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Come combattere l’obesità infantile: 5 cibi da evitare e 5 cibi amici dei bambini

di Giorgio Crico - 07.04.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Come combattere l’obesità infantile? Romina Cervigni, nutrizionista, ci consiglia cinque cibi amici dei bambini (e quelli da evitare) per contrastare questa patologia.

Come combattere l’obesità infantile: 5 cibi amici dei bambini e 5 cibi da evitare

Di obesità si parla incessantemente da molti anni ormai. È una malattia molto nota al grande pubblico (esiste anche una giornata mondiale dedicata) ma in costante ascesa, specie tra i giovani e giovanissimi, al punto che esiste un vero e proprio allarme relativo all'obesità infantile. Tra gli strumenti utili per poter tenere sotto controllo il peso fin da piccoli e guadagnarne in salute e qualità della vita, ci sono l'attività fisica e una dieta oculata. Abbiamo chiesto a Romina Cervigni, nutrizionista e responsabile scientifico della Fondazione Valter Longo Onlus, di consigliarci cinque cibi in particolare da includere all'interno di un regime alimentare e altrettanti da evitare assolutamente.

In questo articolo

Obesità: cos’è, cause e diffusione

Dottoressa Cervigni, di obesità si parla da tempo. Di cosa si tratta e quali sono le cause scatenanti della patologia?

«L'obesità è una malattia che si caratterizza per un accumulo patologico di grasso corporeo con conseguenze serie per la salute di una persone. Ci sono due potenziali fattori trainanti dell'aumento dei tassi di obesità negli ultimi decenni:
• un aumento dell'assunzione di calorie (cioè mangiare di più);
• una diminuzione dell'energia spesa nella vita quotidiana (cioè meno attività oppure attività poco intense fisicamente).
In pratica, mangiare di più e muoversi meno porta necessariamente all'accumulo di peso in eccesso».

È vero che si tratta di un fenomeno in crescita?

«Negli ultimi cinquant'anni, nella maggior parte dei Paesi il consumo di cibo è aumentato. Non solo: la grande disponibilità di prodotti conservati, raffinati e pronti al consumo e l'aumento della sedentarietà hanno messo a dura prova l'adozione di un regime alimentare sano e uno stile di vita attivo. Oggi, l'obesità si è evoluta in una questione che abbraccia tutti i livelli di reddito, diventando uno dei maggiori problemi di salute pubblica a livello mondiale».

A cosa porta l'obesità?

«È una malattia che incide parecchio sulla durata della vita perché si accompagna spesso a una numerosa serie di comorbidità, cioè una sovrapposizione e influenza reciproca di più patologie connesse fra di loro. Un accumulo eccessivo di peso può favorire l'insorgere di malattie molto serie, tra le quali: diabete, ipertensione, dislipidemia, malattie cardio e cerebrovascolari, tumori».

Obesità: i numeri

Può darci qualche dato numerico?

«Oggi, circa il 39% della popolazione adulta è in sovrappeso o obesa. Da uno studio in collaborazione con ISTAT, emerge che in Italia il 46% degli adulti, quindi più di un terzo della popolazione, è in sovrappeso, mentre 1 persona su 10 è obesa. La percentuale di popolazione in eccesso di peso cresce all'aumentare dell'età; esistono inoltre delle differenze di genere in quanto le donne presentano un tasso di obesità inferiore (9,4%) rispetto agli uomini (11,8%)».

Obesità infantile: impatto e diffusione

E per quanto riguarda i bambini?

«L'obesità affligge anche le minori fasce di età: 41 milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni e 340 milioni di bambini e adolescenti con età compresa tra i 5 e i 19 anni sono in sovrappeso o obesi. A livello di percentuale, si parla di emergenza globale: circa il 30% dei minori ne è affetto».

