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Coprolalia nei bambini, cos’è la “malattia” delle parolacce

di Simona Bianchi - 14.09.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La coprolalia rientra nei tic vocali complessi ed è un disturbo raro che insorge in maniera involontaria. Quali sono le cause e come si manifesta

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Coprolalia nei bambini

La coprolalia nei bambini è l'emissione di parole, o frasi, ritenute offensive che vengono pronunciate assolutamente fuori dal contesto. Sono dette nei momenti più strani e non hanno nulla a che fare con sentimenti di rabbia. La coprolalia, comunemente detta malattia delle parolacce, viene spesso associata alla sindrome di Tourette, un disordine neuropsichiatrico caratterizzato da tic motori generalizzati a tutto il corpo e da tic vocali complessi. In realtà, la coprolalia sarebbe un sintomo della sindrome molto raro, solo due tourettici su dieci hanno questo problema. 

Cosa sapere sulla coprolalia

Le parole volgari e oscene dette a causa della coprolalia non esprimono il reale pensiero della persona tourettica. L'atteggiamento non è infatti dovuto a scelte comportamentali e non è causato da fattori educativi, può invece avere origine da un disturbo psichico o da fattori ambientali. Secondo i dati epidemiologici CDC (Center for Disease Control and Prevention), la coprolalia colpisce soprattutto gli adolescenti e la sua incidenza decresce con l'aumentare dell'età alleviandosi e scomparendo nell'età adulta.

Come si manifesta la coprolalia

Nella sindrome di Tourette, la coprolalia si manifesta tipicamente soltanto nel 10-20% dei casi. Le persone affette dalla sindrome tendono a usare un linguaggio scurrile e, oltre all'emissione di grida improvvise e di suoni inarticolati, a usare in maniera esagerata un linguaggio osceno. Il sintomo si manifesta in modo inconsapevole e involontario, il soggetto coprolalico tende a esprimersi con termini di natura sessuale e razzista, talvolta blasfemi. La coprolalia viene indotta generalmente da qualche specifica parola ascoltata durante una comunicazione nell'ambiente circostante e che viene ripetuta più volte associandola a una volgarità. Si tratta di tic vocali emessi con toni, timbri e cadenze della voce spesso diversi da quelli normalmente assunti dal soggetto nella conversazione. Le parole volgari possono talvolta essere soltanto ripetute mentalmente, in questo caso si parla di coprolalia mentale, subvocalizzazioni ripetute ed angoscianti.

Quali sono le cause della coprolalia

Fattori scatenanti della coprolalia sono considerati lo stress emotivo, durante una piacevole eccitazione o in condizione di affaticamento, e l'ansia. La coprolalia è un sintomo comune o probabile anche di altre malattie neurologiche e psichiatriche come la schizofrenia e il disturbo ossessivo-compulsivo. Di rado si può manifestare anche dopo lesioni cerebrali dovute a ictus o encefalite. Si può riscontare anche in alcuni casi di demenza. Nelle persone non affette da una specifica condizione di malattia, la coprolalia può essere considerata una forma di opposizione e desiderio di protesta. La causa vera e propria è sconosciuta ma secondo recenti ricerche l'origine non sarebbe psicologica ma neurobiologica. Si ritiene, come per altri tic, che sia dovuta ad alterazioni dei gangli della base e dei neurotrasmettitori come dopamina, serotina e noradrenalina. La coprolalia sarebbe il risultato di attivazioni errate o difettose dei meccanismi inibitori del cervello.

Cosa fare in caso di coprolalia nel bambino

La onlus Tourette Roma ha pubblicato sul proprio sito una serie di consigli pratici se si ha a che fare con familiari o conoscenti affetti da corpolalia:

  • informarsi e studiare la coprolalia
  • Ignorare le parolacce
  • Mantenere la calma, essere accoglienti e comprensivi
  • Dare la possibilità al bambino di spiegarvi come si sente e spiegategli cosa succede per tranquillizzarlo
  • Parlare con gli insegnanti, chiedere di spiegare alla classe il problema e il perché il bambino coprolalico non viene punito per le brutte parole
  • A volte certe parole possono essere "sostituite", si può provare a trovare insieme al bambino una sostituzione che possa andar bene per le parole che lo disturbano di più
  • Cambiare prospettiva: sono parole e fanno male solo a chi ne ha paura
  • Cercare di trasmettere "leggerezza" al bambino e senso di sicurezza.

FONTI:

Coprolalia

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