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Caldo e bambini che fanno poca pipì: c'è da preoccuparsi?

di Ines Delio - 17.07.2024 - Scrivici

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Caldo e bambini che fanno poca pipì: c'è da preoccuparsi? Quando fa molto caldo si fa meno pipì? Cosa dicono i pediatri

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Caldo e bambini che fanno poca pipì: quando preoccuparsi?

Durante la stagione calda, neonati e i bambini piccoli vanno osservati con attenzione onde evitare che possano perdere rapidamente liquidi corporei attraverso la sudorazione, fino ad arrivare alla disidratazione. È quindi importante che bevano regolarmente, indossino abiti leggeri e siano tenuti al fresco il più possibile. A preoccupare maggiormente le mamme in questo periodo è il nesso tra caldo e bambini che fanno poca pipì. Quando dovremmo proeccuparci? Vediamo cosa dicono gli esperti al riguardo.

Quando fa molto caldo si fa meno pipì?

Alle mamme che chiedono perché il loro bambino faccia meno pipì o preoccupate perché trovano il pannolino asciutto la mattina, risponde Pediatra Carla, specialista in pediatria e puericultura, sulla sua pagina Instagram."Se questi bambini bevono in maniera regolare, quello che sta succedendo è che hanno maggiori perdite legate al caldo, quindi la sudorazione che si vede a occhio nudo, ma anche perdite chiamate 'insensibili', ossia il vapore acqueo che si crea con la respirazione e il sudore, che non si vede a occhio nudo".

Fare poca pipì, quindi, non significa sempre disidratazione, secondo l'esperta. "Se bevono regolarmente, non c'è motivo di pensare che perché fanno meno pipì siano disidratati". Per sapere se sono realmente disidratati, il consiglio della specialista è di controllare le mucose orali, specialmente in caso di colpi di calore, gastroenterite o altre situazioni che possano fare insospettire i genitori. "Se c'è abbondante saliva – spiega - vuol dire che sono idratati".

Come idratare i bambini quando fa caldo?

Nelle giornate calde, assicuratevi di offrire frequentemente da bere al bambino, per evitare che si disidrati. L'ideale è fargli assumere acqua a temperatura ambiente a piccoli sorsi. "I bambini non grondano sudore come gli adulti, ma con il caldo perdono molti sali e liquidi anche quando non ce ne rendiamo conto. Insegnare loro come idratarsi è importante perché impareranno un gesto prezioso per tutta la vita", spiega Paola Marangione, responsabile di Neonatologia e Patologia Neonatale di Humanitas San Pio X.

Se state allattando al seno, nutrite il bambino con la frequenza necessaria, che potrebbe essere maggiore del solito. Assumete anche voi molti liquidi, compresa una bevanda fresca a ogni poppata "Fino a 6 mesi il lattante probabilmente chiederà più pasti al seno per placare non solo la fame, ma anche la sete. La mamma deve tenersi pronta a soddisfare la richiesta", spiega la dottoressa.

"Facciamo una premessa: il bambino non è una macchina con un serbatoio da riempire, per cui è molto difficile dare indicazioni precise su quantità valide sempre e per tutti – spiega Alberto Ferrando, pediatra di famiglia a Genova, nel suo libro Come nutrire mio figlio – Bisogna tenere conto di tanti parametri, dalle variazioni individuali (ci sono bambini, come ci sono adulti, che spontaneamente bevono molto e altri che bevono poco) al clima, al tipo di alimentazione generale, se ricca di alimenti con elevato contenuto di acqua oppure no".

La Società italiana di nutrizione umana nel 2014 ha proposto dei LARN, livelli di assunzione di riferimento di nutrienti, per l'acqua. In pratica, l'indicazione di quanta acqua andrebbe assunta ogni giorno, suddivisa per fasce d'età. Eccoli:

  • 6-12 mesi: 800 ml d'acqua
  • 1-3 anni: 1200 ml d'acqua
  • 4-6 anni: 1600 ml d'acqua
  • 7-10 anni: 1800 ml d'acqua.
  • 11-14 anni: 2100 ml per i maschi, 1900 per le femmine
  • 15-17 anni: 2500 ml per i maschi, 2000 per le femmine.

"Ma attenzione: queste quantità comprendono l'acqua presente negli alimenti" specifica Ferrando. Quindi non significa che il bambino di dieci mesi che poppa ancora molto, o beve ancora molto latte formulato, debba essere "forzato" a bere anche 800 ml d'acqua, perché il grosso dell'acqua lo prenderà ancora dal latte. Viceversa, a un bambino della stessa età che beve molto meno latte a favore di più pappe magari molto dense o prodotti solidi (pane, biscotto), l'acqua andrà proposta spesso".

"E lo stesso vale per le età successive – aggiunge – Quando un bambino comincia a mangiare come gli adulti, la quantità di acqua che dovrebbe bere dipende molto dal contesto generale: se fa caldo o meno, se il caldo è secco (quando è più facile perdere liquidi senza accorgersene) o umido, se sta mangiando cibi ricchi o poveri d'acqua e così via. Un bambino che mangia a merenda una fetta di melone e a cena una minestra per quel giorno avrà meno bisogno di acqua di uno che mangia un panino con la marmellata e una pasta al ragù. Da tenere in considerazione, per i bimbi più grandi, anche l'eventuale attività sportiva: chi la pratica dovrà idratarsi un po' di più".

I bambini piccoli possono facilmente disidratarsi durante i periodi di caldo, a causa della sudorazione e del fatto che non bevono abbastanza acqua.

La disidratazione può essere causata anche da:

  • eccessiva attività fisica
  • temperatura elevata
  • vomito o diarrea intensi
  • non mangiare o bere a sufficienza

Il bambino può essere leggermente disidratato se:

  • ha vertigini o giramenti di testa
  • ha nausea o mal di testa
  • ha urine di colore giallo scuro o marrone
  • se i pannolini sono meno bagnati del solito
  • se vanno in bagno meno spesso
  • hanno la lingua e la bocca secche

Il bambino può essere gravemente disidratato se:

  • ha molta sete
  • è stanco e letargico
  • appare pallido e con gli occhi scuri e infossati
  • non lacrima quando piange
  • è irritabile, sonnolento o confuso
  • respira più velocemente del solito e ha un battito cardiaco accelerato

In presenza di questi sintomi è necessario consultare immediatamente un medico.

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Revisionato da Francesca Capriati

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