«In Italia, negli anni pre-pandemia, circa tre bambini/ragazzi su dieci erano sovrappeso o obesi, per una percentuale molto simile a quella degli Stati Uniti d'America: non a caso, il nostro è il terzo Paese in Europa per il tasso di obesità infantile. Si tratta inoltre di dati continuamente in crescita: negli ultimi quarant'anni, il numero di adolescenti obesi è aumentato di oltre dieci volte».

Obesità infantile: i cibi da evitare

Può darci qualche consiglio alimentare?

«Per contrastare l'obesità infantile sarebbe meglio limitare:

gli zuccheri, presenti nelle caramelle, nei dolciumi vari, nelle bevande zuccherate. La frutta fresca è preferibile, magari abbinata alla frutta secca (noci, mandorle, pistacchi, ecc.) o a delle torte fatte in casa con ingredienti controllati di qualità;
alimenti e bevande che contengono caffeina (cole, energy drink e perfino i tè). È meglio scegliere gli infusi, le bevande vegetali come il latte di mandorla o quello di avena. Vanno molto bene anche il latte di mucca e quello di capra;
gli alcolici, e quindi nel caso dei bambini i dolci che ne contengono una minima parte;
• eventuali eccessi di alimenti molto ricchi di amidi, come la pasta, il pane o le patate. Una quantità ridotta di questi cibi è preferibile. Per arricchire le proprie preparazioni si possono sempre abbinare con verdure (che portano fibre) e legumi;
• una quantità eccessiva di proteine di origine animale. Insegniamo ai bambini ad alternare le proteine animali (carne, pesce, uova e formaggi) con quelle vegetali (fagioli, ceci, lenticchie e piselli)».

Come combattere l’obesità infantile: i cibi che aiutano la salute

E per quanto riguarda invece i cibi più amici dei bambini?

«Vi consiglio cinque alimenti (e come cucinarli!) per contrastare efficacemente l'obesità. Sono:

i legumi, magari preparati in diversi modi, anche divertenti, insieme con i nostri bambini. Possiamo farne polpette, pasta di legumi, insalatone, hamburger vegetali, pancake, farinata e molto altro!

Le verdure, sempre di stagione e anche in questo caso è utile preparare delle ricette coinvolgendo i nostri figli. Non sottovalutiamo la possibilità di andare al mercato e sceglierle insieme: questo li aiuta a prendere confidenza col cibo che andranno a consumare;

il pesce non deve mancare, anche sotto forma di hamburger o di sushi cotto;

i cereali integrali, che hanno un impatto inferiore sulla glicemia e permettono di saziare più a lungo;

la frutta secca, come noci, mandorle, ecc. Perfetta da usare come spuntino».

L'intervistata

Romina Inès Cervigni, biologa nutrizionista della Fondazione Valter Longo Onlus, ha al suo attivo un dottorato di ricerca alla Open University nel Regno Unito conseguito focalizzando i suoi studi in ambito oncologico. Ha collaborato, inoltre, con il Comitato Nazionale delle Ricerche (CNR) di Napoli e con l'Università VitaSalute San Raffaele di Milano, occupandosi di malattie neurodegenerative. Grazie ai suoi studi in Nutrizione e Dietetica, con un Master di secondo livello all'Università Politecnica delle Marche, integra fra le sue competenze le terapie farmacologiche per diverse patologie attraverso una terapia alimentare. Collabora con la Fondazione Valter Longo Onlus fin dalla sua creazione e assiste quotidianamente pazienti con diverse patologie provenienti da tutto il mondo.

La Fondazione incoraggia le aziende a sostenere gli eventi di raccolta fondi. Questi aiuti contribuiscono alla realizzazione dei progetti di assistenza sanitaria nutrizionale per le persone più fragili o in situazione di difficoltà

La Fondazione può organizzare per le aziende: assistenza nutrizionale, consulenza alla mensa aziendale, studio clinico per i dipendenti, libretti della longevità, webinar ad hoc e molto altro ancora.

 

Per approfondimenti:

https://www.fondazionevalterlongo.org/programmi-di-welfare-aziendale/

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