi nelle scuole sono pochi e sono associati soprattutto a studenti di età superiore ai 15 anni; inoltre, non sono quasi mai stati registrati casi di trasmissione tra bambini in età scolare (3-12 anni), ma più frequentemente trasmissioni adulti-bambini e viceversa. Il potenziale di trasmissione aumenta con l'aumento dell'età. Nelle scuole, chi si contagia con maggior frequenza è il personale. Bisognerebbe però tenere conto del fatto che la maggior parte dei bambini sono asintomatici, possono contagiare gli adulti, ma questo non li rende immuni al Covid.

Fotni articolo: pediatrics, Gov Salute, Epidemiologia, Istituto Superiore di Sanità

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